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Il mio saluto al Tosco
Scritto da oxun
Categoria: Epistolare
Scritto il 20/08/2018, Pubblicato il 20/08/2018 16.34.51, Ultima modifica il 20/08/2018 16.44.15
Codice testo: 2082018163451 | Letto 179 volte

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Sai, Tosco, questo te lo devo. A parte i miei primi anni su Ali, io e te abbiamo avuto pochi contatti, ma quei pochi sono sempre stati gradevoli, anche quando ti sei impuntato sulla questione delle pergamene e io non riuscivo a capire il tuo punto di vista. Anche allora, però, massimo rispetto, nonostante il granito della mia testaccia sarda e la tua indole di toscanaccio che certo non le manda a dire. Se ne sono viste parecchie, qui su Ali. Scontri duri e inutili che finivano sempre nel nulla perché, per fortuna, fuori dal web esiste anche la vita quotidiana con le sue gioie e i suoi fastidi.
Devo anche dirti che non amo particolarmente i sonetti e la rima in genere, ma ne so riconoscere la bellezza quando la incontro e nelle tue poesie, quando non ironizzi su qualcosa o su qualcuno, ne ho vista molta.
Non entro in merito agli avvenimenti ultimi, non ho voglia di vuote polemiche o di scontri assurdi, ma devo rendere omaggio (e perdonami se lo faccio in questo modo misero) al tuo verseggiare che, nonostante sia chiuso nelle rigide regole del numero delle sillabe, ha una sua bellezza per nulla dissimile da altre forme di poesia. A discutere su quale sia la forma perfetta della poesia non si viene a capo di nulla. Ci hanno già provato fior di cervelli e non intendo certo provarci io, ma posso dire che tutto quello che si sente il bisogno di rileggere perché comunica qualcosa, beh, diciamolo pure, è poesia. E' poesia anche quella che fa il mio nipotino quando racconta le sue avventure immaginarie, o quella della vecchia signora che accarezza con dolcezza il suo cane.
La parola scritta ha i suoi limiti, ma se uno è bravo, se sa comunicare quel che vede e prova con la stessa intensità con cui vede e sente, io non esito a definire questo poesia. Ti lascio un saluto, se tu permetti, amichevole, e tutto il mio rispetto per quello che reputo un uomo che ha sempre detto quel che pensava senza nascondersi dietro alla luna. Potrei spedirti quel che ho scritto come messaggio privato, ma preferisco pubblicarlo, perché così resta anche a me. Una sorta di onore delle armi ad uno scrittore che, forse, è di un'altra scuola, ma di quella scuola è comunque uno dei migliori.
Buona vita, Tosco, sia che tu resti, sia che tu abbandoni Ali. So che non risponderai, e non è infatti necessario, ma so che leggerai. Ripeto, questo ti era dovuto. Spero non ti dispiaccia un abbraccio virtuale, un grande abbraccio grande.

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