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Un treno per Karalis
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria narrativa, genere
Scritto il 20/10/2017, pubblicato il 20/10/2017, ultima modifica il 21/10/2017
Letto 79 volte

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Nota dell'autore: Un treno per Karalis

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Leo e Sofia seduti nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di San Gavino attendono il treno che li porterà nella zona franca di Karalis. Le strade per uscire dal paese erano state chiuse dall’esercito con dei posti di blocco, le altre strade secondarie che Leo conosceva erano bloccate da auto abbandonate, l’unico modo per lasciare Sangaimo era attraverso la sua stazione ferroviaria. Quando erano arrivati avevano subito constatato che presieduta da diversi soldati e da tre grossi robot, due Meka dell’esercito e uno viola molto diverso dagli altri due. Leo parcheggia la macchina e insieme alla bambina attraversano il varco creato dai soldati per accedere alla stazione.
Una folla di gente invadeva la sala d’aspetto e le fermate dei binari. Leo era riuscito a trovare un posticino a sedere per la piccola Sofia in una panchina dove erano sedute tre signore, la più anziana si era offerta di prendere in braccio la piccola Sofia. Leo guarda la televisione della sala che trasmette il telegiornale di ItalNetwork, il giornalista vestito con una giacca e cravatta nera annuncia, “… Sardegna essere o non essere? Chiediamo un opinione alla gente di Milano …”, la giornalista inviata ferma in mezzo alla strada un signore di circa mezza età con due grossi baffoni bianchi, “cosa ne pensa della quarantena nella seconda grande isola?”, l’uomo risponde con rabbia,”… l’isola è infettata dal blue virus e questo è fuori discussione!!! Una bella bomba nucleare e sistemerà tutto e problema risolto!!” , la giornalista ferma un ragazzo vestito da manager , “ Se il governo volesse buttare una bomba nucleare in Sardegna per eliminare una volta per tutte l’infezione io mi troverei d’accordo, d’ altra parte è un piccolo sacrificio per il bene di tutti! Sappiamo bene che i sardi sono una razza inferiore che non spicca d’intelligenza, quindi secondo il mio modesto parere non sarebbe una gran perdita!”, il giornalista in studio “ … mmmh!, Interessante prospettiva”, la giornalista ferma una signora all’uscita di un negozio di alta moda, “ Cosa vuoi che ti dica cara, la Sardegna è un isola mediocre, quando ero piccola era molto popolare per le sue belle spiagge, prima del grande inquinamento del Mediterraneo, ma adesso non è più di un luogo qualunque del terzo mondo …”, la giornalista commenta sorridendo, “insomma tutti guerrafondai”, poi si rivolge direttamente alla telecamera, “ … questo è quello che pensa la gente di Milano, a voi studio!”.

