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L'ELEGANZA NEL MANDARE A QUEL PAESE
Scritto da GIUFOR
Categoria altro, genere
Scritto il 19/05/2017, pubblicato il 19/05/2017, ultima modifica il 19/05/2017
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Nota dell'autore: L'ELEGANZA NEL MANDARE A QUEL PAESE

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Nel salone di un barbiere, una domenica mattina di primavera degli anni cinquanta e in una Napoli più bella e più cartolina che mai, entrava come di sua consuetudine Don Peppino Scognamiglio, persona distinta, signorile, sopra i settanta e pregno di una caratteristica eleganza nel vestire; tuba, bastone e orologio da tasca come accessori fissi, quella domenica indossava giacca, gilet, camicia fine bianca e farfallino color amaranto, il tutto forgiato dall'alta fattura sartoriale napoletana.
Don Peppino soleva farsi barba, una leggera spuntata ai grigi-bianchi capelli, nonche curarsi il sottile baffettino. In tale salone c'erano sempre tre o quattro giovani buontemponi, clienti abituali anch'essi, abitanti del rione, che si divertivano a prendere in giro il vegliardo con ironia e boutade a volte esagerate, tipo: " Don Peppì diteci un po, ma avete messo su un po di pancetta eh? vostra moglie vi tratta bbuono?"... oppure, " Don Peppino, ci vulite offrì o caffè a tutti noi? o siete tiratiello di manica anche voi?" o ancora, " Don Peppì, pecchè purtate o bastone? ah... ma allora vostra moglie vi tiene a forzato digiuno e diteci, è vero che vi fermate sotto i balconi pè guardà e cosce delle belle signore?"
Ecco, tutto questo e altro lo dicevano ridendo e sfottendo il morigerato Don Peppino che se ne stava seduto in silenzio con un sorrisetto celato sotto il baffetto e con apparente noncuranza... fino a quando non potendone più di questi, senza scomporsi e con distacco da consumato Signore, disse loro: " Giovanotti, vedo che siete molto arguti, svegli e con la parlantina sciolta, quindi per tutto ciò, posso porvi un indovinello?, voglio proprio verè se o sapite o no, e anche per divertirci un po...vvà, ullallà," "come no! Don Peppì diteci tutto, ci mancherebbe altro, siamo pronti ad ascoltarvi", " va bbuò, disse Don Peppino, allora, sapete distinguere un capitone maschio da un capitone femmina?" ognuno dei presenti e dei buontemponi diceva la sua: " Don Peppì, per caso sò e recchie", (orecchie = pinne natatorie) " no, assolutamente" rispose Don Peppino, un'altro ancora, " Don Peppino, io penso che sia la chiattezza, il più grasso è femmina e il più magro è maschio", " ma no! vi sbagliate" un'altro ancora, " Don Peppì, ho capito, sò i colori che li distinguono, il grigio e il marrone", " no, no, neanche questo", " Don Peppino, allora scicusateci, ma comme si fa a conoscerli?" " ve lo dico io" disse Don Peppino, " prendete due capitoni, vivi chiaramente e teneteli stretti, ma con la testa di ognuno libera, uno in una mano e l'altro nell'altra mano" mimò le mani chiuse a pugno, "tuzzateli (sbatteteli) forte tra di loro capa e capa (testa e testa) per un bel po di tempo, il primo che dirà, < m'ai rotto o cazzo! > ecco, chill è o maschio ", i giovinastri abbozzarono un iniziale e breve sorriso che subito però si spense sulle loro facce imbarazzate e stupite da tale baldanza di Don Peppino, in silenzio si sedettero e non proferirono più parola.
Don Peppino si alzò, indossò la giacca, prese la tuba, prese il bastone, diede alcune lire al barbiere, guardò l'ora sulla "cipolla" e disse: " Signori, è stato un piacere e auguro a tutti voi na bona jurnata, a voi giuvinotti visto che mi trovo cà e se nun vi avisse verè chiù pè oggi (se non vi dovessi più vedere per oggi ) vi auguro anche una buona notte a voi, a mammà e pure a papà... vvà...ullallà".

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