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Vita e morte di Gesù. Prima predicazione
Scritto da Nulla
Categoria: Opinione
Scritto il 21/08/2010, Pubblicato il 21/08/2010, Ultima modifica il 30/03/2016
Codice testo: 2182010215757 | Letto 4249 volte

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Nota dell'autore Nulla:
Dialoghi di fantasia, episodi tratti dal Vangelo.

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Come scritto nel preambolo, in molti punti gli evangelisti hanno aggiunto dei sovrastrati messi per evitare persecuzioni a chi fosse scoperto in possesso di un Vangelo, e per sfumare le verità che non potevano essere divulgate subito. Però L'uomo, col suo inchiostro può vergare altre parole sopra le parole di Dio.
Ma le parole di Dio, sono incise nella pietra: nessun inchiostro umano le potrà mai cancellare.
Anche se, nella prima parte della vita di Cristo, il Vangelo e la ricerca scientifica danno un racconto pressoché identico.
Ma mi è doveroso premettere a questa e alle successive tre puntate che la ricostruzione scientifica della vera storia di Gesù, non lede in nessun punto i dogmi di fede, che stanno su tutt'altro piano.
Contrariamente a quanto molti credono, la chiesa ritiene testo ispirato solo tutto ciò che ha carattere religioso ed escatologico, non la cronologia e la cronaca degli avvenimenti profani. Sostenere il contrario equivarrebbe a sostenere che il sole giri attorno alla terra perché Gesué gli avrebbe ordinato di fermarsi.)
(Ps: il racconto è autentico nei minimi particolari. Naturalmente, i singoli episodi, dialoghi e pensieri, sono solamente dedotti)


