Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


Stordimento d'Amore
Scritto da nuovog
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 18/03/2018, Pubblicato il 18/03/2018 16.51.36, Ultima modifica il 18/03/2018 16.51.36
Codice testo: 1832018165136 | Letto 270 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Torna alla prima pagina 1/2 Pagina seguente


Era estate.
Una formica tentava di agganciare una briciola di pane.
Non si percepiva lo sforzo, eppure quella briciola era molto, molto più grande e più pesante di lei, che con apparente leggerezza aveva ora iniziato a portare con sé quel grande carico.

La mano.

Anche se le abbiamo sempre sotto gli occhi, difficilmente ci soffermiamo ad osservare il braccio e la mano nella loro lunghezza.

Marco giaceva disteso, sull’erba, la testa che gli ronzava come una delle tante zanzare che gli ronzavano intorno, pungendolo senza sosta.
Come fanno a bere tutto questo sangue ? Pensava…

La testa gli ronzava, e gli sembrava di cadere in un vuoto senza fine.

Aveva bevuto oltre ogni ragionevole limite, e mentre se ne rendeva conto, continuava a riempire il bicchiere, forse per capire fino a che punto sarebbe potuto arrivare.
Ed era lì, con la testa che gli girava e ronzava, le zanzare che lo pungevano, e non aveva la forza di grattarsi.
Si guardava il braccio, disteso oltre il suo viso, lungo ed abbandonato sul prato erboso.
Pensava a come si sarebbe potuto alzare.
Non avrebbe avuto neppure la forza di aiutare la formica a portare la sua briciola di pane.

Pensava solo a lei. E chiuse gli occhi.

Pensava ai suoi sussurri, pensava a quando lo aveva guardato dritto negli occhi dicendogli “ti amo”, mentre erano abbracciati, nudi, in un gioco di abbracci che li avevano portasti ad essere una sola cosa.

Lei gli sussurrava parole dolci, ma lui più che le parole, era innamorato del modo in cui le i le aveva pronunciate.

Un soffio, una brezza che passando dalle orecchie gli entrava nello spirito, e penetrava nella sua anima senza sforzo, così, come un cucchiaino si immerge in una tazza di tè.

Non riusciva a capire.
Non capiva perché, perché lei lo voleva abbandonare anche se il giorno precedente gli aveva detto che lo amava.

Si lasciò abbandonare al dolce stordimento, e chiuse gli occhi.

Lei varcò la soglia dei suoi sogni, ed entrò nel mondo fatato dove l'amore brilla di speranze attese.

Torna alla prima pagina 1/2 Pagina seguente



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it