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La vera felicità
Scritto da Amorcita
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 19/06/2018, Pubblicato il 19/06/2018 20.55.12, Ultima modifica il 19/06/2018 20.55.12
Codice testo: 1962018205512 | Letto 90 volte

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Nota dell'autore Amorcita:
E' un mio convincimento personale...può essere che qualcuno la pensi come me, chissà?

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Esistesse il famoso mago della lampada e mi dicesse: “ posso darti la felicità, devi solo scegliere quale, fra le tante che ho a disposizione “, non avrei dubbi.
Quante felicità esistono? Beh, ne esistono parecchie, ma posso riassumerle come appartenenti a tre grosse famiglie:
La Felicità Egoista: è la peggiore che esiste, quella che alla fine, per bene che vada, finirà in tragedia.
Io, quella, proprio non la vorrei. La felicità egoista vuole tutto per sé e non si preoccupa di fare tabula rasa della vita altrui. Un esempio per tutti lo abbiamo con quei meschini industriali dell'edilizia che si sfregano le mani per un terremoto, pensando che loro avranno enormi guadagni nella ricostruzione delle case di povera gente che ha perduto tutto, anche la vita di alcuni familiari.
Mors tua, vita mea è il peggiore dei motti latini, è di una meschinità che denota come coloro che la pensano in questo modo appartengano a quella purtroppo numerosa famiglia che sogna una felicità egoista.
La Felicità dei Fortunati: a questa appartengono le persone che si sentirebbero felici solo se un colpo di fortuna facesse avere loro quello che sognano da sempre. Come ovvia conseguenza, essendo legati alla fortuna, questi sogni riguardano solo e soltanto l'effimero, mai la profonda ragione dell'esistenza. E così questa fortuna è sempre rivolta a grandi vincite di denaro, convinti come sono, costoro, che la felicità dipenda da quello.
La Felicità Altruista: è la migliore delle felicità, quella più vera, più duratura, più spirituale. Essere felici perché sono felici gli altri, quelli che ami o che vivono vicino a te, ma anche chi non conosci e tuttavia sai che stanno soffrendo. Ecco, io vorrei questo tipo di felicità, e vi garantisco che non è retorica questa mia. Io, nel mio piccolo, cerco di avvicinarmi a questo modello facendo in modo di far felice l'uomo che amo, anche quando si fa l'amore. Godere, gioire, sentirsi appagata e felice perché sei consapevole che quello che stai facendo rende felice la persona amata, è la vera felicità, anche nell'atto sessuale. Chi non la pensa così, non sa cos'è l'amore.

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