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La Confraternita del cemento
Scritto da Giò
Categoria: Narrativa - giallo/noir
Scritto il 01/01/2017, Pubblicato il 01/01/2017, Ultima modifica il 02/01/2017
Codice testo: 11201716217 | Letto 824 volte

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Nota dell'autore Giò:
La Confraternita del cemento

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-Un piano incredibile, inverosimile, impensabile.-
-Ma è tutto vero.-
-Ma dai, Checco. Le tue sono soltanto supposizioni sulla base di una serie di pure coincidenze. Tutti i marmi ed il cemento armato del mondo pronti ad un golpe per impadronirsi del potere.. E’ assurdo.-
Checco Angiolini cominciò a grattarsi la barba di tre giorni, tradendo nervosismo. Era sua abitudine ostentare calma in ogni circostanza.
-Joseph Monier non era un semplice giardiniere di Parigi. Ho fatto molte indagini su di lui. La Confraternita del Cemento fu fondata un secolo prima della finta scoperta del 1867. E mi stupisco piuttosto del fatto che una persona perspicace come te, Anna, non creda ai tanti indizi che abbiamo avuto e continuiamo ad avere ogni giorno.-
Anna Lukin,nuova fidanzata dell’ingegner Angiolini, distolse un attimo l’attenzione dalla magnifica Torre di Pisa, pendente e splendente di fronte a lei, a nemmeno trenta metri. Fissò l’espressione del suo uomo: non v’era traccia di ironia o burla.
-Mettiamoci su questo blocco di cemento, tanto la giornata è calda. Ti spiego tutto.- disse Checco. Il sole d’ottobre aveva già scaldato a sufficienza il suolo di Piazza dei Miracoli, trasformando ogni gradone in un’accogliente panchetta dove sedersi.
-Però dopo parliamo di noi, ok? Si, insomma, le tue storie mi interessano ma..ecco..stanotte nel bed and breakfast mi sembravi preso da altro. Da me. Sbaglio, amore mio?-
L’ingegnere portava magnificamente i suoi 60 anni e non sfigurava affatto con la quarantatreenne Anna. Nonostante l’invidiabile forma fisica, per il di timore di avere brutte sorprese, si concedeva un aiutino chimico prima di performance amorose. Teneva sempre con sé una scatolina di pastigliette blu e non ne faceva mistero con la giovane partner.
-Non è solo merito mio, signorina. Magari se non assumessi..-
-Oh, piantala, sciocchino. La fantasia non si acquisisce con delle pastiglie. Si, perché tu la metti anche lì, non solo nelle tue fantascientifiche congetture.-
Un piccione zampettò a pochi centimetri dai loro piedi, attirato da alcune briciole di pane cadute sul tombino accanto al blocco di cemento. –Non mi piacciono quelle bestiacce-commentò Anna.- Sporcano dappertutto e rovinano i monumenti. Bah…ma da dove saltano fuori?-
-Sono stati reclutati da Greenplanet e prima ancora da altre organizzazioni ambientaliste. Per contrastare la Confraternita del Cemento- disse Checco, con espressione asciutta.
-Mio Dio, amore..Non so mai quando scherzi e quando fai sul serio. Forse è questo che mi attira tanto in te.-
-Ora sto dicendo sul serio. Prima della Confraternita esisteva la Compagnia del Marmo. Gli appartenenti a tale setta, o meglio i loro discendenti, sono confluiti nella nuova organizzazione massonica. Il primo Presidente del Cemento, colui che ha finto di inventare il cemento armato, è stato proprio il “giardiniere di Parigi”.-
-Il famoso Joseph Monier?-
-Esatto, Anna. Nel 1867. Ha inscenato di aver utilizzato per sbaglio la sabbia con dei pezzi di ferro, dimostrando che così facendo si otteneva un prodotto robustissimo e…-
-E..-
-E da lì è scattato il piano per impadronirsi del mondo. Obiettivo: distruggere la natura, cementificare ogni centimetro quadrato di crosta terrestre.-
La donna rise senza trattenersi.
