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Uno spiacevole equivoco
Scritto da Enrico Ba.
Categoria: Narrativa - giallo/noir
Scritto il 01/04/2012, Pubblicato il 01/04/2012, Ultima modifica il 01/04/2012
Codice testo: 142012153549 | Letto 965 volte

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Lo sfrigolio del bacon nella padella era musica dolce per le sue orecchie, mentre il profumo si spandeva inebriante nel piccolo appartamento.Indugiò qualche minuto per renderlo croccante,sapendo che sarebbe stato più gradito;da ultimo,ruppe due uova direttamente nella padella.Dopo qualche minuto cotto il tutto,il signor Ferretto versò le sue uova nel piatto e si mise a mangiare con grande calma e a pensare.I pensieri che gli balenavano in testa cominciarono a farlo ridere,non perché avere due cadaveri chiusi in grandi sacchi da immondizia in camera da letto fosse una cosa molto divertente,ma perché era sicuro che mai nessuno avrebbe potuto immaginare quello che era stato capace di compiere.Lui il mite Ferretto l’uomo che tutte le persone avrebbero voluto come vicino di casa,mai sopra le righe,mai parole di troppo e per carità mai parolacce,bestemmie o volgarità,una pasta d’uomo praticamente.E che dire poi della sua bellissima moglie inglese Catherine?Quando passeggiavano assieme per strada tutti gli uomini che incontravano facevano cadere sguardi di ammirazione sulla bella donna e sguardi d’invidia sul tranquillo Ferretto,inoltre la coppia era sempre al centro della curiosità degli abitanti del condominio dove viveva,in molti infatti si chiedevano dove Ferretto l’avesse incontrata una così.Tutto questo faceva ridere Ferretto,perché adesso le cose avevano preso una piega diversa e inimmaginabile fino a poco tempo prima.Quella donna infatti era stata per Ferretto una specie di manna piovuta dal cielo.L’averla vista per la prima volta alla scuola di inglese che frequentava e dove lei insegnava era stata per lui una specie di folgorazione,per la prima volta nella sua vita molto ordinaria e controllata era esplosa una bomba di sensazioni e sentimenti che avrebbe fatto vivere a Ferretto in poco tempo tutto quello che non aveva vissuto finora.Non sapeva il buon Ferretto che quella donna sarebbe stata fonte anche di molti guai,oltreché di piaceri,che sebbene pochi,erano stati molto intensi.Tutto era successo troppo in fretta per riflettere e per capire,prima una breve convivenza e poi il passo successivo del matrimonio su iniziativa di lei,alla quale Ferretto aveva aderito con un entusiastico e convinto si.Con il senno di poi si era pentito non aveva fatto adeguatamente i conti con il carattere piuttosto comandino della moglie,la sua grande predisposizione nello spendere denaro e l’attenzione degli altri uomini che attirava su sé stessa più o meno volutamente.Caratteristiche queste che prima del fatidico si sull’altare erano state tenute ben nascoste dalla consorte.Ferretto aveva ben presto capito che il suo carattere mite mal si adattava a quello più autoritario della moglie,ma che soprattutto prima o dopo la moglie avrebbe incominciato a non accontentarsi più di lui ed a cercare divertimento altrove.Questa sensazione più di ogni altra lo faceva piombare in profondi stati d’ansia e lo seguiva dappertutto al lavoro come nelle altre faccende della vita.Aveva scoperto che cosa era la gelosia,una brutta bestia che riduce ad essere ossessionati dalla propria compagna,a pensare costantemente al momento in cui si scoprirà il suo tradimento e quale reazione avere. Ben presto tutti questi presentimenti che assillavano il buon Ferretto divennero crudelmente realtà un bel giorno di fine marzo.Un giorno in cui l’inverno andava a morire per lasciar posto alla stagione dei fiori.Il brav’uomo come sua consuetudine aveva fatto una visita alla biblioteca comunale per prendere