Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


CARME DI MAGGIO
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Poesia - D'amore
Scritto il 14/05/2018, Pubblicato il 14/05/2018 18.03.44, Ultima modifica il 16/05/2018 21.13.41
Codice testo: 145201818344 | Letto 163 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Torna alla prima pagina 1/5 Pagina seguente


CARME DI MAGGIO


Sotto la pioggia di maggio vado verso una fonte di peccati.
Perduto nell’andare verso i tanti giorni difficili.
Cercando un senso a questo amore.
Duro come un dubbio.
Candito come un canto che nasce dal ventre di una vergine .
S’eleva nel vanto di essere bella.
Di essere un breve sonetto verso altre dimensioni .
Verso un seguire rime e metriche.
Nella sorte avversa.
Nella pace cercata .
Vita racchiusa in vari versi colorati .
Racchiusa in questa poesia .
Immagini della nostra vita che prendono forma espressiva .
Si fondono nell’essere unici .
Forse in altre figure . Eremite. Nemiche. Amiche .
Donne che si sono perdute in un doloroso canto.
Cosi antico che spinto dal vento entra in questa storia. Entra nel nostro spirito.
Nella nostra dimensione familiare .
Muta nel nostro comprendere .
Si realizza nel nostro silenzio.
Nella speranza che tutto sia possibile .
Che tutto sia vero.
Nella ricerca che esista un altra possibilità per essere felici nel nostro destino.
Nella forza di un mondo che ruota intorno a noi.
Intorno a questo amore senza nome.
Che spinge il nostro credere a dare il meglio di noi.
E tu m’insegni del tuo cor piegato
a dir le pene dolcemente acerbe
e le dolci querele nel dolce pianto 
e tu dei cigni tuoi m’impetra il canto
E lasso non comprendo il dovere che esule mi spinge a credere in varie sostanze in sorte avverse che sono fragili nel vero rincorrere l’idea di una musica soave.
E in questo peccato.
Io esule inseguo la bellezza che mi condanna .
Condanna il mio orgoglio.
L’essere una donna diversa.
Giuro non volevo ferirti .
Volevo volare con te nel buio dell’anima.
Amarti.
Volevo toccare il tuo corpo.
Ammirare i tuoi occhi che luccicano nel buio .
Amor, con grazie almeno pari all’offese, lievi mi presta a sì gran volo ed ai vani tentativi 
 s’io ne son degno,
 mi dia forza al cuore, luce all’ingegno .

Torna alla prima pagina 1/5 Pagina seguente



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it