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Mondo Futuro
Scritto da Fillo
Categoria narrativa, genere fantasy/fantascienza
Scritto il 15/05/2017, pubblicato il 15/05/2017, ultima modifica il 15/05/2017
Letto 294 volte

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1

Le case scintillavano, coi loro muri color grigio perla, nei Settori a Sud Ovest delle Pianure di Quarzo delle Valli del pianeta Fho Hew, nell’Emisfero Secondo, e i pochi abitanti che vi rimanevano erano tutti alieni. Della razza degli Scrohabek. Viscidi, con delle molli corazze maleodoranti, che solo apparentemente erano dure e solide, ma che, se attaccati, si rivelavano molli come bolle e capaci di schizzare all’avversario improvvido pericolosi schizzi di acido, urticante in piccole dosi ma corrosivo e letale se in gran quantità. E non erano gli Scrohabek i peggiori esseri che si potessero trovare. A Nord delle Pianure di Alabastro, si poteva incappare nella specie detta Gi-Wapeg, nota per somigliare alla nostra. Non appena però si sentivano attaccati, questi schifosi individui si tramutavano in orride putrescenti creature dall’aspetto simile a giganteschi xifosuri.
Nulla di peggio allora capitare a Fho Hew, si direbbe. Se non fosse che c’erano anche molte cose belle. Gli splendidi Giardini Arcobaleno delle Terre della Regina Kalamis, di proprietà di una splendida sovrana diciottenne, bella come una silfide, e capace con le sue blande orazioni di annichilire la volontà nociva di chiunque le si opponesse come nemico, tale da persuaderlo con poche frasi, capovolgendo a suo favore ogni opinione negativa. Kalamis guardava le sue proprietà con un occhio benevolo e ammirava quei giganteschi fiori color arancio e viola che formavano cespugli dai nitidi riflessi lucenti.

- Che bello sarebbe poter raggiungere un Equilibrio, tra le discordie dei rappresentanti delle Regioni. Allora vincerebbe l’Armonia.-
- Sa bene, Sua Altezza, che ciò non può avvenire con la rapidità che auspicate! Troppi sono i motivi di disaccordo, e le ansie che permeano tra i cittadini, per non dire proprio di un certo livore, che non può essere ignorato.-

A parlare era stato il fido HG Wep, un ibrido tra un robot e un alieno Rogkai (un aracnoide simile a una testuggine blu). HG Wep lo aveva scelto lei stessa, non per l’aspetto, ma perché rappresentava una delle poche possibilità di affidarsi a un vice che potesse garantire una fiduciosa lealtà duratura.

2

Un'altra delle pericolose insidie del Mondo di Domani (nell’Era cioè che segue ai Tempi dei Primi Tempi, gli Anni Duemila, di circa un trilione di secoli) era infatti che non ci si potesse fidare molto di chiunque, perché dietro una razza amica si poteva celare un mostro, e dietro uno di noi, come già detto, si poteva nascondere chi non era affatto uno come noi. La Regnante Kalamis sapeva bene tutto ciò, e non badava alle consuete formalità delle consuetudini della Tradizione se doveva ovviare a delle lacune normative, agendo nel Congresso anche con un forte accento polemico e con intenti innovatori. Questo le arrecava anche un danno notevole, tuttavia, perché i membri delle Coalizioni dei Paesi Lontani e dei Pianeti Extragalattici non vedevano di buon occhio chi potesse con il proprio occhio indagatore andare contro a secoli di piani per il controllo delle galassie. L’onestà, quella vera, pura e imperscrutabile della ragazza poteva essere un ostacolo a progetti forse di natura anche malvagia, ideati da quelle persone dall’aspetto tanto vario e dagli animi tanto indefinibili che affollavano gli immensi Palazzi del Potere Aureo. Chi avesse convinto gli Oracoli, si sapeva bene, avrebbe potuto governare con delle immunità, e Kalamis era un’ottima candidata favorita; ciò la rendeva quindi ancora più fastidiosa, di fronte ai membri del Consiglio, che meditavano sempre nuove macchinazioni per opporsi o peggio per detronizzarla.
HG Wep mosse sia l’arto peduncolato che quello bionico, per fare un salto avanti e raggiungere la Regnante, che per poco lo stava superando nell’avanzare, non potendo starle troppo lontano, sia per conversarci che per proteggerla (anche questo era compito assegnatogli).

