Tutti i testi  |  Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


Flashback: La coda dell’asino
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria narrativa, genere
Scritto il 22/10/2017, pubblicato il 22/10/2017, ultima modifica il 22/10/2017
Letto 58 volte

Commenti (2) Riconoscimenti Condividi Altri testi di Nero di Sardegna Codice testo: 22102017102526
  Attendere caricamento dei dati... (reload in caso di blocco)

1/1

Mi sveglio con l’angoscia e una strana sensazione d’ansia che mi toglie il respiro, si perché oramai faccio lo stesso sogno ogni notte da settimane. Non riesco mai a ricordare il suo viso, ma ho sempre la sensazione di conoscerla, come se la conoscessi da sempre. Sento che c’è qualche cosa di terribile ed è dentro di lei, ma quando le sono vicino non ho nessuna paura, come se mi proteggesse ma non so da cosa. Avvolte nel sogno non riesco mai raggiungerla e mi metto a correre perché vorrei stare con lei ad ogni costo e le urlo. Ma non la raggiungo, e poi uno strano soldato con una divisa color viola si mette tra me e lei, mi punta una pistola, ma io corro perché non ho paura, lui spara ed io sento un dolore forte al petto e cado a terra … e muoio. La cosa peggiore è svegliarsi ogni notte cercando qualcuno che non ho mai incontrato. Si può amare qualcuno che non esiste? Oggi inizia una nuovo giorno qui a San Gavino , la pazzia è inevitabile.
All’inizio pensavo che stessi perdendo la ragione , certo nessuno delle persone che conosco si sarebbe mai accorto della differenza, da quando ho perso il lavoro sei mesi fa mi rendo conto che non sono più la stessa persona di prima. Piano piano ho iniziato a deprimermi, starsene mesi senza lavoro è dura, molto dura. I soldi se ne vanno alla velocità della luce e la noia avanza inesorabilmente, fagocitando in un vortice di apatia, insofferenza e tristezza. Mia moglie mi ha lasciato portandomi via anche nostra figlia, la mia piccola Susanna di tre anni che mi dava la gioia di continuare a svegliarmi la mattina. “Leo mi spiace qui i soldi sono pochi, parto vado a Milano a lavorare nel ristorante dove lavora mia sorella … Susy viene con me!”, mi dice lei con tono di rimprovero, fanculo, quasi come se fosse colpa mia che non riesco a trovare uno straccio di lavoro, ma infondo ha fatto bene Michela ad andare a Milano, se la tessera sociale rimane in rosso per più di un anno ce il rischio che la polizia ti porti via la bambina per portarla in una casa d’accoglienza. Almeno adesso il governo italiano ha modificato la legge e l’ ha portato ad un anno, prima era quaranta giorni poi l’anno scorso c’è stato un casino con due bambini che erano sfuggiti al prelievo forzato da parte della polizia, uno era morto e l’altro era rimasto gravemente ferito, il governo aveva esteso ad un anno il periodo per risanare il proprio stato di famiglia, il presidente Bonzi aveva promesso che avrebbe tolto questa legge del cazzo, ma tutti lo sanno che è buono a dire solo un sacco di frottole per farci stare tranquilli.
Spesso vado nei centri per l’impiego per vedere se c’è qualche possibilità di lavoro, oramai ho superato i trentacinque anni e sembra che per il mercato del lavoro sono ormai troppo vecchio. Mi siedo in una postazione dove ti mettono a disposizione un vecchio computer, ma va bene per cercare lavoro o qualche corso per riqualificarsi, inizio a rincorrere gli annunci di lavoro e spesso leggo: - vuoi guadagnare 500 sesterzi al mese? -, - diventa imprenditore di te stesso! Apriti un franchisee con una spesa inizia le di 200 sesterzi- , si come no certo e me li dai tu duecento sesterzi? Penso che invece di annunci di lavoro sembrano delle trappole per toglierti quei quattro soldi che ti rimangono per campare, e poi tanti annunci di questo tipo: - call center cerca nuovi collaboratori, garantito rimborso spese di un sesterzio al giorno più premi per ogni contratto concluso, più un bonus al decimo contratto concluso -. Una mia amica ci ha lavorato due giorni in un call center, mi ha detto che non era riuscita a fare nessun contratto e l’avevano trattata malissimo, l’avevano cacciata senza neanche dargli uno straccio di sesterzio. Nel centro per il lavoro incontro sempre lo stesso anziano impiegato, lui appena mi vede mi guarda e mi sorride, ma dagli occhi si vede una profonda tristezza per la mia situazione. Un giorno mi ha offerto un caffe nel distributore automatico vicino al suo ufficio e abbiamo iniziato a parlare, “Senti ragazzo potresti essere mio figlio, ti vedo spesso che vieni qui a guardare le nostre bacheche degli annunci che sono vuote e che guardi quegli annunci di lavoro farlocchi che sono sulla rete, lo voi un consiglio? Vai