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RIECCOTI (P) RIMAVERA (ovvero inno alla rima)
Scritto da GIUFOR
Categoria altro, genere
Scritto il 14/01/2017, pubblicato il 14/01/2017, ultima modifica il 14/01/2017
Letto 261 volte

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Nota dell'autore: RIECCOTI (P) RIMAVERA (ovvero inno alla rima)

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Come la primavera anche tu ti spandi nell'aria, nelle parole, nei corteggiamenti,
nelle canzoni e nelle sere degli appuntamenti, complice e musa sei di poeti, sognatori,
saltimbanchi e cantautori.
Alternata, baciata o incrociata, saltelli, rimbalzi, cadi e ti rialzi,
incatenata, invertita o derivata, nello scervellarmi ti vedo con quella tua aria metrica
divertita e scanzonata, quando sei in difficoltà di estro o di costanza, diventi alleata
della consonanza e dell'assonanza. Perfetta o imperfetta, facile o difficile, come nel
collocarti con la parola " fegato " è impossibile! viceversa nel cercarti ho un reflusso
di bile. Equivoca, banale, piana, ironica o sdrucciola; allacciatevi le cinture, si cade!
vertiginosa, spericolata, a volte senza misure, ammiccante come una lucciola o inesorabile
quando ti invade.
SignoRIMA, il Suo consenso ME LO DIA, vorrei impiegarla come parodia in una famosa poesia,
" Pianto Antico ", anagrammando la seconda è " Pianto Natico ", una piccola licenza poeTICA
poichè in praTICA sarebbe naTICA. "L'albero a cui tendevi la furba e snella mano del maturo
melograno dai rossi chicchi in fuor... nel muto orto solingo, uno sparo rintronò e il chiarore del
sale le tue natiche inondò... ora piangi e sei nell'acqua fredda, sei con bianche creme, ne sederti
tu potrai ne un pantalone indosserai..."
Oppure in un'altra ancora, " La Spigolatrice di Sapri " che con pochi cambi diventa " La scippatrice di Capri."
" Me ne andavo una mattina a borseggiare, quando vidi una nave in mezzo al mare, ormeggiata bella
stava e batteva bandiera americana... scesero a terra e frastornati si guardarono intorno, scesero
a terra e dissero tra di loro, ritarderemo il ritorno, eran trecento,eran ricchi sfondati e pur li ho sfilati... "
Cara rima, mi permetto di scherzar con te perchè lo so che sei ironica e spesso irriverente come me,
pure burlona, giocherellona, a volte tragica ma musicale e anche magica, perchè hai il potere di
trasformare il dolore in amore, il pianto in un melodioso canto, la dannazione in liberazione, il tormento
in un delicato momento e la pochezza in una grande ricchezza.
Ti lascio con un abbraccio e un saluto, ma ci rivedremo sicuramente presto per avere un altro imminente
tuo aiuto a comporre un altro mio prossimo testo.

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