- Regina Regnante, mi ascolti! Rinunci ad alcuni suoi piani, e lo faccia presto, perché le sue vedute così… nuove… sa, non sono proprio ciò di cui è sentito avere bisogno…-
- Se ti preoccupi per la mia incolumità, bio-androide, grazie del consiglio, ma no, non cederò di un passo! Siamo a un livello ulteriore, siamo arrivati a un momento così risolutivo… Tornare indietro significherebbe annullare anni di sforzi, ora che siamo in grado di prevedere che raggiungeremo presto dei risultati degni di nota.-
- Ma, se posso dire…-
- Puoi dire, HG Wep, ma non fare, o farmi fare… Rispetta il tuo grado inferiore.-
- Secondo i miei ranghi di fanteria, non li scorderò, Regnante Kalamis. Ma mi permetta di obiettare…-
- L’ho già permesso. Ti sei già espresso. Ora se permetti devo rientrare nelle mie stanze, per la toeletta.-
- Capisco, è in effetti l’ora, come dev’essere. Rientro anch’io nel mio cubicolo.-

HG Wep infatti entrò in un grosso buco che si apriva sotto la parete come una piccola voragine capiente, sparendo nell’ombra.

3

I Carri avanzavano, guidati da Timonieri e da Osservatori Localizzatori, fanti che avevano per scopo quello di proteggere il Regno e le Città. Sferragliavano, col loro incedere quasi urlante, facendo un gran baccano, che si perdeva però nelle lande per quella vastità che annullava con la sua grandezza ogni suono che potesse perturbare uno stato di calma perenne che era richiesto come incontrovertibile. Kalamis si sporse dal balcone della reggia per vederli procedere, munita di telescopio. Non era un intervento bellico, ma una processione di routine. Si trasportavano viveri e vettovaglie. Si provvedeva a spostare fanti da altri territori, e far traslocare abitanti che avevano richiesto di cambiar sede. Tutto questo comportava anche degli affanni perché si potevano celare degli intrusi in quei veicoli, e per questo una guarnigione veniva mandata a ispezionare persone e cose che venivano fatte spostare in quelle occasioni, per prevenire assedi che avrebbero comportato una irrevocabile disfatta. E anche stavolta per fortuna il pericolo era solo dettato dalla prudenza, perché venne accertato che tutto era previsto come dalle Mappe di Transumanza e che niente era stato manomesso nei permessi leciti che erano stati accordati in precedenza. Venivano portate leccornie dai campi sicuri delle Valli di Ytlis, e cittadini di razza aliena compatibile proveniente dalle lande di Bloglaz. Tutto in regola e tutto senza danno. Ma come sempre, non si poteva far transitare i Carri soltanto fidandosi che tutto era come doveva essere, occorreva accertarlo, e chi era preposto a farlo rischiava per primo la vita, se le cose si fossero rivelate diverse e si fossero volte al peggio. Kalamis accettò l’invito dell’ambasciatore di Bloglaz e lo accolse nella Sala dell’Accoglienza, dove si intrattenne con lui in discorsi volti ai buoni rapporti tra le due terre, e al progresso delle civiltà. Quando si congedò, tutto fu approntato perché ripartisse con la stessa sicurezza con cui aveva potuto condursi fin là.

- Buone notizie, Regnante?, - chiese Hip Wiss, l’androide che sostituiva HG Wep quando ricaricava le batterie energetiche nel Polo dei Flussi, chiuso temporaneamente nel suo abitacolo fulgente. I due cervelli biomeccanici erano identici, e così i due esseri si potevano definire come uno solo, con una sola memoria e una sola volontà agente.
- Non tutte buone. Ci sono state carestie, e si dovrà provvedere a degli aiuti suppletivi, in terre che consideravamo fino a poco fa prospere e più adatte ad aiutar noi, in cattivi tempi che potrebbero esser prossimi, piuttosto che noi loro, come celermente dovremo fare. A parte questo, per il resto c’è solo da attendere che io sia richiamata dal Consiglio per una nuova assemblea, perché anche stavolta dovrò intervenire tempestivamente per dare direttive preziose a nuove alleanze che potrebbero permetterci di evitare il predominio dei Governatori di Andoran ed evitare che si volgano al peggio certe cattive profezie, cui d’altronde non do retta…-
- Ma gli Oracoli…-
- Gli Oracoli hanno i loro Occhi, io ho la mia volontà, Hip Wiss. E non permetterò a niente e a nessuno di interferire con la mia visione dei fatti, e sai che quando mi ci metto, so essere totalmente incorruttibile, e pronta a non cedere niente, per non perdere quel vantaggio che ho acquisito con anni di difficile mediazione diplomatica.-
- Il Regno non può che esser grato alla sua Regnante, Maestà.-
- Spero bene. E’in gioco il nostro futuro…un futuro che non è così scontato, perché la pace andrà ottenuta con sforzi ancora maggiori, e ci vorrà che maggiormente tutti diano la loro parte in questo fare, perché stavolta da sola potrò ben poco contro ciò che si deve pianificare per il benessere collettivo.-
- Capisco bene.-
- Domani andrai tu a riposo, HG Wep sarà già attivo.-
- Lo so bene.-
- Puoi andare, Hip Wiss.-

4

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