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La dignità si concede al silenzio
Scritto da Claudio51
Categoria: Poesia - Altro
Scritto il 12/09/2018, Pubblicato il 12/09/2018 15.29.56, Ultima modifica il 12/09/2018 15.29.56
Codice testo: 1292018152955 | Letto 191 volte

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Nella Valle dei re ho perduto il mio tempo,
nelle belle acque del Mar Rosso ho ritrovato le mie lacrime
versate quando ancor la luce dei miei occhi era viva
e lottavo per dare dignità lavoro e giustizia a l'uomo.
Nel mio sogno eterno ho ritrovato la felicità,
la regola dimenticata dalla coscienza...
La mia casa fra le stelle e il sorriso di Dio.

L'uomo imperatore del mondo
ha perduto il suo regno,
incapace di decidere con respiri di saggezza
la scelleratezza delle sue azioni
gli si ritorce contro come un boomerang.

Il nomade del deserto ha perso il suo cammello,
costretto a vagar sulla terra rovente di un deserto senza più granelli di sabbia.
L'oceano non ha più gocce d'acqua per dissetare la meraviglia
scaturita dai suoi abbagliati turchini scintillanti
che corrono verso un blu sempre più blu
marcato da una retta continua sulla linea dell'orizzonte.

L'uomo oramai non rispetta la dignità e i valori umani di altri uomini
costretti a versare inutili lacrime di rugiada
sulla Terra invasa da respiri di miserabili e parche miserie
che rubano la bellezza del colore agli occhi e la gioia al cuore.
Le chiese di Dio traballano scosse da terremoti interni
che rivelano la fragilità emotiva dell'uomo
e il richiamo ai bagordi sfrenati e inopportuni.

Nel profumo di un fiore ho ritrovato un'emozione,
nella letizia di un bambino ho ritrovato l'innocenza del Mondo,
nella tristezza di un bambino ho rivisto la morte di una rosa appassita
e ho pianto fiumi di lacrime che hanno salato maggiormente il mare
e ammonito l'uomo a cercare una nuova strada per la felicità
nel deserto che si è creato incontro.
Nella fede di un ideale giusto ho ritrovato la voglia di lottare
e la tristezza di dover combattere contro un essere umano
che ha perso la consapevolezza della profondità dei sentimenti,
delle emozioni che rendono la vita bella e accogliente.
Di un uomo che ha perso la consapevolezza dei diritti umani,
della dignità che viene offesa con afflati di costrizione

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