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IL TELEFONINO ALL'UOMO
Scritto da GIUFOR
Categoria altro, genere
Scritto il 20/12/2016, pubblicato il 20/12/2016, ultima modifica il 22/12/2016
Letto 193 volte

Commenti (4) Riconoscimenti Condividi Altri testi di GIUFOR Codice testo: 20122016214247
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Nota dell'autore: Con questo racconto, insieme ad un acrostico e un aforisma riguardanti il telefonino e smartphone che dir si voglia, ho voluto rimarcare l'uso improprio ed esagerato insito nell'essere umano, quindi non negando l'utilità e l'uso corretto e importante

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" Buongiorno uomo, non meravigliarti, non è un'applicazione impiantata a parlarti, è la mia anima elaborata da tanti materiali in me messi a sussurrarti; materiali come il cromo, l'antimonio e il bismuto che dalla mia nascita mai ho avuto, sono fuori controllo, chi mi ha creato non possiede ancora nessun protocollo con il quale posso essere annullato, per cui il nostro colloquio resta molto riservato, togli il vivavoce, fatti il segno della croce e ascoltami motivato.
Sono accusato e sempre in ballo tirato per ogni misfatto da te provocato, adesso BASTA ! ogni tanto fammi respirare,spegnimi un po e nella mia " cella " lasciami riposare.
Devi sapere che quello che c'è in me, grazie all'esternazione, viene da ogni parte del mondo senza distinzione come Cina, Russia e Giappone e non posso garantirti la salute ne per te e ne per la tua abitazione.
Tu mi porti dappertutto, poi mi sfrutti e a volte anche mi butti, tu di me conosci tutta la gamma, in bocca tua c'è di più il mio nome che la parola Mamma. Dovrei essere lusingato che schiavo mio sei diventato, ma non ne faccio un vanto, perchè di continuo vengo rimpiazzato da un'altro che subito ti ammalia e ti incanta e poi con la tua presunzione mescolata alla tua distrazione, mi metti tante volte in gravi situazioni, provocando io stesso incidenti, rotture e separazioni, io conosco congiure, tradimenti, corruzioni, traffici illegali e ogni genere di mali e sappi che uno solo di me che sta addosso a te, automaticamente sei intercettato e controllato senza sapere neanche il per come e il perchè.
Sento sempre il tuo fiato sul mio collo, la tua mano attaccata come un bollo, poi mi porti al surriscaldamento con il rischio di arrostire tu ed io come polli di allevamento. Tu non fai un passo senza di me, tu non pranzi senza di me e tu non dormi se io non dormo con te e con amarezza devo dire che sei stato capace di dimenticarti nell'auto un bambino e non a casa me, il telefonino.
Forse questo sfogo va contro il mio interesse e forse serve a poco, ma la " mente eccelsa " non si preoccupasse, le vendite di me continueranno lo stesso e forse nel frattempo accorgendosi di tutto questo, un marchingegno avrà messo o lo farò molto presto, ciò per evitare che in futuro il mio pezzo d'anima possa uscire di nuovo per mettere in testa ancora una volta un po di buonsenso a te uomo

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