-La maggior parte dei potenti della Terra fa parte di questa Confraternita. In passato è stato lo stesso. Fra parentesi, un altro Joseph, russo, fu Presidente dell’ordine massone per decenni del secolo scorso. Oltre che Presidente dell’ Unione Sovietica.-
Anna continuò a ridere, mettendosi una mano davanti alla bocca.
-Anche i Presidenti degli Stati Uniti d’America, della Gran Bretagna, della Cina facevano e fanno parte della Confraternita. Ne sono certo.-
La donna scosse la testa, indecisa se ridere ancora o farsi seria.
-La maggior parte dei terremoti in California ed in Giappone sono prove sperimentali per vedere l’affidabilità dei giganteschi organismi di cemento agli ordini della Confraternita. Un giorno queste megalopoli si alzeranno dal terreno e devasteranno ciò che rimane della natura.-
-Senti, ci andiamo a fare un caffè? Mi sembra che tu stia andando un po’ oltre.-
-La natura è priva di controllo. Per questo la temono.-
-Dai, laggiù c’è il barettino. Quello con le paste al miele che ti piacciono tanto.-
-Basta, Anna. Ti conosco da due mesi soltanto, non ti permetto di bistrattare la mia scrupolosissima ricerca su questa terribile organizzazione. E’ da dieci anni che accumulo dati e prove. E ne ho parlato a due persone soltanto: tu e Dimitri.-
-Il muratore? Il tuo amico muratore?- Anna rise di nuovo. –Quel sempliciotto che abita nel tuo condominio?-
-Si, lui. Almeno lui ne capisce di calce, cemento e marmo.-
Anna si alzò dal blocco e tirò la manica del giubbotto di Checco, per invitarlo a muoversi da lì.
-Aspetta. Guarda.- L’uomo mosse il piede destro, facendo in modo che la suola di cuoio della scarpa spostasse granellini di ghiaia e sabbia del suolo verso il tombino. Contemporaneamente estrasse la scatolina di Viagra dalla tasca interna della camicia e liberò quattro pastigliette blu dall’involucro di plastica ed alluminio. Le gettò nel tombino.
-Adesso le sostanze del Viagra si mescoleranno con l’acqua del fondo del tombino e con le particelle di pietrisco e polvere che sto spingendo giù. Il nuovo composto si infiltrerà in un attimo nella circolazione acquifera del sottosuolo.-
-Hai bisogno di un caffè, credimi.-
-Anche Piazza dei Miracoli è opera della Confraternita. O meglio, della precedente Compagnia del Marmo. Osserva la Torre.-
Anna cominciò ad innervosirsi visibilmente. Checco la costrinse a girarsi verso lo stupendo campanile pendente, afferrandole il capo con le possenti mani. La Torre si stava muovendo.
Udirono decine di urla. Le persone in visita alla costruzione medievale, sentendosi all’interno di una struttura in oscillazione, persero ogni capacità di controllo sul terrore. Pure i tanti turisti e cittadini pisani della piazza cominciarono ad urlare, in preda all’eccitazione ed allo spavento. Le campane secolari presero a dondolare, così come i giganteschi batacchi al loro interno. L’assordante suono metallico sovrastò le migliaia di voci e grida umane. I piccioni di Piazza dei Miracoli sparirono in un attimo, come bambini nel cortile che rompono un vetro col pallone.
-Vedi, Anna? Il gigante di marmo che è sotto di noi è stato stimolato. Il suo “coso” si sta mettendo in posizione verticale. Perfettamente verticale. Guarda quanto è dritta la torre, ora.-
La Torre di Pisa era perfettamente perpendicolare al terreno. Le sostanze stimolanti del Viagra, liberate nel sottosuolo, stavano producendo un effetto immediato.
-Hanno costruito un gigante di marmo, pronto a svegliarsi e distruggere. Anche San Pietro di Roma, la Sagrada Familla di Barcellona, il Louvre di Parigi. Sono tutti giganti dormienti. Solo che questo l’hanno messo a pancia in su, sbagliando. Gli hanno lasciato fuori il suo…ehm..-

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