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Mi sento così
Scritto da ANDREA OCCHI
Categoria: Altro
Scritto il 16/12/2017, Pubblicato il 16/12/2017, Ultima modifica il 17/12/2017
Codice testo: 16122017225412 | Letto 314 volte

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Nota dell'autore ANDREA OCCHI:
Mi sento così

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Nella mia seppur breve esistenza ho vissuto avventure non comuni che, tuttavia, contrariamente al vero, ritenevo banali durante il loro accadimento. Alla mia nascita, nessun vagito. Solo dopo qualche attimo, di cui non ricordo lo svolgersi, ruppi la barriera che mi divideva dall’atmosfera esterna. Il liquido è il mio agio, non l'aria. A tre anni sapevo già leggere e scrivere il mio nome, anche se la diagonale della lettera “N” la tracciavo con l’inclinazione inversa. A dieci anni avevo già giocato sulla terra di tre continenti. A sedici avevo già visitato quindici paesi e gustato le profondità dell’incursione amorosa con due coetanee diverse. Il ricordo che più mi affascina dei miei trasferimenti e che conservo come una clessidra, da riporre sottosopra più volte, è la notte trascorsa nel deserto in attesa dell’alba, avvolto nel sacco a pelo, steso sulla faccia di un cubo di terra, tetto per una arida locanda. Non dimenticherò, mai, quei soffi caldi che trasportavano i grani del tempo insinuandoli nelle mie fessure. Fastidiosi scricchiolii tra i denti al risveglio, davanti ad una visione unica: onde di sabbia rossastra, ombre ed orme effimere che il bagliore crescente del sole incenerì in un istante. Avevo undici anni. Forse per questo non sono mai sazio di vita. E’ la causa della mia immatura incapacità di fermarmi e pensare alla mia felicità. Sono sabbia che il vento trasporta. Non vedrete le mie impronte se non all’alba ed al tramonto, quando il sole sfiora l’orizzonte.

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