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Il luogo della tempesta
Scritto da Gallerani Gianluca
Categoria: Poesia - Altro
Pubblicato il 12/03/2012, Ultima modifica il 12/03/2012
Codice testo: 1232012163429 | Letto 381 volte

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Il luogo della tempesta

Mare, calmo e placido mi inganni,
soave ed innocuo tu tendi ad apparire,
per nel momento più opportuno noi colpire,
rovinosi infliggerci l'affanni.

Il pensiero mi ritorna alla tempesta,
in quel luogo e crudele et efferato;
dal pensiero è tormentata la mia testa,
per il rimorso sullo sbaglio sciagurato.

La decisione di partire da stolto mantenni,
perché, uomini, si erano esaltati,
tragicamente li aveano imbrogliati
l'illusioni di superare il viaggio indenni.

La nostra nave ci appariva in uno stato prodigioso,
non credevamo che la missione fosse fatale,
all’agitarsi delle onde, al loro moto tumultuoso,
nel più mesto giorno da un risvolto eccezionale.

Ecco, l’ira altissima si erge sopra il mare,
s’avventa l’aquila sulla preda in picchiata,
oscuran le nere nubi la bianca luce solare,
fra l’ali immense la lepre è intrappolata.

Ti ho sempre chiesto invano perché non sono annegato,
per sopravvivere in tal notte senza luna!
Tu mi tenevi in tua balia e mi hai salvato,
ed ora piango il momento della fortuna.

Ma che qui sia felice od affranto,
fare non posso, purtroppo, più di tanto;
il marinaio non può godere di altra vita,
chè il tempo rispecchia la ripidissima salita,
la mia condanna, l’imposizione di viaggiare,
e di offrire corpo e cuore a questo mare .

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