Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


VIAGGIO INTORNO AL SOGNO D'UN GIULLARE
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Altro
Scritto il 13/10/2016, Pubblicato il 13/10/2016, Ultima modifica il 13/10/2016
Codice testo: 13102016221552 | Letto 1085 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Torna alla prima pagina 1/5 Pagina seguente


VIAGGIO INTORNO AL SOGNO D’UN GIULLARE

FAVOLA GIULLARESCA

IN MEMORIA DI DARIO FO

Son partito a piedi nudi cantando la mia storia , verso una montagna di ricordi irta da salire ,una montagna incantata dove danzano tanti bulli al ritmo di dance my dance . Danza questa vita con la schiuma tra i denti, rincorrendo le mille farfalle elettriche tra i prati deserti , nel ricordo che si schiude a nuovi intendimenti, che narra la sua odissea , il suo lungo viaggio verso altri intendimenti .

Rimango perplesso a guardare me stesso ,forse a riflettere tra una rima allegra ed una triste che ingrata sale verso l'alto, mi fa le boccacce, mi dice vieni, tra i fitti boschi , tra lussureggianti vallate , eremita , con l'ali ai piedi ,volare poi perdersi , tra canti e balli nell'abbaiare del cane del fattore , cane rognoso dalla coda mozza , che si rosica l'uosso . Chi ò sape come finirà quest’ altra storia , quanti guaglioni cantano chesta rumba degli scugnizzi , piglia , spoglia, rosica , chine, chine, chesta luna, quanta a gente dentro a chesta festa, ci sta pure ò parrucchiano, ci sta pure ò re, ci sta pure l'orchestra a completo, lo primo trombone sona tutto abbottonato , lo secondo si mette vicino alla botte e tracanna non sò quanto vino.


Festa del paese portano la statua in giro sulle spalla , miezze briachi , con lo naso russo , russo . State accorto figlio non andare incontro al lupo, non andare in terra santa, non andare incontro a questo odio e lo popolo è sempre chiù selvaggio , mentre si canta chesta canzona tutti insieme con la banda in testa . Il parrucchiano si tira sopra la tonaca e mena tre, quattro salti sopra il mondo dei peccati, sopra la misericordia dei popoli che riluce negli occhi della divina fanciulla.

Gli anni son passati ,nessun ricorda come s'era ,come la vita faceva uscire matto il povero gatto, l'orco ha deciso sposerà la sua amata tra mille fiori e mille baci, tra un soffio di vento che sconvolto porta via questo amore tremante che parla tanta lingue ,parla del suo cuore di come era egli bambino di come tra due dune di sabbia, vide il mare, l'onda dei ricordi che bruciano ancora dentro come una lieve carezza , baci, passioni, ed io volo nel cielo aggrappato ad una colomba con l'ali spiegate con l'amore di sempre tra un dire che non comprendo tra questa morte io sono il vate di questa nazione , io splendo, vivo in ogni cosa come una fiamma che cova sotto la cenere , cova il suo calore le sue parole legate agli anni trascorsi.

Tutto falso , la fine, il dare così si prostra, così traluce come il giorno insegue la notte i sentimenti si legano alla ragione che scioglie uomini e dubbi , ogni timore di non poter mai più ritornare indietro, vado , vado , salgo verso l'alto poi scendo verso il basso , non conosco il tuo cuore, il tuo vivere, erro, tra una conoscenza virtuale tra te , che siedi su un trono di spade, tra questa mattina è la sera che verrà.


