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Incubi
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria narrativa, genere
Scritto il 21/10/2017, pubblicato il 21/10/2017, ultima modifica il 21/10/2017
Letto 51 volte

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Leo conosceva quel viso, ma non ricordava doveva l’aveva visto, non ricordava il suo nome. La donna li osservava con quegli occhi azzurro ghiaccio e sorrideva con un sorriso dolce e comprensivo, il suo vestito di colore viola con stampe di fiori di tanti colori trasmetteva una certa serenità, sembrava che la sua attenzione fosse rivolta principalmente alla bambina affianca lui, la piccola parla con voce stupita, “assomiglia tanto alla mamma!”, improvvisamente l’abito cambia in un abito tipico abito delle donne manager alla moda, una giacca color viola con sotto una camicia nera e una gonna corta sempre di color viola. La donna cambia espressione del viso, un espressione seria quasi arrabbiata, la bambina rivolgendosi direttamente a lui dice spaventata, “zio mi vuole portare via, non permetterglielo!”. Improvvisamente davanti alla donna appare un uomo con una divisa viola con un simbolo di una Cy intrecciate nelle maniche della divisa. L’uomo molto alto e robusto sta fermo a una decina di metri davanti a lui e li fissa con sguardo minaccioso, Leo cerca la mano della bambina per scappare ma la piccola è sparita, con stupore vede che la bambina è tenuta per mano dalla strana donna, la bambina urla piangendo, “ziooooo!!!”, la donna si gira e inizia a trascinarsela dietro con l’intento di potarsela via. Leo inizia a correre, sa che deve affrontare quel grosso energumeno con quella strana divisa viola, ma il soldato tira fuori una pistola, Leo non ha paura e contina a correre, vuole riprendersi la bambina, il soldato spara e subito sente un bruciore al petto.
“Ehi amico hai fatto un brutto sogno”, Leo si sveglia con una sensazione di soffocamento che gli sale dal petto, l’uomo che aveva parlato era seduto davanti a lui, poi si gira per cercare la piccola Sofia che con sollievo la vede seduta nella poltroncina affianco, intanto dal finestrino del treno scorre un paesaggio di campagna. La piccola Sofia gli parla divertita, “hai fatto un brutto sogno zio?”, Leo risponde un po’ perplesso, “si, credo proprio di si”, l’uomo seduto davanti a lui afferma divertito, “bhe! Amico mentre dormivi ti stavi lamentando , certo avresti anche ragione a fare incubi … Il mondo sta andando a puttane e ce poco da stare sereni”, poi guarda la piccola e sorridendo gli dice, “sai sono sempre stato maleducato, tu però piccola non ripetere le parolacce, le signorinelle per bene non lo fanno”, Sofia annuisce sorridendo a quell’uomo cosi grande e grosso e trasandato che sembrava quasi un barbone disperato, “come ti chiami signore?”, chiede la bambina, l’uomo fa uno sbadiglio e risponde con cortesia, “Alberto cara”, la bambina era incuriosita e prosegue, “che lavoro fai?”, l’uomo risponde tranquillamente, “ero un poliziotto, poi ho fatto una cosa molto cattiva e mi hanno mandato via”, “cosa hai fatto?”, Leo interrompe la piccola, “smettila di fare domande impertinenti al signore, non disturbarlo!” , l’uomo si rivolge al Leo, non si preoccupi non mi disturba, ma il sogno gli aveva messo una certa ansia addosso e ad un tratto un pensiero li passa per la mente, prende da terra lo zainetto, l’unico bagaglio che era riuscito a portarsi dietro quando avevano evacuato la stazione di San Gavino in fretta e in furia, infila la mano dentro le dita sfiorano il freddo metallo della pistola, sente un certo sollievo. “Adesso si sente più tranquillo che ha trovato l’arma?”, Leo guarda l’uomo, “come fa a saperlo?”, poi in un tono sgarbato che stupisce se stesso aggiunge, “se una specie di mago del cazzo?”, Alberto risponde con tono sereno ma decciso,”Ho visto l’espressione del tuo viso come è cambiata, vedi è sicuramente la stessa che ho io quando sento che la cara baby è sempre con me”, poi sposta l’impermeabile il tanto per far vedere una fondina sotto ascellare con una grossa pistola a tamburo, “senti amico mi siete simpatici quindi ti do un consiglio … Appena puoi senza farti vedere mettitela nella tasca del giubbotto o meglio ancora dietro la cintura, così è pronta perché se ti attacca uno di quegli infetti del cazzo non avrai il tempo di aprire lo zaino e prenderla”, Leo annuisce, in quel momento pensa che in effetti era un buon consiglio.
Dagli altoparlanti del treno una voce annuncia, “Annuncio d’emergenza! Per ordine delle autorità governative il treno farà capolinea nella stazione di Decimo, non perseguirà per la stazione di Karalis. Inoltre le si comunica che all’arrivo alla stazione di Decimo i signori passeggeri dovranno recarsi nei presidi sanitari dove, a seguito di una breve visita sanitaria, sarà rilasciato un permesso medico per poter superare il cordone sanitario e poter accedere nella zona franca di Karalis! Prossima fermata stazione di Decimo. La compagnia Elon Free vi ringrazia e vi augura un buon proseguimento del vostro viaggio!”.

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