agli uffici del direttorio a Santa Laura e fatti rilasciare un visto per partire in un Paese estero e cercati lavoro”. L’impiegato sorseggia il suo caffè e prosegue, “Mio figlio è partito dieci anni fa per l’Australia, lavora in un distributore di benzina e ha messo su famiglia con una bellissima ragazza polacca, ogni tanto mi manda una e-mail o mi scrive su social face per farmi vedere i suoi figli. Pensi ho due bei nipotini di tre e un anno, un macchietto e la piccola una femminuccia che sembra un batuffolino …”. Finito il mio caffè gli ho chiesto se c’è la lontana speranza di essere chiamati almeno una volta per una qualsiasi opportunità di lavoro, l’ impiegato mi guarda con tenerezza, quasi come se ha di fronte un bambino che crede che esiste ancora Babbo Natale o che gli hanno detto che gli asini volano, fa un sospiro, accartoccia il bicchierino di plastica che conteneva il caffè, lo butta nel cestino affianco al distributore e mi risponde con tono rammaricato, “nessuna”. Alla fine ci si chiede a cosa servono quindi uffici dal nome così ingannevole. L’impiegato mi saluta ed entra nel suo ufficio, io continuo a sorseggiare il caffè offertomi, rimango osservare l’etichetta adesiva del distributore delle bevande e leggo: - Bevi Buono e Vivi al Top con i super prodotti CyCorp- .
Non so se troverò mai il coraggio di partire, da tutta la vita sono inchiodata in questo paese … San Gavino, diciamo tutta la vita no ma la parte più importante della mia vita quella dove una persona dovrebbe realizzare i propri sogni, concretizzare qualche cosa insomma
Invece … Non abbiamo più un negozio di abbigliamento, nessuna libreria … non è ridicolo?
Abbiamo più chiese e strutture religiose che negozi, assurdo manco vivessimo a Gerusalemme. C’è una biblioteca dove ogni tanto mi rifugio. Mi piace la biblioteca c’è una zona tranquilla dove ci sono vecchissimi fumetti di Dylan Dog. Ci sono anche tanti libri interessanti, ma a me piacciono i libri di magia e i fantasy. Avvolte mi viene la voglia di fuggire dalla realtà. Le stesse identiche famiglie vivono qui da generazioni e si occupano sempre selle stesse cose. I vecchi del paese continuano a rievocare le vecchie fabbriche chiuse oramai da più di cinquant’anni, Scaini, Snia , Keller … quasi come volessero rievocare un periodo d’oro dove i soldi arrivavano e tutti erano più felici. Possono delle fabbriche aver dato felicità alla gente di questo paese? Papà mi diceva sempre che ci sono due tipi di persone che vivono qui a San Gavino, quelle troppo stupide per andarsene e quelle troppo intrappolate per muoversi. Poi c’è un terzo tipo, quelle che sono anche contente di vivere qui … ma credo oramai siano poche. Avvolte non esco di casa per giorni, mi affaccio dalla finestra guardo il cielo è penso che devo aver sbagliato qualche cosa, mi sento in un vicolo cieco …. Questo paese è un vicolo cieco. Forse sarei dovuto essere più coraggioso e prendere la mia vita in mano. Un giorno qualcuno disse che se non si diventa coraggiosi da giovani si rimarrà vigliacchi tutta la vita. Forse morire è l’unico modo per andarsene da questo posto?
Capisco perché molti miei amici si sono arruolati nella polizia, nell’esercito, qualsiasi cosa è sempre meglio dell’immobilità totale, avvolte qualcuno di loro è tornato convinto di poter vivere qui. Perché??? Ci fa un anno o due e riparte. Sembra folle, ma avvolte penso che mi piacerebbe anche a me arruolarmi e magari andare in missione in quei paesi in guerra, giusto per dare un senso alla mia vita. Accendo la televisione e le notizie sono sempre le stesse, la giornalista di Ret 1 annuncia con entusiasmo “… più occupati e meno inattivi, in Italia il mercato del lavoro è in ripresa! A Maggio il tasso di disoccupazione scende dal 55% al 53%, in un anno 76 mila disoccupati in meno e 119 mila nuovi posti di lavoro. Il Presidente Bonzi ha annunciato: "Finalmente l’Italia esce dalla crisi!". Sarà! E penso che si vede sono l’unico coglione che non riesce a trovare lavoro.
E’ la terza volta che chiamano l’ambulanza in un mese, la vicina ha dato di matto nuovamente … Urlava e urlava, “basta spacco tutto! Siete tutti dei figli di puttana!, “ mi odiano tutti!!!” . Mi sono alzato dal letto dal chiasso, era notte tardi, volevo vedere cosa stava succedendo, mi sono acceso una sigaretta e mi sono affacciato al balcone dell’appartamentino al primo piano.L’ambulanza dell’ Esl era ferma davanti alla casa dei vicini, c’erano due paramedici con la loro divisa arancione riflettente e il medico che cercava di calmarla, nel mentre osservavo il vai vieni della gente che incuriosita sia affacciavano dai balconi delle palazzine vicine, diversi curiosi che si fermava lungo la strada. Poveracci i due paramedici non sapevano che fare. “Signora si calmi … lei ha un attacco isterico, le diamo un ansiolitico per calmarla!”, diceva il medico. Intanto in tutta la strada si stava creando una piccola folla di vicini e passanti incuriositi da tutto questo casino. Poi si è messo il marito che urlare al medico e a i paramedici andate via, urlava, “si calmerà da sola mia moglie non ha preso le sue medicine e purtroppo sta male, cerco di convincerla io a calmarsi!”.
