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la mia metà troppo uguale
Scritto da patrizia 64
Categoria: Epistolare
Scritto il 13/04/2018, Pubblicato il 13/04/2018 17.20.53, Ultima modifica il 13/04/2018 17.20.53
Codice testo: 1342018172053 | Letto 152 volte

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La mia metà troppo uguale

Mi ricordo ancora quella sera in cui ho compreso, ormai troppo tardi, che tu eri la mia

metà, il mio lato parallelo troppo uguale e, per questo, impossibile da incastrare con

me. Ho perfettamente chiara l'atmosfera di quel giorno lontano nel tempo, ma ancora

così vivido in me. Un bar della mia città che, in quell'anno, era anche la tua, una sera

d'autunno in compagnia dei nostri amici che accompagnavano le nostre giornate di

allora...tante cose non dette come il nostro carattere a specchio voleva...troppi

ostacoli da superare che ci sembravano insormontabili. E' stato allora che ho avuto la

certezza che con te avrei potuto scoprire me stessa e fartene dono, e non ho mai

dubitato che non potesse essere lo stesso per te, o forse era troppa la paura del

contrario. Ricordi? Pensavamo le stesse cose, avevamo entrambi lo stesso grande

orgoglio che ci ha sempre fregato, e forse ci ha protetti. La nostra paura di esporci,il

nostro ostinato silenzio, ci ha impedito di svelarci e di scoprirci. Non hai mai pensato a

come sarebbe potuto essere? Io ho sempre avuto paura di scoprirlo, e adesso non ha

più senso, i nostri pensieri e le nostre parole hanno avuto spettatori diversi e

responsabilità diverse. Nonostante il tempo abbia fatto il suo lavoro, tu per me , resti

l'unico con il quale, se potessi ripensare di riscoprirmi, unirei la mia anima, e capisco di

essere ingiusta verso me stessa, ma è così...Nel mio cuore, in un angolo nascosto, c'è

una porta che racchiude la metà di me troppo uguale a me e impossibile da unire e

che, ogni tanto vado ad aprire per sentirne la vicinanza e la distanza...Ciao debolezza

del mio essere donna.



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