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come eravamo belli noi(napoletani)
Scritto da YuriSalvatore
Categoria: Altro
Scritto il 15/04/2018, Pubblicato il 15/04/2018 20.13.19, Ultima modifica il 15/04/2018 20.13.19
Codice testo: 1542018201319 | Letto 74 volte

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Nota dell'autore YuriSalvatore:
(da un giovane, racconto ai giovani)

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ho 25 anni eppure da quando avevo 8 anni, ho incominciato a voler conoscere ogni nostra tradizione. avendo la fortuna di avere un padre che di Napoli sa praticamente ogni cosa, ed anche tramite la sua musica cerca di raccontarcene di ogni, portandomi e portandoci per mano tra passato e presente, tra bene e male. insomma, ho avuto direi una guida che mi ha permesso di andar fiero della città in cui sono nato, vivo, e continuo felicemente a vivere.
vivo "amalgamando"appunto il suo affascinante passato, artistico ed abitudinario. infatti, per i giovani napoletani che non lo sanno, una delle tradizioni più affascinanti della nostra terra, spopolò agli inizi del 900.
se in un contesto monarchico per le strade del regno di napoli, si suonava e si cantavano musiche ispirate al barocco napoletano, nel 900 spopolano i mercanti.
a fare da sottofondo, alle varie mattine, o albe sotto le case dei napoletani, era un mosaico di gridi intonati. infatti, quei mercanti, presero l'abitudine di magnificare la loro merce, inventando una melodia attraverso la loro arma più potente:la voce. nacque così, il venditore ambulante napoletano.
nacquero così, tanti temi musicali improvvisati, ma poetici per il loro suono e contenuto. testimonianze sono riproposizioni delle varie voci nel teatro di Raffaele Viviani, in cui ne propone diverse, la più famosa e nostalgica, è quella del tanto amato dai più veraci, Maruzzaro napoletano. (venditore di lumache di mare, e di polpi.)
ma non solo! ogni settore, aveva il suo cantore. tanto che, sia nelle commedie napoletane che nei vecchi film, nel momento in cui si rappresentava un determinato ambiente di strada, puntualmente ascoltiamo un canto:il pizzaiolo, il venditore di frutta di stagione, per fino il venditore di bibite, granite, o l'altrettanto famosissimo "acquaiuolo"..
ho avuto anche la fortuna, sempre da bambino di ascoltare un vecchissimo disco, ormai fuori commercio ed ancora in ricerca dopo tanti anni in cui sono racchiuse registrazioni prese dalle strade, con voci sia riinterpretate da grandi cantori dell'antica napoli, che voci riprese e registrate palesemente dal vivo, di veri venditori ambulanti in azione.
ma il canto a voce però, non fu comune solo sulla vendita, ma venne usato anche fuori le carceri, per portare notizie ai detenuti. in questo caso però, il canto si fa molto più tragico, la voce prende una melodia un pò più triste ma pur sempre sul popolare parlando di scala musicale, il cosìddetto canto "a fronna e limone"da cui, pur se in bruttissima copia, il neomelodico di oggi ha tanto rubato.
oggi, non si può fare altro che portare in alto queste vecchie (ma eterne)tradizioni, facendole conoscere, scoprire, e riscoprire a noi ragazzi, napoletani del domani.

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