Cosa abbia scatenato anche questa volta la furia di questa donna non lo so. L’altra volta era stato uno screzio con un vicino di casa. Io personalmente sapevo che era matta furiosa è ho sempre evitato di parlarci, al massimo un buongiorno freddo e fugace se proprio me la trovavo faccia a faccia ma lei mi ha sempre girato la faccia. Certo un giorno mi sono trovato il fanalino posteriore della macchina rotto, il giorno l’avevo parcheggiata nel parcheggio che in genere usa lei per la sua macchina. Mi sono incazzato è stavo per andare a fargli casino, quando mi ha squillato il telefono, era Michela per farmi sentire la bambina. Chi sa forse la devo ringraziare mi ha salvato da mettermi nei casini con quella pazza esaurita. Tutta ad un tratto un altro urlo “io sono un insegnante e mi dovete rispetto! Voi siete tutti ignoranti e capre!”. In quel momento ho pensato qui siamo alla frutta, mi sa che gli è andato in pappa il cervello a questa donna, mentre fumavo pensavo che bella fregatura aver chiuso i manicomi.
Notai però che la donna tremava ed era in confusione, andava avanti e indietro per il giardino e diceva parole sconnesse, ma la cosa che mi lasciò perplesso era che aveva chiazze blu nel viso e nelle braccia, era anche molto pallida in viso e doveva aver perso molti capelli perché in testa gliene rimanevano solo alcuni ciuffetti radi, che si fosse presa il Blu Virus?
Il marito intanto urlava, “ma chi cazzo vi ha chiamato!!!”. Il medico cercava di spiegargli che qualcuno ha sentiva le urla e hanno chiamato la polizia e un ambulanza. Intanto gli agenti di polizia arrivati poco dopo l’ambulanza si tenevano in disparte all’ingresso del cancello. Ma dai loro visi concentrati erano pronti ad agire in caso la situazione degenerasse, stavano lasciando la patata bollente al medico per ora. Mentre tenevo la sigaretta accesa ero distratto perché pensavo che in questo accidenti di paese la gente era strana forte e senza accorgermi la cenere è arrivata alle dita e mi sono bruciato l’indice. Che roba ho fatto il gesto di buttarla subito il mozzicone che in quel momento sento “Beng! Beng!” due esplosioni sembravano due petardi lanciati da qualche ragazzino coglione, ma la realtà era tragica porca bestia. Il marito fuori di testa ha preso uno dei suoi fucili da caccia è ha sparato prima al medico in pieno petto e poi ad un paramedico alla gamba destra. Porca puttana pensai subito, li avrà reciso un arteria e il sangue usciva a zampilli, invece di nascondermi dentro casa io furbo come una volpe mi sono affacciato di più e vedo il medico a terra in mezzo a un cespuglio di margherite e il petto squarciato con il sangue che usciva, gli schizzi sul muro bianco del giardino della casa, il paramedico ferito ad una gamba che urlava e si trascinava verso il cancello azzurro della casa, I due poliziotti presenti tirano fuori subito le loro pistole d’ordinanza crivellano di proiettili il marito e la moglie. Sono rimasto così impressionato che sono stato paralizzato e con la bocca aperta, con una mano che teneva. Intanto uno degli agenti di polizia ha chiamato un'altra ambulanza, “Venite in località Possiano, ci sono tre cadaveri e un ferito grave … Intanto il paramedico non dava più segni di vita. Eppure avevano i phaser non c’era mica bisogno di ammazzarli entrambi, una scarica elettrica e via paralizzati per qualche minuto, pensavo, il tempo per ammanettarli. Ma la polizia non scherza, non fanno i salamelecchi.

1/1



Menu

Home Page
Iscriviti gratis
Iscriviti alla newsletter
Scrivi il tuo testo
I testi segnalati
Richieste di commento
Archivio articoli e notizie
Forum
Cerca


Pubblicità








Su di noi
- Chi siamo
- Il nostro progetto
-
Termini e condizioni di utilizzo
- Pubblicità
-
Riconoscimenti

Strumenti
- Collabora con Alidicarta.it
- Feed RSS dei testi di Alidicarta.it
- Bottone Alidicarta.it per la Google Bar
- Alidicarta.it su Facebook
- Press kit
Help
- Contatta lo staff
- Regolamento
- Copyright

© 2001-2017   - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore - Vietata la riproduzione - PI:02102630205
Link esterni:
idee regalo | www.codicesconto.com | | Hosting www.dominiando.it