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MESSAGGIO DI UN PROFESSORE
Scritto da paolo s.
Categoria: Epistolare
Scritto il 13/03/2018, Pubblicato il 13/03/2018 11.14.53, Ultima modifica il 13/03/2018 11.21.12
Codice testo: 1332018111453 | Letto 314 volte

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Messaggio scritto da un professore a proposito della ragazzina di Pordenone che ha tentato di suicidarsi buttandosi dal secondo piano, indirizzato ai compagni e ai loro genitori.

“Adesso dico una cosa. E' sarò un po' duro, vi avverto. Ma ce l'ho dentro ed è difficile lasciarla lì.
Quando la finirete di mettervi in due o tre, in cinque, in dieci contro uno? Quando finirete di far finta che le parole non siano importanti, che siano “solo parole”, che non abbiano conseguenze, e poi di mettervi lì a scrivere quegli sms – li ho letti, sì, i messaggi che siete capaci di scrivere -tutte le vostre “troia di merda”, i vostri “figlio di puttana, i vostri “devi morire”.
Quando la finirete di dire “ma si, io scherzavo” dopo essere stati capaci di scrivere “non meriti di esistere”? Quando la finirete di ridere quando passa la ragazza grassa, di indicare col dito il ragazzo “che ha il professore di sostegno”, quando la finirete di dividere il mondo in fighi e sfigati? Che cosa deve ancora succedere, perché la finiate? Che cosa aspettate? Che tocchi al vostro compagno, alla vostra amica, a vostra sorella, a voi?
E poi voi genitori, si. Padri e madri dei figli capaci di scrivere certi messaggi. O di quelli che ridono così forte. Quando la finirete di chiudere un occhio? Di dire “ Ma si, sono solo ragazzate”? Di non avere idea di che diavolo ci fanno, 8 ore al giorno, i vostri figli con quel telefono? Di non leggere neanche le note e le comunicazioni che scriviamo sul libretto personale? Di venire da noi insegnanti una volta l'anno (se va bene)?
Quando inizierete a spiegare ai vostri figli che la diversità non è una malattia o un fatto da deridere, quando inizierete a non essere voi i primi a farlo, perché da sempre non sono le parole ma gli esempi, gli insegnamenti migliori?
Se una ragazzina di quell'età decide di buttarsi, non lo sta facendo da sola: una piccola spinta arriva da tutti quelli che erano lì e non hanno visto, non hanno fatto, non hanno detto."

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