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Scritto da paolo s.
Categoria: Epistolare
Scritto il 14/10/2018, Pubblicato il 14/10/2018 11.29.28, Ultima modifica il 14/10/2018 11.29.28
Codice testo: 14102018112927 | Letto 139 volte

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Alcune riflessioni impossibili da manifestare in chat.
L'immediatezza è stimolante e fa lavorare il cervello a pieno ritmo, ma rende impossibile ponderare quel che si dice e il rischio di scrivere frasi prive di senso logico è molto alto.
La riflessione verte sui misteriosi percorsi della mente e sul significato da attribuire a certi avvenimenti imprevisti che accadono, e accadono perché in cuor tuo inconsciamente sapevi che sarebbero accaduti, senza averli cercati.
Sarà forse stato il nome dal profumo mediorientale che evoca novelle delle mille e una notte, sarà stata l'immagine di un volto teneramente indifeso che acuisce il senso di protezione e ti priva dell'aggressività che in quei momenti di particolare tensione l'alter ego alla tua destra, sbuffando vapori di zolfo, incita a manifestare senza pietà verso coloro che prevaricano il senso dei tuoi scritti, traendone malevole conclusioni. Al termine della risposta al suo commento, pronunci una frase dal profetico sapore evocativo: ..prima o poi i nostri percorsi si incroceranno nuovamente.
Leggi i suoi scritti e i suoi commenti perché il suo nome e il suo volto sono un'irresistibile richiamo, ti immergi nella superiore capacità analitica che manifesta il tuo stesso senso critico, senza che tu abbia la minima possibilità di accedervi, legato come sei a fatti concreti senza i quali non saresti capace di esprimere un concetto aulico nemmeno sotto tortura. Non invidi, anzi ammiri la sua prosa come un frillo qualsiasi ammira le sublimi giocate di Cristiano Ronaldo, ti perdi nelle volute affascinanti e avvolgenti che sgorgano dalla sua penna (penna?) e senti di farne parte.
Saranno queste le famose “affinità elettive” di cui parla quel grande scrittore? O saranno invece i primi sintomi di una senilità incombente che surrogano i segnali ricevuti per compensare ciò che da anni hai irrimediabilmente perso?
L'alter ego, che di quella perdita è il frutto più appariscente, sorride sardonico e sprezzante dandoti del ... “solito coglione, non ti sei ancora rassegnato? Mordi e fuggi, è l'unica risorsa che ti è rimasta” intuendo dove vuoi andare a parare. La scarpa lo colpisce fra le protuberanze frontali e si rifugia dietro il libro di Italo Svevo.
Quella frase ti ha intimorito e scrivi timidamente come gli stronzetti che popolano la nuova scrittura: TVB . E sui polpastrelli rimane quello che invece avresti voluto scrivere: Ti voglio bene!


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