alcuni libri in prestito,quando all’uscita fu colpito dalla vista della moglie che chiacchierava con un altro uomo seduta ai tavoli del caffè di fronte la biblioteca comunale.Ferretto,senza farsi vedere dai due nascondendosi dietro una delle colonne dell’entrata della biblioteca,li osservava e si sentiva come dentro una grossa pressa annichilito con la testa che stava per esplodere e sudori freddi lungo la schiena,si sentiva schiacciato e anche se sua moglie e quell’altro uomo non si stavano scambiando gesti che confermavano l’esistenza di una relazione amorosa lui sentiva che invece era proprio così.Ce l’aveva con sé stesso,con il suo carattere troppo mite,con quella sua tolleranza verso tutto e tutti e la sue maniere eccessivamente educate,si sentiva un galantuomo fuori tempo.Quel giorno Ferretto non sarebbe tornato a casa,una sorta di mister Hyde era uscito da sé stesso, una sorta di sdoppiamento e trasformazione lo aveva coinvolto.Camminava non curante di nulla,neanche del telefonino che continuava a vibrare nella tasca del giubbotto,sapeva che probabilmente era la moglie che lo cercava visto che non era ancora rientrato a casa ed era già ora di cena.Guardò l’orologio e rimase stupito dal fatto che erano già le 20.30,ma la cosa che ancora di più lo stupì e amareggiò fu la constatazione che era stata la sorella a cercarlo al telefono e non Catherine sua moglie.“Stronza neanche si ricorderà che siamo marito e moglie” pensò,ma alla fine quelle telefonate di sua sorella gli fecero venire in mente una cosa,un piano per portare a termine quel cambiamento definitivo che d’ora in poi lo avrebbe trasformato in una persona totalmente diversa.Sua sorella abitava a pochi isolati da dove si trovava adesso, per cui Ferretto decise di passare a farle un saluto.Sapeva infatti che essendo sua sorella una guardia giurata avrebbe potuto in qualche modo procurarsi la sua pistola d’ordinanza,strumento necessario per lo scopo che si era prefissato di compiere.”Una volta entrato nel suo appartamento dovrò fare in modo di distrarla e cercare di fregarle quel cazzo di ferro”pensava Ferretto mentre faceva le scale per arrivare all’appartamento di sua sorella,dopo essersi fatto aprire il portone dell’ingresso.Questo è un miracolo sono sicura che domani grandinerà, non passi proprio mai” disse la sorella.Ferretto di limitò ad un sorriso di circostanza ed entrò,nel momento che entrava nell’appartamento con la coda dell’occhio vide che la pistola della sorella guardia giurata era appoggiata sul piccolo mobile nell’ingresso vicino al telefono.Per qualche minuto Ferretto assecondò la sorella nel fare conversazione,parlarono infatti del più e del meno,fecero i soliti discorsi che due parenti che non si vedono da parecchio fanno riguardo la propria vita,lavoro eccetera.Ad un certo punto Ferretto interruppe la sorella e le disse che si sarebbe assentato un attimo per andare in bagno.Si diresse in direzione del bagno, arrivato non entrò dentro fece sbattere semplicemente la porta in modo che la sorella credesse che lui fosse entrato,poi lentamente si sfilò le scarpe così da rimanere in calzini per non fare rumore e,avvicinatosi al mobile nell’ingresso, prese la pistola e uscì.Ferretto a quel punto fece le scale in volata, si rimise le scarpe in strada e spento il telefonino, staccò la batteria buttando il tutto nel primo cestino che trovò.Fatto ciò si mise a vagare senza meta per la città, la pistola nella tasca del giubbotto a contatto con la sua mano sembrava avere vita propria,la sentiva bollente quasi palpitante.Era conscio che la sua vita sarebbe cambiata di lì a poco,questa era l’unica cosa chiara di questa situazione perché per il resto aveva una grande confusione in testa ed un accavallarsi di pensieri simile alle onde del mare che arrivano e poi si ritirano.Infatti, ogniqualvolta cercava di placare i propri pensieri,essi ritornavano più forti ed inquietanti di prima.Ciononostante continuò a camminare quasi come un automa. Erano ormai quasi le 6.30 di mattina ed era molto vicino alla propria abitazione, decise pertanto che era arrivato il momento di attuare il suo folle piano.Osservò le finestre del secondo piano del caseggiato alla sua destra,erano semichiuse e da esse non proveniva nessun tipo di luce.