Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


Un inevitabile disaggio
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria: Narrativa
Scritto il 14/12/2017, Pubblicato il 14/12/2017, Ultima modifica il 14/12/2017
Codice testo: 14122017111528 | Letto 235 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Nota dell'autore Nero di Sardegna:
Un inevitabile disaggio

1/1

Leo osserva Alberto che la scia la fila e si dilegua tra la gente, la piccola Sofia chiede, “zio che ti ha detto Alberto?”, ma l’uomo non le risponde subito perché la sua attenzione viene improvvisamente attratta dall’ e-book di un ragazzo con i cappelli alla moda dei rasta che nella fila accanto, da dove trasmettono un telegiornale in streaming, il conduttore del Tg annuncia, “ … si eccoci siamo collegati con l’ufficio stampa di Montecitorio dove il premier Bonzi sta parlando hai giornalisti presenti …”, cambiano le immagini, un uomo con i capelli brizzolati e due grossi occhiali con una montatura rossa inizia a parlare, “ … il nostro governo capisce le polemiche scoppiate sui social e sui vari mezzi di informazione ufficiali e non ufficiali, ma è anche dovere del nostro governo proteggere tutti i cittadini italiani. Questa quarantena è stata imposta alla Sardegna come una
sorveglianza speciale, dovuta appunto al timore che si scateni una nuova pandemia, ossia la diffusione del Blue Virus a livello planetario, che senza i nostri tentativi di arginarla si diffonderebbe in un intervallo di tempo molto rapido e con numerosissimi casi. Se arriveremo a nuclearizzare l’isola sarà solo se tutti i nostri sforzi per debellare questa malattia non avranno ottenuto i risultati sperati …”, una giornalista si alza e chiede, “Presidente! Ma anche in Sardegna ci sono territori appartenenti allo Stato del Vaticano, come la pensano loro a riguardo di un probabile bombardamento nucleare?”, “Siamo in contatto tutti i giorni con la Santa Sede, una decisione del genere sarà presa con il loro benestare …”, le immagini ritornano in studio e il giornalista commenta, “Si eccoci di nuovo in studio! Due minuti di pubblicità poi proseguiamo con le notizie di oggi!”. Una bellissima ragazza alta con capelli biondi e occhi azzurri cammina in un giardino fiorito alle spalle ad una cinquantina di metri si intravede una struttura che da subito ad intendere essere una clinica ospedaliera, la giovane indossa un camice bianco aperto che rivela un elegante camicia azzurra e una minigonna che lascia vedere due splendide gambe, la ragazza si ferma davanti a una aiuola, raccoglie una bellissima rosa di colore viola, poi guarda verso la telecamera, sorride e rivela il motivo della sua presenza, “Salve sono la dottoressa Salzani, lavoro da cinque anni nella clinica Paradiso, come sapete l’ Italia ha dato il suo consenso, con la legge del 2023 conosciuta come la legge del diritto al autodeterminazione, a tutti i cittadini di essere liberi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo a lasciare questa vita senza dover rendere spiegazioni a nessuno. Noi della clinica Paradiso siamo qui per aiutarvi a lasciare questa vita in serenità faccendoni trascorrere gli ultimi momenti della vostra vita con tutto ciò di cui avete bisogno, per rendere il vostro trapasso felice e gioioso”, la ragazza inizia a camminare lungo un sentiero fatto di ghiaia bianca con tanti fiori in entrambi lati, poi l’immagine passa a all’ interno dell’edificio della clinica dove in una sala ricreativa ci sono delle persone che indossano una tuta viola, la dottoressa chiama una donna di circa cinquantanni, “lei è Roberta e ha deciso di lasciare questa vita, parlaci del motivo per cui hai deciso di prendere quest’importante decisione cara ”, la donna guarda la telecamera, sorride e parla con voce rassegnata, “mio marito è morto due anni fa, da tanti anni i miei figli hanno lascito l’Italia per cercare fortuna in Australia, sono sola e non ho più nessuno, grazie all’aiuto dei psicologi della Clinica Paradiso ho capito che infondo la