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Satira alle pie donne
Scritto da gabrielevacca34
Categoria: Poesia - Altro
Scritto il 11/10/2017, Pubblicato il 11/10/2017, Ultima modifica il 11/10/2017
Codice testo: 11102017175654 | Letto 173 volte

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Il parroco della beata santa
era molto incline alla preghiera
l'educazione che aveva ricevuto
era il modello più esemplare:
diceva messa di mattina presto
poi si dedicava ai parrocchiani
che ad esser leale e veritiero
in maggior parte erano le donne
a visitare il bravo reverendo
chi per una prima comunione
chi per un battesimo in progetto
ma fra le tante pecorelle ignare
che di frequente andavan dal curato
vi era qualcuna con ardenti brame.

Passavano giornate a conversare
di cose urgenti ed importanti
o di pettegolezzi simulati:
lui ascoltava tutto quel ciarlare
in parte, poco interessato
e valutava , molto ponderato
alle allusioni azzardate
che qualche parrocchiana
decisamente esuberante
con arguzia, alla lussuria ambiva:
tale e quale fu fatto dal serpente
quando turlupinò Eva e l'amante:
il curato restava in buona fede
senza lasciarsi ingarbugliare
ma tanto va la gatta a piluccare
che lui si ritrovò nel malaffare.

Buon giorno sior curato
come la trovo in formaa
stamane, bello e pimpante
giusto come h sognato:
confesso, che di recente la sognai
niente di male, si capisce ormai
ma nella mente mia
rimase fortemente impresso
il suo sorriso smagliante
quand'io l'accarezzavo
con delicate maniere
appena appena sul viso.

Vede, sognar non è peccato
anzi, esso porta l'avviso
pure dei numeri al lotto:
non pretendo mai troppo
mi baasterà uno sguardo

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