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Vista dalla torre
Scritto da Simona Antares
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 15/05/2018, Pubblicato il 15/05/2018 12.55.13, Ultima modifica il 15/05/2018 12.55.13
Codice testo: 1552018125512 | Letto 116 volte

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Si svegliò presto quella mattina. La nebbia intorno a lui era sempre più fitta e l’aria sempre più gelida.
Gli ci volle qualche minuto per capire dove si trovasse e per riprendersi dal sogno. A poco a poco la sua mente e la sua vista si schiarirono e capì di essere in una stanza d’ospedale. Si sentiva dolorante come se qualcuno avesse camminato sulle sue ossa ma era felice di essersi svegliato da quel terribile incubo.
Non riusciva a ricordare, era stato veramente tutto un sogno? Ogni tanto gli capitava di fare sogni talmente strani da dubitare che fossero tali.
Si accorse di essersi seduto sul letto. Da quanto era in quella posizione? Si alzò di scatto ma una forte vertigine lo costrinse a sedersi di nuovo.
Fu in quel momento che cominciò a ricordare. Era solo, nel buio si sentiva soffocare, stava cercando con le mani un appiglio e con gli occhi uno spiraglio di luce e di aria ma era stato tutto inutile.
Provò a muoversi ma un dolore lancinante al fianco destro lo trattenne. La porta si aprì e vide entrare un giovane medico.
“Salve, signor…”
Si accorse di non comprendere le parole di quell’uomo. “Cosa mi stava succedendo?” pensò tra sé “possibile che non ricordi più nulla?”
“Dove mi trovo?” chiese all’uomo che gli era difronte.
“Lei è stato vittima di un grave incidente, signore” rispose.
Come un barlume di luce improvvisa gli ritornarono alla mente le immagini di un forte impatto del suo corpo contro una cosa metallica.
“Su quale pianeta ci troviamo?” chiese.
Il dottore sembrò a disagio. Dopo aver esitato pochi secondi rispose: “Lei è tornato sulla Terra”.
A quel punto ricordò tutto, il suo nome, il suo incarico, il momento in cui accadde tutto. Come faceva a trovarsi di nuovo sulla Terra?

Doveva essere impazzito, quello fu il primo pensiero quando si trovò davanti a un’imponente vetrata. Scrutò il panorama davanti a sé , rimanendo senza fiato per la sua bellezza. Sentì dei passi dietro di sé ma non se ne curò. Si sentì quasi cadere nel vuoto, la vista della Terra, distesa sotto di lui, come un’immensa pianura bianca e azzurra, gli toglievano letteralmente il fiato.
“Jack” intervenne il dottore che lo aveva seguito fin lì “ho cercato di dirglielo ma lei non mi ha dato il tempo materiale per farlo, lei purtroppo è deceduto durante la sua missione ed è stato recuperato per miracolo nella sua caduta nello spazio. Ora è stato di nuovo riportato in vita.” E poi, prevedendo la sua domanda “Siamo nel quarto millennio, nel 3001 per la precisione.”
“Non si preoccupi, le credo” rispose. Poi tutto roteò intorno a lui, si sentì cadere verso il vuoto infinto e non vide più nulla.

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