“Sta……..anzi stanno ancora dormendo, vigliacchi” pensò mentre stava avviandosi ad entrare dal portone principale.Salì le scale in fretta cercando di non fare rumore ritrovandosi davanti alla porta del proprio appartamento,la testa gli stava scoppiando ed il cuore era come un tamburo impazzito tanto batteva.Ma Ferretto non si bloccò ed infilò la chiave nella serratura e molto piano entrò nella casa.Dal bagno proveniva un rumore di acqua scrosciante, questo voleva dire che molto probabilmente qualcuno si stava facendo una doccia, Ferretto si diresse verso la camera da letto dove trovò la moglie seduta sul letto e con una espressione del viso molto stanca.Quando la donna si accorse che nella camera era presente un’altra persona,trasalì e sobbalzò sul letto per lo spavento.“Sei impazzito a sbucare fuori così all’improvviso?Ho cercato di contattarti tutta la notte, pensavo addirittura di chiamare la polizia potevi almeno avvisare e poi dove sei stato?” chiese la moglie con fare angosciato.“Strano perché non ho ricevuto tue chiamate sul mio telefonino. Sarà una delle tante balle che mi racconti” rispose Ferretto con voce molto ferma e posata, come se fosse la rappresentazione della calma prima della tempesta.“Ma cosa dici sei impazzito?Avevo il mio telefonino che non si accendeva,lo sai che mi ha spesso dato dei problemi del genere, così ti ho chiamato con il telefono di casa, capisci ora?”.Ferretto tirò fuori il telefonino e vide che effettivamente c’erano due chiamate da casa oltre a tutte quelle fatte da sua sorella.Però il sentire il rumore della doccia che proveniva dal bagno, la scena del giorno appena passato di sua moglie con quell’altro uomo, i sospetti e la frustrazione accumulata gli fecero compiere un gesto meccanico e repentino: tirare fuori la pistola dalla tasca del giubbotto.Ferretto come un automa tirò fuori la pistola, meccanicamente prese un cuscino dalla poltrona alla sua sinistra,con questo coprì la faccia terrorizzata della moglie e sparò.Un rumore sordo e ovattato poi più niente, l’imbottitura del cuscino che esplode e il sangue che macchia il letto.La povera moglie non ha avuto neanche il tempo di reagire,ormai per Ferretto il punto di non ritorno era superato, quando il rumore della doccia cessò e sentì la porta del bagno aprirsi, prese un altro cuscino dal letto e si nascose dietro la porta della camera da letto.Sentiva dal rumore dei passi che la persona uscita dalla doccia stava avvicinandosi sempre più alla stanza da letto,il suo cuore batteva in maniera incontrollata ma la sua testa era fredda e limpida.“Ormai devo portare a termine quello che ho cominciato”pensò in modo folle tra sé e sé Ferretto.Quando l’altro uomo entrò nella camera da letto e si bloccò di colpo alla vista di quello che era successo poco prima,Ferretto gli si avventò alle spalle appoggiando il cuscino sulla testa dell’uomo e puntata la pistola sparò.Un altro rumore ovattato,un corpo caduto ed altro sangue sul cuscino.Ferretto a questo punto prese due grandi sacchetti per la spazzatura, ricoprì i cadaveri e pulì dappertutto.Poi, spinto dalla curiosità,cominciò a rovistare tra i vestiti dell’uomo a cui aveva sparato.Danny Harper c’era scritto sul passaporto britannico trovato nella tasca interna della giacca. “Danny Danny questa non la dovevi proprio fare” pensò tra sé e sé Ferretto poco dopo aver finito di mangiare la colazione all’inglese a base di