“Si grazie Micky … mmh! … ok?! Dalla regia mi fanno segno che sta parlando il presidente Bonzi da Palazzo Montecitorio, sede del parlamento, riguardo appunto la situazione della seconda grande isola …”, le immagini passano all’aula parlamentare dove oltre i deputati sono presenti molti giornalisti, il presidente dal pulpito con voce dolorosa annuncia: “Amici concittadini dobbiamo insieme risolvere un problema, l’infezione ha colpito la nostra seconda grande isola e la situazione sta andando velocemente fuori controllo, abbiamo perso diversi centri urbani dell’isola e le nostre difese vacillano, l’esercito e la polizia con il grande aiuto delle milizie della CyCorp stanno cercando di arginare il fenomeno, ma qual’ora entro una settimana non si riesce a riportare la situazione alla normalità il governo italiano, per evitare che l’infezione esca dall’isola e ci raggiunga, sarà costretto a prendere provvedimenti importanti, oramai come ci fanno sapere i nostri scienziati, il Blue Virus è mutato ed è diventato molto più aggressivo di quanto ci si aspettava …”, il presidente prende un bicchiere d’acqua e in un solo sorso ne beve il contenuto, “ Come ultima opzione, ma ripeto solo come ultima opzione valuteremo di utilizzare la bomba GHX che distruggerà ogni forma organica dell’isola. Lo so è una decisone drastica quella di sacrificare tante persone che magari non sono state infettate. Ma vi chiedo di guardarvi intorno, guardate i vostri familiari, amici e tutte le persone che volete bene, ecco ora chiedetevi, se non facciamo niente quanto ci vorrà perché l’infezione dell’ HRV arrivi anche qui da noi? Dentro le nostre case ? ”, una pausa poi riprende, “Io continuerò a pregare Dio che la situazione si risolva entro una settimana a partire da oggi, intanto continueremo a imporre la quarantena e nessuno, dico nessuno potrà lasciare l’isola … Ci sono domande?”, una giornalista si alza in piedi e urla verso il presidente, “ritiene che l’ HRV sia un arma batteriologica sfuggita di mano dai laboratori della Limba inc ? Perché anche due anni fa l’ Isola d’ Elba fu messa in quarantena è poi disinfestata dopo una settimana … se si ricorda!”, “Le indagini stanno proseguendo, ancora non siamo sicuri che dipenda da una noncuranza dei laboratori della Limba inc!”, un anziano giornalista domanda, “ Presidente ma non ritiene che una settimana sia troppo poco per dare il tempo alle autorità di risolvere il problema in Sardegna?”, “Si potrebbe sembrare poco il tempo che il governo ha concesso, ma la situazione sta degenerando già da molto tempo, da mesi la polizia e i sanitari dell’ Esl cercavano di mettere un freno al dilagare del virus ma purtroppo tutti i tentativi sono falliti e il virus a infettato tantissime persone che poi a loro volta ne hanno infettato altre ad una velocità che non ci ha dato il tempo di trovare nuove strategie per arginare questa pandemia!”.
Leo sente degli spari provenienti dall’ esterno della stazione, molta gente cerca di guardare da fuori le vetrate della stazione per capire da dove vengono colpi di arma da fuoco. I tre grossi robot iniziano a sparare con i loro grossi cannoni mitragliatori , anche i soldati da dietro i sacchi di sabbia che formano una specie di muro di difesa iniziano a sparare con le loro mitragliatrici in dotazione, Leo sentiva le urla di un ufficiale dell’esercito che impartiva degli ordini, “ …. Sparate non lasciateli avvicinare!!! Dobbiamo difendere questa gente!!! … Concentrate il fuoco al centro della folla … Saranno costretti a passare da quella strada perché le altre sono chiuse con il filo spinato!!! ….”, intanto i grossi robot Meka si erano messi tutti e tre affiancati e sparavano senza tregua. Leo come tutti non riusciva a vedere distintamente a cosa stavano sparando, ma sembrava che si stava avvicinando una vera e propria marea di persone, dagli altoparlanti della stazione una voce annuncia, “ il treno della compagnia Hyperloop è in arrivo al binario tre! Direzione stazione di Karalis! In via eccezionale anche i treni della compagnia Elon Free sono in arrivo al binario quattro e cinque! Direzione stazione di Karalis!”. Leo ringrazia l’anziana signora che aveva tenuto in braccio la bambina, la prende in braccio, “Sofy andiamo abbiamo un treno da prendere!”, intanto dall’ esterno i colpi d’arma da fuoco continuavano senza sosta, “Annuncio d’ Emergenza! Si pregano i signori viaggiatori di recarsi immediatamente nei binari tre, quattro e cinque, la stazione di Sangaimo deve essere evacuata!”. Leo capisce che la situazione è più che grave, con la piccola Sofia in braccio inizia a correre circondato da una folla di gente verso i sotto passaggi, superano alcuni poliziotti che con le pistole in mano urlano a tutti di sbrigarsi, “zio dove andiamo?”, “andiamo a prendere il treno Hyperloop al binario tre!”, risponde Leo con voce urgente, intanto molte persone correndo iniziano a salire le scale che portano al binario tre, “zio prendiamo il treno Elon, papà lo prendeva sempre per andare a lavoro e una volta mi aveva portato con lui a Karalis …”, l’uomo stava per salire le scale del binario tre, poi decide di accontentare la bambina, “Va bene Sofy prendiamo quello del binario cinque!”, prosegue nel sottopassaggio , sale la scala che porta al binario cinque intanto arriva il treno del binario tre, la gente si affolla agli ingressi ma le portiere elettroniche del treno non si aprono, molti iniziano battere i pugni contro le portiere, in molti urlano“aprite queste cazzo di porte stronzi!!!”, molti iniziano a tirare calci al treno, “bastardi! Apriteci!!!”, intanto i poliziotti all’ingresso dei sotto passaggi iniziano a sparare con le loro mitragliatrici, Leo sente anche le loro urla in lontananza, “ … porca puttana sono arrivati fin qui, hanno superato le difese dell’esercito …”, “… bastardo mi ha morso figlio di puttana!!!”. I due treni della Elon Free arrivano ai binari, le portiere si aprono e la gente si butta lateralmente dentro in cerca di salvezza, intanto dal binario tre arriva un annuncio, una voce elettronica femminile, “Malfunzionamento delle portiere d’ingresso, la compagnia Hyperloop si scusa per il disaggio!”. Finalmente le portiere del treno si aprono ma oramai è troppo tardi un gruppo di infetti raggiunge le persone del binario tre e iniziano ad assalirli mordendo e graffiando chiunque si trovano d’avanti, alcune persone si buttano nei binari per raggiungere il treno del binario quattro ma rimangono folgorati da una scarica elettrica, intanto le portiere dei treni della Elon Free si chiudono, Leo trova due posti a sedere, una rassicurante voce elettronica maschile annuncia, “E’ in partenza il treno della compagnia Elon Free, destinazione Karalis! Grazie per aver scelto la nostra compagnia!”.
Leo guarda da fuori il finestrino, il treno del binario tre è ancora fermo, vede delle persone che lottano contro gli infetti per non lasciarsi morsicare, poi mentre il treno si allontana dalla stazione intravede la difesa dell’esercito sopraffatta, non c’è più nessuno anche i tre grossi robot sono spariti, tante persone infette vagano tra la stazione e i parcheggi delle auto, guarda la bambina seduta affianco a se che gli sorride, l’uomo tira un sospiro di sollievo.

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