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A colei che m'accolse
Scritto da GG
Categoria: Altro
Scritto il 11/08/2012, Pubblicato il 11/08/2012, Ultima modifica il 11/08/2012
Codice testo: 1182012143322 | Letto 563 volte

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Il Sole ha cantato stamane.
L’ho intuito nel mio cuore.
L’ho avvertito in consueti sguardi.
È l’inizio di colei che porta armonia e abbondanza,
la decorosa Donna che danza lievemente, Primavera.
Marzo ha dato avvio a lucenti giornate,
all’ondeggiare di volatili lieti,
a profumi di splendore e speranza.
E adagio, senza impellenza, Ella ha tuttora da guaire.
Pur portando nei petti dell’uomo un bagliore,
pur avendo patito freddo e rancore,
Ella dispera per far approdare il suo nome.

È nei pressi di chiome fulve e d’argento,
che Ella fa ravvivare i fiochi.
Schiude le braccia a chi ha sfiorato la pioggia.
Più epoca non è per suonare il liuto, Menestrello,
ne raccontano tante su noialtri or ora.
Una poesia avrebbe rallegrato il Monarca,
ma prima di Ella è sopraggiunta l’Altra.
L’Altra che scaltra non scorge pietà.
Preghiera. Una piega più fa.
Per quanto possa in noi perdurare,
Ella non farà che ingannare,
ma tale è solo concetto umano, destinato a variare.

Il Sole ha ultimato al vespro.
L’ho sentito nell’odiare.
L’ho avvertito nel suo sguardo.
Non è più utile cercare l’odore dei Faggi,
né accompagnare l’armonico Vento.
L’ultima goccia di rugiada è caduta,
ha udito il richiamo dell’ombra.
Poiché in disperse foglie noi vaghiamo,
urtando contro scabrose manie,
lasciamo terra per poi più vedere.
Isolato l’unico erede sarà, per vegliare le montagne,
che al calar del Sole bisbigliano…Primavera.


GG

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