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Domani? Non so...
Scritto da Simona Antares
Categoria: Narrativa
Scritto il 20/04/2015, Pubblicato il 20/04/2015, Ultima modifica il 20/04/2015
Codice testo: 2042015164058 | Letto 903 volte

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L’'albero stava già mettendo le sue prime foglioline. Sotto, il tiepido sole già emanava il suo calore sulle piastrelle color bronzo del pavimento.
La ragazza dai lunghi capelli castani e dagli occhi verde smeraldo emise un profondo sospiro.
Si guardò attorno. Prima di quel giorno non era mai entrata in quel bar e si domandò perché avesse deciso di farlo ora, di dare un appuntamento a Marco proprio lì, in quel sudicio locale.
Ripensò a lui, alla sua telefonata di qualche giorno prima, alla sua voce calda e suadente…d’altra parte, quando aveva deciso di cedere per la seconda volta alle sue incalzanti richieste di poterla rivedere almeno una volta, per l’ultima volta, aveva deciso di scegliere un posto che fosse più vicino possibile alla sua abitazione, ma allo stesso tempo che fosse anche un po’ appartato e quel bar era l’unico luogo che rispondeva alle sue esigenze.
Era in anticipo come sempre(la puntualità era uno dei suoi pochi pregi) sull’ora dell’appuntamento. Lui non era ancora arrivato e perciò scelse di aspettarlo standosene seduta comodamente a un tavolino all’aperto.
Quando la cameriera le porto il caffè che aveva ordinato, la ragazza cominciò a mescolare a lungo e lentamente lo zucchero con il cucchiaino, pensando alla prima volta che l’aveva incontrato.
Si erano conosciuti esattamente un anno e mezzo fa frequentando una delle tante chat che si trovano su internet e, per svariati mesi si erano incontrati solo di notte, come due amanti clandestini, ciascuno chiuso nella propria stanza davanti al proprio monitor.
Erano poi arrivati gli scambi di fotografie, di indirizzi, di numeri di cellulare ai quali, in breve tempo, aveva fatto seguito il primo appuntamento per incontrarsi nel mondo reale, anche se era ben consapevole del fatto che fra loro non sarebbe mai potuto nascere nulla, che erano entrambi impegnati, che amavano i loro rispettivi compagni e che, per nessun motivo al mondo, avrebbero distrutto le loro vite serene.
Quel giorno lui era arrivato in treno e anche quel giorno lei lo aveva aspettato seduta a un tavolino di un piccolo bar come ora, bevendo il suo caffè macchiato e mescolando lentamente lo zucchero, come se questo rappresentasse per lei una specie di rito per rilassarsi e tenere a bada l’ansia del primo appuntamento.
“Simona…”
Nei suoi trentacinque anni di vita l’avevano chiamata spesso in molti e il suono del proprio nome lo conosceva fin troppo bene, ma stavolta c’era qualcosa di diverso, sentiva dentro di sé qualcosa di diverso…era il brivido di sentirlo nominare per la prima volta da lui, dalla sua voce…
“Simona…”
Nel preciso istante in cui aveva udito la sua voce e aveva sollevato curiosa i suoi occhi dalla tazzina del caffè, aveva capito quello che sarebbe successo tra loro e che le loro vite, dopo quel giorno, sarebbero cambiate per sempre.
In quella calda mattina di fine Giugno, in quel piccolo bar di periferia, i loro sguardi si erano incrociati come per incanto e lei si era ritrovata, all’improvviso, con il suo mondo così perfetto e tranquillo completamente stravolto.
Il suo corpo aveva avvertito subito l’irrefrenabile desiderio di essere completamente sua…in un brevissimo istante tutte le sue certezze erano crollate come un castello di carta…non le era mai capitato di provare delle sensazioni così intense.
Erano andati in un hotel e tra loro era subito scoppiata la passione; si amarono a lungo e intensamente e tutto fu per loro naturale, senza alcun imbarazzo, come se si conoscessero e si amassero da sempre.
Dopo quel primo e profondo appuntamento ne seguirono degli altri di eguale intensità, ma ben presto si accorsero che la loro storia non poteva continuare, erano troppo diversi caratterialmente e cominciarono ben presto a non amarsi più, a non dialogare più, fino ad arrivare a odiarsi a vicenda.
Con il trascorrere del tempo si erano resi conto entrambi che non provavano più quel trasporto, quell’emozione che li aveva travolti il giorno del loro primo incontro…quella voce che le aveva scaturito quella magnifica alchimia se ne era andata via per sempre, si era del tutto affievolita fino a trasformarsi in un’arma a doppio taglio.
“Mi domando perché voglia vedermi proprio adesso…” disse tra sé Simona, emettendo di nuovo un lungo e profondo sospiro.
“Come ci si sente quando finisce un amore?” si chiese tra sé mentre giocherellava con il cucchiaino appoggiato sul tavolino davanti a lei, il suo passatempo contro la snervante attesa.
Lei ora lo sapeva, non lo amava più, non lo aveva mai amato realmente, la loro era stata solo un’effimera passione scioltasi in breve tempo come neve al sole.
Finalmente, dopo un’altra interminabile ora d’attesa, capì che stare ancora seduta ad aspettarlo era inutile; l’ora dell’incontro era ormai passata da un bel pezzo e in cuor suo sapeva benissimo che lui non si sarebbe più presentato, il suo cellulare era inesorabilmente chiuso e l’unica cosa che poteva fare era dimenticare, dimenticare per sempre.
Pagò il suo caffè, si alzò dal tavolo e si avviò verso la sua auto.
Mentre camminava veloce verso il parcheggio dove aveva lasciato la sua automobile, si accorse di avere un’irrefrenabile voglia di piangere, ma di avere anche, nonostante tutto, una gran voglia di ricominciare tutto daccapo.
Cosa l’aspettava il domani? Non lo sapeva, sapeva soltanto che quella storia d’amore era finita per sempre. Doverne prendere atto in modo così drastico le provocava un profondo dolore e tanta malinconia, ma era del tutto inutile, ormai, piangerci sopra, doveva soltanto dimenticare in fretta quello che le era successo, rimettere insieme i minuscoli frammenti del suo cuore andati in frantumi e riprendere la vita nel suo piccolo e tranquillo mondo.
Non sarebbe stato facile, avrebbe dovuto lottare molto e per molto tempo, ma ci sarebbe riuscita, a ogni costo.
“Il domani non esiste, per me ora c’è solo il presente” disse a voce alta, mentre la sua auto si allontanava di corsa dai suoi fantasmi del passato.

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