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Non ti dimenticherò
Scritto da Simona Antares
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 12/06/2018, Pubblicato il 12/06/2018 13.43.04, Ultima modifica il 12/06/2018 13.43.04
Codice testo: 126201813434 | Letto 52 volte

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Quella mattina si svegliò più presto del solito. Rimase disteso lì sul letto, assorto nella tenue luce dell’aurora.
Ascoltava il lento rintoccare dell’orologio a pendolo nel soggiorno mentre con le dita e con lo sguardo cercava un segno di vita nell’oscurità della sua stanza.
Svogliatamente accese l’abat-jour e una tenue luce si diffuse intorno a lui, rischiarando le mura oscure davanti al suo letto che tanto lo spaventavano.
Socchiudendo gli occhi ancora saturi di sonno, sollevò lo sguardo e notò in un angolo dietro la scrivania un uomo dall’aspetto triste che se ne stava in piedi e lo fissava.
Aveva dei lunghi capelli bianchi e abiti eleganti. Sembrava un principe dei tempi medioevali. Tra le mani teneva una fotografia mentre lacrime sottili scendevano sulle gote ormai avvizzite.
Si avvicinò cautamente a quella visione e posandogli una mano sulla spalla gli chiese: “Perché piangi, amico mio?” Come sei capitato in questa stanza? Ho temuto fossi un fantasma e mi hai spaventato…”
“In effetti lo sono” gli rispose “E sono sceso su questo luogo che non conosco perché’ attratto da questa fotografia sul tuo comodino. La ragazza nella foto somiglia a mia figlia. L’ho perduta tanti anni fa e mi piacerebbe poterla rivedere. Sono qui per questo, non mi mandare via, ti prego”
Egli guardò con pena lo spirito e accarezzandogli malinconicamente la testa gli disse: “Questa ragazza è mia figlia. E’ scomparsa dieci anni fa. Forse tu sai dov’è? L’hai mai vista seduta su una nuvola? Mi manca tanto, la vorrei qui con me.”
“No, non l’ho mai vista, mi sarei sicuramente accorto di lei” sussurrò con gli occhi gonfi di pianto” ma ora che so, lassù getterò uno sguardo più attento a coloro che mi sono accanto e se mai dovessi incontrarla le porgerò il tuo saluto e le dirò che il pensiero di lei non ti ha mai abbandonato”
Il pendolo rintoccò le cinque volte, la luce dell’abat-jour si spense e le mani nel buio tornarono a pregare in silenzio per coloro che andavano a far brillare una stella in più tra le volte del cielo.

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