Monte degli Olivi 15 Nissan 3792 (27 Aprile 31 dC) Copiose gocce di sudore scendevano dalla fronte di Cristo, nelle orecchie aveva ancora le grida della folla osannante, se scuoteva la tunica, poteva ancora sentire il profumo del nardo che Miryam gli aveva versato sul capo per ungerlo re, Re era stato per un giorno, già da lontano si udiva il passodi quelli che venivano ad arrestarlo, attorno a lui un parvo pugno di fedelissimi con le spade sguainate. Anche se, fin dalla sua nascita per uno strano gioco di stelle si vociferava che lui fosse il Messia destinato ad edificare l'eterno regno di Israele, per molti anni non aveva dato importanza a queste voci; poi tutto era iniziato una sera che aveva cambiato la sua vita:
Cafarnao, 10 Nissan 3789: Dopo aver chiesto all'oste di Yeoshua ben Yosef,(1*) i due uomini si avvicinarono ad un tavolo dove un uomo di bell'aspetto sulla trentina stava seduto con alcuni amici. Si avvicinarono e gli chiesero:
"Sei tu Yeoshua Ben Yosef?"
"Sono io; ma chiamatemi Iesus"
L'uomo che aveva posto la domanda riprese: "Io sono Andrah Ben Yohonan (2*) e questo è mio fratello Shim'on Barjeda (3*) siamo venuti da parte di tuo cugino Yohanan Lehatbil Ben Zekharia" 4*
"Mio cugino Giovanni, quello invasato" Disse Gesù rivolto ai suoi amici, quindi rivoltosi nuovamente ai due disse:
"Ditemi ciò che siete venuti a dire. " Un suo amico aggiunse:
"Però vi avviso: se siete venuti a parlare di mangiare e bere, faremo una bella chiacchierata. Ma se siete venuti a parlare di digiuni, di sacrifici, di espiazione, vi ascolteremo, ma vi lasceremo parlare da soli" (5*)
Forse il messaggio che portavano era convincente, o forse riuscirono ad incuriosirlo, tre giorni dopo, alla foce di un Wadi Gesù era fra la folla che ascoltava un infuocato discorso di Yohanan Lehatbil:
"Ma non sentite il fetore di lercio che sale fin dalla terra? Non sentite questo lezzo che da Yerushalayim si effonde per tutto il paese? Nel tempio non si adora più Elion, l'altissimo, colui il cui nome non si può neppure pronunciare, ma si uccidono animali per i banchetti che i sacerdoti fanno coi romani. Il trono dell'Altissimo è stato trasformato in un postribolo, in un covo di meretrici e mercanti.
Ma il giorno dell'ira è vicino: Sara giorno di lutto sarà giorno di sangue quel giorno, solo chi sarà trovato purificato dall'acqua di questo fiume potrà sperare nella clemenza divina, in quel giorno tutti gli empi, e reprobi, i peccatori, il fango la pula della terra, saranno spazzati via!"
"Chiedo di essere battezzato" Pronunciò Gesù con voce sonora e decisa.
Yohanan volse lo sguardo verso il punto in cui proveniva la voce, e notata l'alta figura dell'uomo che stava fra Shim'on ed Andrah, comprese chi fosse e con voce tonante disse:
"Ineh adam iesh et ha et asher mahafrid et ha chitah min ha motz" 6*
superato un istante di incertezza, Gesù si fece avanti, entrò nell'acqua del Giordano, si inginocchiò, e Yohanan Lehatbil da una conchiglia gli versò l'acqua sul capo.
Quella sera medesima, Gesù prese accordi con Shim'on, Andrah ed altri cinque o sei discepoli di Yohanan. Si avviarono, camminarono tutta notte con solo brevi pause di riposo, al mattino entrarono in Gerusalemme. Nel cortile del tempio la solita frenetica attività: mercanti che vendevano animali per olocausti, prostitute, cambiavalute, pellegrini, sacerdoti incaricati di ricevere il denaro che veniva depositato nei forzieri del tempio.
Il drappello di uomini guidati da Gesù irruppe in mezzo a loro come una furia, con fruste e bastoni colpirono i mercanti mentre liberavano gli animali, rovesciarono le bancarelle dei cambiavalute, gridando: Adonai non vuole il sangue degli animali! Adonai non vuole l'argento delle offerte! Adonai vuole il pentimento per i vostri peccati, vuole la vostra virtù, vuole la giustizia vuole che vi battezziate. Durò un paio di minuti, Improvvisi come erano apparsi gli incursori sparirono, e prima che qualcuno potesse inseguirli avevano già lasciato la città.
Il nome di Gesù corse sula bocca di tutti i seguaci di Yohanan e fra gli abitanti dei villaggi, ovunque si fermava, molti gli chiedevano di essere battezzati, e lui li faceva battezzare ai suoi discepoli in nome del lehatbil.
Ma quando ritornò da Yohanan, questi lodò la sua incursione al tempio, ma soggiunse:
"Mi hanno detto che battezzi prostitute, pubblicani, peccatori. Cosa tieni a fare la pala se poi getti pula e grano nello stesso mucchio?"
"Non hai battezzato tu stesso prostitute e peccatori?"
"Si - rispose Yohanan; ma io battezzo solo chi abbandona la vecchia via, tu perdoni i peccati anche tre volte al giorno"
"Forse ciò che voi chiamate pula, nel regno di Yhwh è chiamata grano. E forse ciò che voi chiamate grano, nel regno di Yhwh è pula"
Yohanan rimase sconcertato e non rispose. Ma subito dopo, diversi discepoli di Yohanan lo aggredirono verbalmente con estrema rudezza.
Allontanatosi dal gruppo, la sera stessa seppe che Yohanan era stato arrestato dai soldati di Erode Antipa.
Quella notte non riuscì a dormire, la mattina dopo prima che sorgesse l'alba, lasciò tutti, e portata con sé solo un otre d'acqua si avviò verso il deserto. Trovata una sistemazione in un piccolo avvallamento si prostrò a terra e cominciò a pregare e rivolgere domande al cielo:
"Chi sono io? Come posso sapere se ho ricevuto un tuo incarico, se sono il tuo messia? Che segni mi hai dato? Giochi di stelle, dicerie sul mio concepimento, la madre di Yohanan che ha detto di aver percepito una presenza sacra in mia madre: Ma è abbastanza? Se io sono colui che dovrà portare il tuo regno, perché neppure chi sta spianando la strada alla venuta del Messia, condivide la mia scelta di guardare ai cuori e non al rispetto della legge? Perché se la tua legge è la tua giustizia, tu non l'hai incisa nel mio cuore?
Dal cielo, non giungeva nessuna risposta, ma la sera il deserto si riempiva di voci. Alcune erano solo effetto di vento sulle rocce, echi lontani, ma altre erano, o perlomeno parevano, vere voci umane che uscivano da oscuri anfratti:
"Yeoshua, Yeoshua: perché ti ostini a parlare con un Dio fatto di aria e di vuoto?"
"Vattene satana! Vattene Tentatore!" Ma le sue parole si perdevano nel vento, e la misteriosa voce ritornava:
"Perché ti ostini ad adorare un dio la cui giustizia avrebbe fatto lapidare tua madre prima che tu nascessi? Come puoi adorare un dio che ti voleva morto prima di nascere?" Ancora lui gridava, ed ancora la sua voce si perdeva nel vento, e la voce del deserto ritornava ancora più forte:
"Yeoshua: Il tuo cuore ti dice forse di stabilire un regno per i soli osservanti della legge? Per i primi? Per coloro che seggono in alto? Il tuo cuore non batte invece per gli ultimi? Non batte forse per i poveri, le prostitute, le adultere, i pubblicani, i samaritani, per tutti coloro che i sacerdoti del tuo dio chiamano pula. Chinati a baciarmi un calzare ed io ti darò centomila spade per instaurare il tuo regno, per piegare ai tuoi piedi tutti i regni della terra."
Infine cadeva addormentato, e le voci ritornavano in sogno, per quietarsi nella luce del mattino e riprendere alle prime ombre della notte.

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