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LORO (3° parte di SETE NOTTURNA)
Scritto da meex79
Categoria narrativa, genere
Scritto il 01/10/2017, pubblicato il 01/10/2017, ultima modifica il 01/10/2017
Letto 195 volte

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Nota dell'autore: -U: non li devi affrontare così! E' pericoloso! Due: se gli fai notare le loro sbavature, si "risintonizzano" e dopo non possiamo più riconoscerli dai loro strafalcioni!- -Riconoscerli chi!?- mi blocco io -Di cosa stai parlando, Vincè!- -Di...loro!-

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Stavolta non posso lasciar correre. Torno indietro.
-Scusa, Salvatore, cosa hai detto?-
Mi guarda con aria innocente e genuinamente perplessa: -Ho detto: buona giornata!-
-No, cazzo!- sbotto io-Tu hai detto: buona giornuata! con la "u". Come hanno fatto la mia ragazza, il mio amico ed il postino. Cosa sta succedendo?-
-Ma...Rino, non capisco!- Ha sempre quel candore dipinto sul volto.
-Non può essere casuale, cazzo! E ora tu mi spieghi cosa sta succedendo! E io potrò verificare se ti scappano altre "u".-
Inizia ad avere un'espressione contrariarata, ad arrossire e ad avere un tremolìo per tutto il corpo. Sembra gli stia per prendere una sincope e che stia per darmi un cazzotto. Io sono talmente disarmato dalla sua reazione che non riesco a far nulla. se non ad osservarlo, pietrificato.
A quel punto si apre la porta del mio dirimpettaio, Vincenzo. Quest'ultimo ne esce trafelato e, prendendomi sottobraccio, mi porta via, urlando- Tutto a posto, Salvatore! Buon lavoro!-
Io non sto capendo più niente. Lo guardo, attendendomi che dica qualcosa. Lui ricambia il mio sguardo con un'aria di rimprovero.
-Uno: non li devi affrontare così! E' pericoloso! Due: se gli fai notare le loro sbavature, si "risintonizzano" e dopo non possiamo più riconoscerli dai loro strafalcioni!-
-Riconoscerli chi!?- mi blocco io -Di che cazzo stai parlando, Vincè!-
-Di...loro!- Fa cenno col capo indietro, verso la direzione in cui abbiamo lasciato Salvatore.
-Ma...chi sono loro?-
-Questo non lo so! Non so bene cosa stia accadendo! Come te mi sono reso conto che qualcosa non va, in alcune persone e nel funzionamento degli oggetti tecnologici e nel normale corso degli eventi. Ma sono in una fase di osservazione, capisci? Li osservo e non faccio niente! E ti consiglio di fare altrettanto, Rino,... di stare muto come un pesce. Va' al lavoro! Fai finta di niente, anche quando noti cose strane. Teniamoci in contatto ed aggiorniamoci a vicenda.-
-Io...io non so proprio cosa dire. Non sto più capendo nulla.-
-So come ti senti, amico. Mi sentivo anch'io smarrito, all'inizio. Ma abbiamo una grossa responsabilità, adesso, noi che ci siamo avveduti. E puoi star tranquillo. Perchè ce ne sono altri come noi. Possiamo riconoscerci a vicenda, utilizzando la parola d'ordine: "grande raduno". Ma non in modo palese. La devi buttar lì in mezzo alla frase. Come fosse detta per caso. Altrimenti ci facciamo beccare.-
-Accidenti, sembra complicato.-
-No, non lo è.-
-Cazzo, tu parli come se fossimo in guerra! Io non sono abituato a queste cose. Io fino ad oggi, lavoravo, facevo la spesa, giocavo alla play, trombavo con la mia ragazza, etc. Ora, mi stai dicendo che mi trovo catapultato in una realtà totalmente nuova. Praticamente la mia ragazza non è più lei! E' una di...loro! Che poi non si capisce chi siano questi loro. E di quella vera cosa ne è stato?- Mi prende un groppo in gola.
-Non lo so.- Vincenzo capisce il mio momento e mi poggia una mano sulla spalla- Ma è questione di sopravvivenza. Devi farti forza e pensare a capire qual è il modo giusto di agire...e chissà che non ne veniamo a capo e troviamo la tua vera ragazza. Ma devi cercare di mantenere i nervi saldi. Guarda il lato positivo. Non sei solo e disperato come ti ho sentito quando parlavi con Salvatore...o chiunque egli sia.-
Ci penso un attimo. Cerco di calmarmi e di vedere le cose dal punta di vista che mi sta proponendo lui. A volte mi rendo conto di essere rimasto un ragazzino viziato. Faccio fatica ad accettare che qualcosa non è più come io desidererei. Sarei andato in crisi per molto meno di questo casino. Ma ora, qui, c'è davvero da fare l'uomo, cazzo. Questa è una cosa più grande di tutte quelle che potevo immaginare potessero accadere in questa strana esistenza.
-Va bene, Vincè! Farò come dici.-
-Bravo, Rino!- Mi dà un'altra pacca sulla spalla, ma stavolta più rude, cameratesca. E' il suo modo per ribadirmi di essere cazzuto, di passarmi la sua determinazione. Faccio segno di assenso col capo e mi avvio verso il lavoro.

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