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Verso una Nuova Letteratura: LA LETTERATURA.
Scritto da Mauro91
Categoria: Opinione
Scritto il 14/10/2017, Pubblicato il 14/10/2017, Ultima modifica il 14/10/2017
Codice testo: 1410201795342 | Letto 412 volte

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Di tanto in tanto si sente commentare e dire che la letteratura, nel corso dei secoli, è decaduta e, di conseguenza, la letteratura moderna è molto meno impegnata rispetto alla letteratura dei secoli precedenti. Sotto molti aspetti, è una cosa vera: è andata via via perdendosi la vera natura che per anni ha mosso questo insieme di nobili arti (POESIA, NARRARTIVA, TEATRO) verso i problemi soci ali e politici del periodo in cui ogni opera veniva composta. Non che una volta tutte le opere fossero in linea con tali argomenti: si hanno chiari esempi di scritti e romanzi in cui erano presi in considerazione, con grande importanza, eventi mondani o il lancio di nuove mode o stili di vita che la gente comune non poteva permettersi. E ciò ha comunque contribuito alla storia di quell’epoca, alla stessa stregua delle opere più impegnate sia civilmente che politicamente.
Ma torniamo a noi, che viviamo in un’epoca molto difficile: sono tempi duri per tutti, non c’è bisogno che sia io a dirlo. Una grande crisi economica sta imperversando su tutto il mondo e chi ci ha rimesso più di tutti, pagando il prezzo più alto, è il ceto medio basso della popolazione. Persone, tra cui anche padri di famiglia, che hanno perso il lavoro e di conseguenza pure una stabilità finanziaria ma, soprattutto, la dignità di una persona che si guadagna il pasto in maniera corretta e dignitosa, col proprio sudore e la propria fatica. E di essi, chi ne parla attraverso la letteratura e le arti? Si pensa a scrivere romanzi e novelle rosa o amorose: amori platonici nati e subito sfumati in tradimenti di vario genere. Si, una letteratura di questo genere potrebbe anche starci: ricordo che ogni autore e ogni opera devono essere rispettati senza pregiudizi.
È infatti il momento di ridare alle arti, come si faceva tempi addietro, uno scopo civile, che metta in mostra ciò che nel mondo attorno a noi e nella vita quotidiano accade, in tutti i sensi.
Si pensi pure a un Verga o a un Manzoni: una volta raggiunta la fama poetica e letteraria avrebbero potuto rivolgere il proprio interesse nel comporre opere senza considerare i problemi della loro epoca. Oppure si pensi anche al sommo poeta, Dante Alighieri, che con vari trattati si sempre messo dalla parte del ceto medio basso della popolazione. Non che tutti dobbiamo essere dei combattenti come un Ungaretti, mal’attenzione a chi sta peggio di noi dovrebbe essere maggiore, in ognuno di noi, me compreso.
Ciò non toglie nemmeno che non vi siano, oggi, autori impegnati civilmente e politicamente: non è mio compito fare pubblicità, ma bensì sottolineare che la letteratura può ancora essere sempre più impegnata: se si frequentano biblioteche o librerie, ci si trova tante volte di fronte ad opere con un elevato contenuto culturale ma che sono ben poco pubblicizzate o recensite. Questo per poter lasciare spazio ad opere di tendenza, di autori o argomenti che vanno di moda, ma pur sempre poco impegnate. Ma quindi, come possiamo mai pretendere che i lettori vengano colpiti da certe argomentazioni, quando vi sono mode che se ne fregano di quello che accade nel mondo? È una domanda che mi sono posto più di una volta e, con tutto il cuore, spero di non essere stato l’unico ad essersela posta. Un metodo è sicuramente quello di trovarsi a vivere ciò che la gente vive, trovarsi come un umile tra gli umili, un ultimo tra li ultimi, per poter imparare a trasmettere certe sensazioni ed il modo di percepire la società in cui stiamo vivendo: molti si chiederanno se io per primo, posso aver fatto ciò: ebbene si. Non voglio fare l’eroe, ma ciò che mi propongo di fare dovrebbe essere fatto da molti, è il volere di fare da portavoce dei problemi che mi circondano, facendoli risaltare in ciò che scrivo. Non voglio che ciò che scrivo sia un obbligo , ma che possa essere una fiaccola che possa fare riflettere chi di dovere, o che dia la forza di continuare la propria missione a chi fa del bene, in qualsiasi modo.

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