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LATEBRE AMARE
Scritto da DOMENICO DE FERRARO
Categoria: Poesia - Altro
Pubblicato il 31/08/2005, Ultima modifica il 31/08/2005
Codice testo: 11349390 | Letto 5251 volte

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LATEBRE AMARE

Avrei fatto bene ad andare via quando potevo
verso una nuova città.
Vivere non sò a Jacksonville e trascorrere i miei
giorni cercando di conoscere la vera natura dell’arte.
Mi vedo con gli occhiali , a leggere qualche grande
libro ove sono descritte tutte le cose inutili di questo pianeta
Ma i miei vicini di casa non tollerano vedermi leggere molto
hanno avvertito perfino la polizia
Io sono disposto a fargli causa
e far valere i miei diritti di libero cittadino.
Qualcuno dice che la legge e legge.
Se potessi cambierei aspetto mani, piedi
m’arruolerei nell’esercito della salvezza
e andrei girando per piazze e paesi cantando
la buona novella.
Pazzia lei crede.. tutto può essere
senz’altro non ci metterei la mano sul fuoco
Raccolgo frasi e detti , aforismi vari
Homme libre ,toujours tu cheriras la mer!
la mer est ton miroir ; tu contemples ton ame
dans le deroulement infini de sa lame,
et ton esprit n’est pas un gouffre moins amer.
E tu sempre amerai ,uomo libero ,il mare!
In lui ti specchi intero ; nei giuochi sempre nuovi
delle sue onde innumeri i moti tuoi ritrovi,
e nei suoi acri vortici le tue latebre amare.
Compreso l’antifona faccio i bagagli e me ne vado
a Rimini, a trovare un mio vecchio amico
gli ho promesso di regalargli un libro di poesie
cinesi . Ama molto l’oriente .
Durante il viaggio fingo d’essere annoiato
poi di scatto m’alzo e vado in bagno
là evacuo tutta la mia rabbia contro il mondo
a causa di ciò il treno si blocca dopo una brutta
frenata. S’affacciano tutti dal finestrino
Il capotreno disperato impreca contro
chi ha provocato il terribile disastro
per fortuna non ci sono morti o feriti

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