uova e bacon, nella sua mente infatti si stagliavano con sorprendente chiarezza tutte le immagini di questa storia:dal primo momento in cui conobbe la sua futura moglie agli eventi convulsi delle ultime ore, nelle quali per sua scelta ed intenzione era divenuto un vedovo.Adesso però doveva trovare un modo per sbarazzarsi dei due corpi,doveva portarli tutti e due nel garage che era nel cortile del condominio e caricarli nella sua monovolume.Ferretto, prima di caricarsi il corpo della moglie sulle spalle,aprì la porta di casa lentamente per vedere se c’era movimento nelle scale.“E’talmente presto. Staranno tutti dormendo meglio sbrigarsi” pensò Ferretto e, con il corpo della moglie sulle spalle, scese le scale cercando di fare rumore il meno possibile e nello stesso tempo essere rapido. Arrivato al garage mise il cadavere della sua povera consorte nel baule della monovolume, dopo aver abbassato i sedili posteriori per fare più spazio.Adesso però veniva il difficile, per portare giù il corpo dell’uomo aveva bisogno di tutta la forza che aveva.Ferretto fece di gran carriera le scale verso il suo appartamento, rientrò per prendere il corpo dell’uomo e una volta caricato sulle sue spalle uscì dalla porta per le scale.Anche questa volta non c’era nessun segno di vita nel condominio,la discesa fu molto più ardua della volta precedente dato il peso più elevato del corpo dell’uomo.Verso la fine delle scale per accedere al cortile dei garage,Ferretto sentì un rumore di serratura e l’aprirsi di una porta,dovette accelerare il passo con le gambe stanche per lo sforzo, sudori freddi e il cuore che batteva all’impazzata. Arrivato al garage depositò il corpo dentro il baule della monovolume accanto al corpo della moglie,nel frattempo l’inquilino del primo piano uscì nel cortile con il cane spiato attraverso la porta socchiusa del garage da Ferretto,il quale dopo aver atteso la sua uscita dal condominio prese la macchina ed uscì a sua volta in strada.“Il bosco fuori città quello è il posto giusto nessuno ci va mai”pensò Ferretto avviandosi verso la strada che conduceva fuori città. “Danny Harper perché questo nome non mi è nuovo chi diavolo sarà mai?”questo adesso era il pensiero successivo che batteva nella sua mente come un martello batte il ferro, all’improvviso ebbe un sussulto la madre di sua moglie portava Harper come cognome da signorina!E la sorella della madre di sua moglie aveva un figlio di nome Danny,che Ferretto non aveva mai visto ma di cui la moglie gli aveva parlato.Aveva ucciso il cugino di sua moglie oltre che la stessa moglie!“Allora non mi ha tradito”pensò Ferretto,dimenticandosi che stava per investire un bambino che all’improvviso era sfuggito al controllo dei genitori e si era buttato in mezzo alla strada.Dovette sterzare con forza perdendo il controllo della macchina ed andando a sbattere contro il muro di un giardino.Intontito e con l’udito momentaneamente fuori uso, uscì dalla macchina e notò che il bagagliaio era aperto ed anche che l’uomo con la donna e il bambino dall’altra parte della strada aveva tirato fuori una pistola mentre con una mano sbandierava un distintivo.Ferretto istintivamente estrasse la sua di pistola dalla cintola dei pantaloni.L’unica cosa che successe dopo fu l’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco per la strada,Ferretto colpito stramazzò al suolo davanti al bagagliaio dell’auto.L’ultima cosa che vide fu il viso senza vita di sua moglie,che appariva da una apertura del sacchetto che conteneva il corpo caduto sulla strada.Il viso aveva una specie di ghigno beffardo e sembrava volesse irridere Ferretto che,chiusi lentamente gli occhi, prese il suo congedo dalla vita con l’immagine di quel ghigno stampata nella memoria.”Giustizia fatta” fu il suo ultimo pensiero.

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