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Soffriggo
Scritto da ANDREA OCCHI
Categoria: Opinione
Scritto il 13/03/2018, Pubblicato il 13/03/2018 11.25.21, Ultima modifica il 13/03/2018 11.42.18
Codice testo: 1332018112521 | Letto 111 volte

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Nota dell'autore ANDREA OCCHI:
Come mi detesto quando mi escono così...languide e morbide

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V’è un ordine stabilito del fluire dei fenomeni che mi circondano al quale non ho apportato il benché minimo contributo causale, eppure esso imprime i suo effetti su di me, modificando fisicamente i miei sentimenti ed il mio vivere, soprattutto l’amore, poiché, l’odio, in sé considerato, non mi affascina, non mi rapisce, se non per la frazione di un attimo, di un battito di ciglia. Osservo sfilare davanti a me le più intense sensazioni che abbiano mai, sin’ora, attraversato i miei nervi, rendendo insonni le mie notti, stringendomi il petto in una morsa d’invincibile belva che brama di cibarsi del mio cuore. Come se un pugno di carne sanguinolenta potesse sfamarla. Osservo e mi rendo conto che solo alcune donne hanno provocato sulla mia natura un effetto incredibilmente catastrofico, apocalittico: sono state capaci di invertire la gravità terrestre, hanno reso la luce oscura e l’oscurità luminosa, il dolce amaro e viceversa. Ogni banalità umana era da me percepita nel suo esatto contrario e con la potenza propria di proiettili micidiali. Ho amato e lo sono anche stato, tuttavia, in tutta sincerità…non sono un abile tessitore. Le mie trame amorose sono facili alla sfilacciatura, non perché io utilizzi materiali scadenti, sia chiaro, l’amore non lo definisco come un rapporto economico sinallagmatico volto al guadagno materiale, ma, probabilmente, perché la paura si impossessa delle mie mani le quali, inconsciamente, nell’ordito saltano passaggi rendendo debole il tessuto. Ebbene, soffro e par che la condizione non mi dispiaccia, anche se in essa non mi soffrigga come spicchio d’aglio, ma come da cipolla colorato tulipano m’ergo ed esplodo mostrando il mio nobile calice di velluto striato. Il sole della primavera ogni anno riempirà di cinguettii i piccoli spazi che ancora nessuna ha voluto riempire per le stesse cause che crepano la mia solida incapacità di donare la mia vita, anche se, in ogni occasione, mi obbligo ad un diverso comportamento che, immancabilmente, mi squarcia ferite che il futuro non sempre guarisce, pur non volgendomi mai indietro.

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