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DENTRO E FUORI (da me)
Scritto da castagno1
Categoria altro, genere
Scritto il 12/10/2017, pubblicato il 12/10/2017, ultima modifica il 12/10/2017
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Nota dell'autore: DENTRO E FUORI (da me)

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Ordino una birra al bancone. E’ notte, e sfreccio in autostrada.
E’ trascorso un soffio d’attimi da quando ho ascoltato la tua voce.
Adesso le luci dei lampioni si rincorrono sul parabrezza dell’automobile.
Sono solo nel bar, e una melodia soffusa riempie i miei silenzi.
Sorrido, rispondendo ad una domanda che non ho udito
e intanto il vento improvvisa una danza per il tramonto, tra gli ombrelloni chiusi.
Le parole mi rimbalzano in testa facendomi sentire inadeguato.
Ed allora focalizzo l’attenzione sulla birra ed annullo i miei pensieri.

I primi sorsi sono d’assetato, poi col boccale in mano mi accosto alla vetrina:
mi ricordo che era un bel locale, la gente era quella giusta, e lei era stata speciale,
e sorseggiando ancora un po’ del mio passato, comprendo ora che fu meglio così.
Raccontartelo mi dona pace, perché la tua non è approvazione, è altro, è condivisione,
perciò non smetto di narrare, mentre affronto dolcemente le curve della collina che hai immaginato.
E mentre appoggi piano la testa sulla mia spalla, io poso il bicchiere sul bancone.

Dal marciapiede, osservo il cielo e vedo le nuvole specchiarsi nello stagno.
Ho scalato una vetta incredibile, o forse incredibile è che io l’abbia scalata.
Con la testa fai cenno di sì, ed i tuoi occhi irradiano la bellezza del creato.
Ma non c’è più tempo, così ti prendo per mano e scendo le scale del metrò.
Che sole! Che magnifico sole! I vagoni dipinti corrono, e nessuno guarda,
anche perché da quest’angolo della città alta si può ammirare l’intera vallata
e l’interesse è tutto per il panorama. Io ne approfitto e mi avvicino a te ancora un po’

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