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Quarto Canto Della Eterna Estate
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 11/07/2018, Pubblicato il 11/07/2018 18.37.24, Ultima modifica il 11/07/2018 18.37.24
Codice testo: 1172018183723 | Letto 106 volte

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[...]
Ero una pulce d’acqua



Nuotavo e saltavo
Ed io t’inseguivo
Vivevo tra i cespugli come una piccola lucciola, brillavo nel buio
Tutto scorre , come la vita anche i giorni cupi che ci hanno lasciati estasiati . Vivi nei nostri sogni. Incontro ad uno oscuro mostro che apre le sue fauci , ove noi entriamo ignari. In grotte profonde in labi-rinti immaginari , perduti nel senso di una frase che esala nell’aria. Batte il cuore, batte lassù tra montagne di libri che abbiamo letto. Come ieri, anche oggi a piedi nudi attraversiamo strade asfaltate. Ammiriamo la citta ed il suo mare, le case basse colorate. Sull’onda che corre e ride, inseguita da bianchi gabbiani.
Tutto ciò sembra l’amore di un vecchio che non ha più tempo, le sue rughe sono espressione di un ricordo funesto . Il suo viso si tra-sforma nel divenire tra rime usate e vecchi versi , nati dal caos. Estate bella, grassa che mostra i suoi seni gonfi , le sue belle lab-bra ed i suoi occhi color del cielo. Il sole splende , vive ed erra , si genera nella storia che avvolge in se mille strani personaggi , che sorgono dal nulla , guerrieri eterni pronti a combattere una guerra senza fine che esplodono nel mattino, sotto il sole , con baionette insanguinate che si trasformano in mostri orribili, terribili serpenti pronti a mordere il nemico. Ed il cielo è invaso da angeli e demoni che svolazzano nell’aria tra fulmini e lampi di cannone.
Ora cosa abbiamo imparato, guardando questa guerra
Nulla, io sono morto per nulla
Ti hanno portato dentro una bara fino a casa tua
Ed io li dentro pensavo a tutte quello che ho passato
Non dirmi , ti ricordi quando c’ubriacammo ?
Fu memorabile, una luna splendida sopra di noi a scolarci quel fia-sco di vino
Bevvi tanto che dimenticai la guerra che stavo combattendo
Bella la morte, bella la gloria
Non dite fregnacce sono un essere crudele io , vi conduco verso in-ferni e deliri verso baratri di dolori.
Eppure è bello, venirti incontro sparare , continuare a sparare, con-tinuare a cadere tra i corpi inermi caduti come foglie ad autunno.
Impauriti nascondersi da te
Eppure io passo e vi amo, vi trasporto verso l’eternità, verso la glo-ria dove il sangue scorre e bagna la terra , dove vecchi demoni col-tivano patate magiche.
Oh mio orrore , mio cuore infranto, quanti morti , quanti compagni ho visto cadere sotto la tua falce.
Siamo morti insieme ,gridando il nostro credo, gridando evviva vita, Roma o morte ed ora cantiamo sotto il sole cocente la nostra ingra-ta storia che a volte ci trasforma, ci conduce verso giorni lieti . Ec-coci qui, seduti tutti in un pullman colorato con una guida infernale che ci illustra la citta dei morti le sue strade pieni di ladri e assassini piene di belle donnine che la danno per pochi euro. Siamo morti combattendo, gridando evviva la nostra patria. La libertà non ab-biamo dimenticato era cosi bella , splendeva nel nostro animo ci fa-ceva vivere e scrivere pagini memorabili di questa storia che ci con-duce verso il fondo ci rende saggi , ci rende uomini liberi , signori . Ed io non dimentico casa mia, la in quella sperduta periferia di una grande città dove i vecchi sapevano volare ed i giovani amavano le belle pupe con baci struggenti, cuori enormi e la sua voce echeggia nella mia mente nel mio credere che la guerra è un grande utopia un illusione una cosa meravigliosa perché rende l’uomo consape-vole di cosa si è . Ed il dolore ti rende libero di molte false idee , di molti falsi miti.
Ed i signori nella mia città vanno a teatro tenendosi per mano. Ed i cani cantano vecchie canzoni e le cagnette scodinzolano la coda ed aspettano che qualcuno sorrida che la dama delle stelle passi a portare loro un po’ di ossi.
Forza cantiamo tutti insieme sotto questa bianca luna
Io ho vergogna
Fatti avanti amico canta anche tu l’infernale canzone
Ho paura che venga il padrone
La signora degli ossi ha lasciato la sua borsa nel negozio dell’uomo dall’occhio solo
Che paura entrare li
Tutti insieme possiamo farcela
Tutti in fila come i musicanti di Breda
Un concerto di voci
Tu non abbaiare troppo che il signore ti potrebbe sentire
Prego venite
Non fidatevi questo ci farà catturare e ci farà gettare in un canile
Oh mio dio io non voglio finire in galera
Questa nostra canzone e cosi soave
Potremmo cambiare il corso degli eventi
Tutta la citta potrebbe cantare questa canzone infernale.
Dai letti e dalle tombe dagli ospedali , dalle caserme , dalle aule di anatomia .
Ed il professore potrà spiegare finalmente il senso di chi siamo , perché noi cani cantiamo questa canzone che rende gli uomini liberi dal loro peccato, questo canto oscuro, gioioso che lascia sognare sotto le stelle luglio la breve novella di una notte d'estate

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