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Un Nome .Una Vita
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Altro
Scritto il 14/09/2015, Pubblicato il 14/09/2015, Ultima modifica il 14/09/2015
Codice testo: 149201517401 | Letto 1542 volte

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Nota dell'autore Domenico De Ferraro:
Il Figlio Di Ahmed

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UN NOME . UNA VITA

IL FIGLIO DI AHMED


Piccola casa che affaccia su di una ampia piazza. Tra vicoli stretti ,lunghi ,affumicati , vicoli senza occhi ,senza sole dov'è la voce nasce mesta e muore in un dolce canto.


Mi han detto d'andare al comune per registrare il nome di mio nipote ,il figlio di mia figlia , un piccolo da poco nato, bellino assai , con due occhiuzzi azzurri ed un nasino all'insù e proprio un bijou . Mi ha detto papà, fatemi il piacere che qua son tutti presi dalla smania e dall' entusiasmo del nuovo arrivato, volete andare ad informarvi quali documenti occorrono all'ufficio anagrafe per registrare il bambino. Son uscito di casa prestissimo , non mi sono preso neppure un caffè , ho dimenticato nella fretta gli occhiali sul comodino, ma purtroppo la memoria mia , assai vacilla , ora giunto a questo bivio non mi ricordo esattamente dove si trova l'ufficio in questione. Giro e rigiro , mi fumo una pipa ,mi mette a pensare , domando sapete indicarmi gli uffici comunali ? "Vedete sono laggiù in fondo sulla vostra destra. " M'avvio , pensando , con che nome questo creature dovrà convivere. Io mi chiamo Vincenzo, mio padre si chiamava Antonio e mio nonno si chiamava Vincenzo e pure il mio bisnonno si chiamava Vincenzo ma perché questo creature non lo mettono nome Vincenzo. No uno strano nome che io non riesco neppure a pronunciare bene Omar , Johnathan , m'inquieta assai confesso non mi mette di buonumore . Certo il bambino e figlio a loro , son loro che decidono quale nome quest'anima di Dio dovrà portare.

Cammina sotto il sole , barcollando vaneggiando , si ferma a guardare le vetrine intanto il tempo passa e quasi mezzogiorno così di riflesso Vincenzo invece d'entrare negli uffici anagrafici senza volerlo entra in una pizzeria.


Il nome ha sempre un senso e voglia dimostrare ,che ogni cosa che sia sentimento o immagine , riconduce sempre alla sua storia. Vincenzo entra quasi zoppicando ditemi buonuomo chi dunque voi cercate ,come vi posso aiutare ?

Mi han detto di venire presso di voi a registrare il nome ed il cognome di mio nipote da pochi giorni nato. Ma la memoria m'inganna e non rammento come si dovrebbe chiamare ,vi confesso che sono assai confuso non mi ci raccapezzo , si sono imbrogliate le cervella tra poco esco pazzo abbiate un po' pazienza, or cerco di ricordare.

Non agitatevi , prendete il moccaturo , pulitevi il naso che vi cola goccia a goccia , prendetevi tutto il tempo che volete io non vado di fretta . Son qui ad ascoltarvi ed aiutarvi , dite , come lo volevate chiamare questa creature ? Forse Gennaro, forse pasquale , forse Baldassarre?

Se fosse per me lo chiamerei pinocchio ma la mamma non credo sia d'accordo , con un nome così figuratevi la gente correrebbe subito al banco lotto a giocarsi i numeri vincenti . Fatemi un piacere chiamatemi mio genero ecco questo è il numero di telefono ,voglio sentire che dice a tal riguardo, avesse pigliato fischi per fiaschi , strummolo senza la funicella , o maccarone senza lo canzone , mannaggia lo cane dello padrone. La notte è lunga sembra già questo delirio stia scemando scrivendo questa ultima papocchia, non trovo chiù a ricetta
chi sa che fine a fatto.

Non vi inquietate state calmo avete tutto il tempo cosa volete mangiare ? Una quattro stagione , un ripieno ai frutti di mare , una pizza con la scarola , decidetevi vi prego se no qua si fá tardi, stringete il brodo , non vi dilungate assai.

Non so il pensiero mi porta via , un nome ed una vita, la vita è un nome il tanto raccontare non mi comporta onore , m'onora questa canzone che provo a si proporre io credo il nome giusto sia figlio e trocchia .

Ma voi che dite lo volete chiamare con codesto nome. Che nonno voi siete , senza amore per suo nipote, un nome ,un pegno un marchio sulla pelle non dite baggianate ,non dite stroppole mi sembra che voi esagerate nel porre questo nome così volgare a codesto povero figliolo.

Sa , son assai indeciso mo’ chiamo la mamma e mi faccio consigliare. La cape mia purtroppo non è più quella di una volta , non mi conduce , ad una giusta riflessione.

Stamattina voi state dando i numeri ma vi siete reso conto questa è una pizzeria, non è l'ufficio anagrafe ,avete sbagliato palazzo , quello che voi cercate si trova un poco chiù abbascio a duecento metri lungo codesta strada. È vero che in codesto luogo spesso si radunano i pazzi, a cui piace assai la nostra pizza, di pazzi c'è ne son tanti e si chiamano con diversi nomi, con tanti appellativi con tanti sostativi. . Voi forse vi confondete ,di certo non avete le idee chiare. Sentite a me , mangiatevi una pizza ,prego , accomodatevi, sedetevi dove volete, non fate quella faccia storta ,mettetevi a vostro agio che fra poco vi faccio arricriare.

Io vi ringrazio della vostra ospitalità, dovete scusarmi per i miei vaneggiamenti , dovuti di certo alla fame che bussa alla mia porta. Io traveglia e suonno non ci sto capendo nulla , forse sarà la vecchiaia che pesa sulle mie spalle.
Vi son grato della vostre premure , della vostra disponibilità, mi confondete assai , già che vi trovate fatemi il piacere portatemi pure tre quarti di vino ed una gassosa.

A vostra disposizione , cavaliere ogni suo ordine sarà subito esaudito . Mi rimane solo il crucio come un aglitiello bruciato sopra ad una pizza ,vi siete ricordato come chiamare codesto pargoletto?

In questo momento, io credo proprio di no , Dispensatemi dal parlarne , portatemi da mangiare,Ne parliamo dopo con calma.

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