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SOGNO N- 6
Scritto da GiuliaRebecca
Categoria: Altro
Scritto il 10/02/2018, Pubblicato il 10/02/2018, Ultima modifica il 10/02/2018
Codice testo: 102201819228 | Letto 249 volte

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Nota dell'autore GiuliaRebecca:
SOGNO N- 6

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nel sogno avevo un leggero dolore alle tempie, quello che provo di fronte a desideri non esauditi; si può immaginare quanto ne soffra il mio orgoglio. jung mi era accanto, parlava di qualunque intimità con la necessaria limitazione, ha guardato la mia anima fino a quando non ce l'ho fatta più. si è toccato la tempia destra ed è uscita una melodia. mi ha detto che possedevo qualcosa di troppo delicato, la voce, i modi, le parole, non i pensieri che sprigionavano poesia di cui nessuno sa niente, e una personalità tra le più significative sul piano psicosessuale. ho sospirato. jung ha aggiunto che il mio atteggiamento nei confronti delle associazioni ha evidenziato una storia di onnipotenza e nulla è più potente di una passione controllata. un'osservazione errata, ho ribattuto, perchè presenta la teoria della libido in forma irrisolta. jung, a questo punto, si è permesso di assumere la parte del pontefice della psicoanalisi, abbiamo cominciato a litigare. gli ho dato del cane ammaestrato in base alle idee altrui e che non era uno spettacolo piacevole farsi ammirare in quello stato di smodata agitazione. mi sono alzata e dal sogno sono passata alla realtà. nella riflessione cosciente ho percepito la mia calma interna e ho provato antipatia nei confronti del dottore che mi tormenta continuamente. ho richiamato alla mente alcuni versi pronunciati da carl durante il sogno: non sono le tue labbra che nella notte sento sulle mie, ma quelle occulte, segrete, in penombra, che bacio fino a morire.

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