mia presenza in questo mondo non è più necessaria, per anni ho preso ansiolitici che mi aiutavano a dormire e a tirare avanti nella vita quotidiana, ma ho capito che non si può continuare a sopravvivere quando non c’è futuro, quando vedi solo il buio. Una settimana fa mi sono decisa! Mi sono rivolta alla clinica Paradiso dove uno staff di esperti mi aiuterà a lasciare questo mondo in serenità e pace”, la dottoressa Salzani da una pacca nella spalla alla signora, “Grazie Roby per la tua testimonianza”, poi rivolgendosi alla telecamera prosegue, “Rivolgetevi a noi senza alcun impegno, troveremo il pacchetto giusto per voi, tutti i nostri riferimenti per contattarci li troverete nella pagina SocialFace: Clinica Paradiso.Inc la nostre clinica le trovate nella bellissima città di Mantova”, un gruppo di persone con camici bianchi e tute viola si avvicinano alla dottoressa Salzani, tutti si abbracciano e guardando la telecamera in un unico coro annunciano, “Allo staff della Clinica Paradiso sta a cuore il vostro trapasso!”, una voce maschile fuori campo annuncia, “La Clinica Paradiso.Inc è una consociata del gruppo Cyndarella Corporation! Vivi al top con i super prodotti CyCorp! Tutto il resto è discount!”.
Sofia rivolgendosi a Leo insiste preoccupata, “zio sta arrivando il Basilisco?”, Leo guarda la piccola non capendola, “che dici?”. Una quarantina di soldati si avviano alla banchina del binario 9, il treno si ferma ma le portiere non si aprono, i soldati notano subito tracce di sangue nei finestrini e nel telaio del treno e un arto umano incastrato tra le portiere del treno, “Stazione di Decimo, capolinea! La compagnia Hyperloop vi ringrazia per averci scelto! Mal funzionamento delle portiere, la compagnia Hyperloop si scusa per il disaggio! La compagnia Hyperloop vi ringrazia per averci scelto! Mal funzionamento delle portiere, la compagnia Hyperloop si scusa per il disaggio! La compagnia Hyperloop vi ringrazia per averci scelto! Mal funzionamento delle portiere, la compagnia Hyperloop si scusa per il disaggio! La compagnia Hyperloop vi ringrazia per averci scelto! Mal funzionamento delle portiere, la compagnia Hyperloop si scusa per il disaggio!”. Le portiere scorrevoli del treno si aprono i soldati in fila lungo la banchina puntano i grossi mitragliatori in direzione del treno, un uomo lentamente scende dal treno, cammina a scatti ed emette dei gorgoglii, le sue vesti sono stracciate e sporche di sangue, un silenzio avvolge tutta la stazione, il sergente dal megafono ordina, “E’ un infetto! Fatte fuoco!!!”, l’uomo viene trivellato dai colpi dei fucili mitragliatori di due soldati, cade a terra. In quel momento dai varchi del treno dell’uscita passeggeri iniziano a uscire con una velocità imprevista altri infetti che si avventano sui soldati, che iniziano a sparare, inizia il caos. La gente presa dal panico lascia le file per il certificato sanitario ed inizia a fuggire verso le uscite della stazione travolgendo il personale sanitario, ma i cancelli della stazione vengono chiusi da dei soldati di guardia al esterno. Un poliziotto in mezzo alla ressa della gente che si accalca al cancello principale urla, “brutti stronzi aprite!!!”, i soldati al esterno lo guardano ma non rispondono, “cazzo sto dicendo a voi coglioni !!! Aprite questo cazzo di cancello bastardi! Ci fatte ammazzare!!!” intanto la gente urla e si accalca sempre di più davanti al cancello. Un giovane tenente delle esercito si avvicina al cancello e intima con un megafono, “ Allontanatevi dal cancello o apriamo il fuoco!! Siete in quarantena!!! ”, un gruppo di soldati si mette in fila davanti al cancello, puntano i loro fucili mitragliatori, il poliziotto dal altra parte del cancello prende la pistola e cerca di puntarla in direzione del grosso lucchetto appeso alla catena che chiude il cancello, uno dei soldati gli spara colpendolo nel occhio destro, l’agente cade a terra, le persone iniziano a fuggire dal cancello.

1/1



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it