Tutto finirà , tutto ritornerà ad essere com'è ieri, come una fragile carezza, un ebbrezza, intorno ad un fucarazzo, scoppia, s'appiccia , scanne lo piecoro tra rose mosce, tra spine conficcate alle tempie d'un saggio eremita , poi spiegare le veli , trainarsi appresso questo vile racconto, questo attimo che mi fa dannare , poi danzare, sulle nuvole, ed io rido ,rido e danzo non dimentico da dove vengo , dove il sole riscalda il cuore, dove l'ammore ti regala giorni senza tempo, dove la gente canta, beve, ama, uccide, poi ti chiede scusa, seduti fuori l'uscio di casa, ben vestiti attillati, noi siamo , voi venite alla festa stasera? , voi correte contro un vivere che non ha più nome, che non ride che porta questo amore dove tutti sono in attesa, dove il grande mago trasforma il ragno in un leone, dove il nano appare tra le gonna della vecchia signora, che ride , ride mantenendosi i grassi fianchi, tenendo la mano nella mano ad un dio troppo vecchio per poter continuare a capire questo mondo.


II


Voi capite qui ci sta da perdere la capa, voi ridete , fate finta di non capire, questo è un fatto serio, pensate se non avrebbe detto ciò che ha detto , avrebbe fatto un macello. Che dire , non ho nulla da giustificare. Mia figlia ve lo metto pure per iscritto e una brava figliola . Va bene qualche volta si fa qualche spinello ogni tanto lo acchiappata con le cartine in tasca. Gli piace giocare alle corse clandestine. Ama un ragazzo che è un mezzo drogato . Lo porta sempre a casa, cosa volete che faccia la deve portare in questura? denunciarla fargli passare un guaio. Che padre sarei se farei una cosa del genere. Credete che io non ci abbia mai pensato. Giorno e notte mi scervello ,penso, ripenso a quando ella era bambina. Oh atroce ricordo , gentile ricordo d'una infanzia volata così in fretta via. Che ci ha lasciati entrambi io troppo vecchio lei così giovane. Oh morte , vorrei morire si lo confesso morire , lontano da questo ossesso da questa negletta vita.

Ma su mio caro era per darvi un consiglio. Tenga si pulisca il naso s'asciughi queste lacrime , questo dolore di padre che errante come un vento, raccoglie dentro di sè il mondo e le sue rovine, il suo vivere il suo divenire che non rallegra non ti stringe a se.

Oh mio caro amico , lei è veramente una brava persona, mi conduca a casa ho voglia d'abbracciare di nuovo mia figlia di sentire il suo calore, il suo duro corpo , un tempo piccolo pargolo, un tempo bocciolo di rose ,delicati petali che si schiudevano a notte , belli, leggiadre come note d'una canzone. Ed io la tenevo vicino al mio cuore . Io oggi, incontro a questo muro che non riesco a scavalcare.

Venga l'accompagno a casa, e non pianga, non faccia così sono giovani, bisogna capirli, immedesimarsi nella loro condizione giovanile. Non si faccia del male. Tutto passa.


Lo spero , perché se non sarà così non so cosa dovrò inventarmi per sentirmi un padre accorto ed amorevole. Non voglio essere ricordato come un padre strafottente, un folle, uno stronzo di padre che non ha mai capito i propri figli. Certo e difficile stargli indietro.

Un vecchio suonatore di chitarra ha ascoltato ogni cosa e per aiutare quel povero padre tira fuori dalla sua custodia una ampolla dove vi è nascosto dentro un beffardo spiritello.

Sono lo spiritello ,voi direte ma va mori ammazzato. È qui vi sbagliate perché io posso, posso tramutarvi tutti in pecora , o in cane, o in ricconi con macchinoni turbo diesel.


Vieni , vieni spiritello porcello con tutte le tue storie , leggende figlie di questo tempo, vieni , vieni spiritello giocherellone, che cangia l'animo, che corri per vicoli oscuri, vieni, vieni spirito della libertà, che danza sopra i tetti , dentro la nostra mente. Vieni , vieni con il tuo sorriso, ignudo, a piedi , di corsa, incontro alla vita in questo gioco del dare e dell'avere. Vieni, nel vento dopo tante domande, in tanti dubbi, in mille perché.

Torna alla prima pagina 1/5 Pagina seguente



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it