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Ronzio fastidioso - Chronicle Nerosangavinese
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 22/03/2018, Pubblicato il 22/03/2018 10.27.44, Ultima modifica il 22/03/2018 10.27.44
Codice testo: 2232018102744 | Letto 142 volte

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Passare l’aspirapolvere tra le stanze è proprio una rottura di coglioni. Mia moglie Marta certi mobili non ce la fa proprio a spostarli, come quella vecchia cassapanca ingombrante che abbiamo in salotto, era di sua nonna che le ha lasciato in eredità. Che poi sua nonna l’aveva ricevuta in eredità da sua madre che gliela aveva fatta suo suocero quando si sono sposati.
Il mio bis nonno era un falegname abbastanza apprezzato in paese. Oggi falegnami non ce ne sono più. Volevo cercare qualcuno che mi riparasse le mensole in mdf di un mobiletto da cucina ma non ho trovato nessuno che potesse neanche sostituirle. Oggi i mobili fanno proprio schifo, tutto truciolato e carta pressata con un lamierino in compensato con colori che ricordano il legno. Oramai le viti si sono arrugginite e il legno si è marcito tutt’intorno, ce il rischio che cadano in testa a Marta quando sta lavando i piatti, io purtroppo lavoretti di falegnameria non ne so fare sono troppo scarso. Ora devo passare l’aspirapolvere in bagno prima che si lavi per terra, quel ronzio mi da proprio fastidio quella cosa continua a girare su se stessa a seguirmi ed è anche rumorosa. Marta ci si è abituata e riesce anche a dormire, me questo rumore mi snerva. La telecamera ci segue anche al buio perché dotata di infrarossi. Il governo ha deciso che per la nostra sicurezza eravamo obbligati ad installare in casa una telecamera in ogni stanza, anche nel cesso non si può andare a cagare in pace. Sono tutte collegate wifi ad un computer centrale, o server come cavolo lo si vuole chiamare, che elabora i dati e capisce che se ce una situazione di pericolo allertando la polizia in caso di mal’intenzionati in casa, l’ambulanza se qualcuno si sente male o i vigili del fuoco in caso di incendio, allegamenti e balle varie. Ma in molti non ci credono più a questo, sappiamo oramai da tempo che serve solo per spiare la nostra vita e capire se viviamo al di sopra delle nostre possibilità. Due anni fa un giornalista aveva scoperto che le immagini delle videocamere sono inviate anche al server dell’Agenzia del Fisco, la domanda ,retorica , era cosa poteva interessare al fisco immagini casalinghe di vita quotidiana. La risposta è semplice … braccarci come potenziali evasori. Adesso il computer mi guarda mentre sto passando l’aspirapolvere in bagno, sicuramente sta analizzando quanto l’avrò pagata e se la mia tuta da casa e di qualche marca costosa. “E no stronzi” penso “io questa aspirapolvere di merda lo pagata in offerta 52 Sesterzi ( 31 euro del vecchio conio), e questa tuta logora lo comprata quando ancora c’era l euro, figuriamoci quanto cazzo è vecchia”. Mi sarei voluto girare e fargli il dito medio a quella cazzo ti telecamera che mi osserva, ma mi sono trattenuto con tutte le forze. Avevo letto sul giornale che un tizio a Bologna si era messo a fare gestacci alla telecamera urlandogli un sacco di parolacce, in venti minuti è arrivata la macchina della polizia governativa, insieme ad un mezzo dell’ Esl ( l’ente sanitario locale) con due infermieri è un medico, hanno sfondato la porta, il tizio ha cercato di scappare dalla finestra, ma i poliziotti l’anno preso e immobilizzato a terra mentre il medico li ha faceva una puntura con qualche cosa per addormentarlo, l’hanno portarlo via come un sacco della spazzatura, lo chiamano trattamento sanitario forzato. Lo scandalo per i giornali non era “solo” questo intervento barbaro da parte delle autorità, ma che il tizio è entrato in coma a seguito delle percosse degli agenti per tenerlo fermo e di chi sa cosa li hanno messo in corpo per farlo stare calmo. Ecco il ronzio (zzzrrhr…), certo mi sono spostato in camera da letto ed ecco l’altra telecamera che mi segue. Neanche in bagno a cagare siamo tranquilli, anche li ce ne una piccolina che ci osserva ma questa almeno e fissa e mi dimentico che ci sia. Ogni mese dobbiamo pagare 20 Sesterzi al governo per l’affitto di queste cazzo di telecamere, non mi sembra normale che ci obbligano a montarle in casa e poi ci chiedono i soldi per l’affitto, la manutenzione e sostituzione in caso di malfunzionamento. Se poi ti rifiuti di metterle lo Stato non ti riconosce sgravi fiscali e agevolazioni che per noi pensionati ci aiutano a tirare a campare, come la tessera sociale dove ci versano anche la pensione, è una specie di bancomat che ti rilascia il governo tramite la Banca Italnet. Mio fratello l’anno scorso si è rifiutato di metterle in casa sua, quando sono venute i messi comunali per intimarlo di mettere le telecamere, altrimenti avrebbero mandato una comunicazione al ministero degli interni, Renzo mio fratello li ha detto che a lui li piace girare con il cazzo fuori per casa e non vuole essere spiato da un fottuto computer guardone del cazzo. Risultato, la sua tessera sociale misteriosamente risultava smagnetizzata e la tessera sanitaria annullata per uno strano errore del computer dell’ospedale. Quando ha scoperto che la tessera sociale si era smagnetizzata gli è venuto un infarto, era al supermercato a comprare le solite cose che compriamo noi anziani, insomma latte, pane, un pezzetto di carne e un po’ di frutta. La cassiera del supermercato ha passato la tessera nel lettore e quell’aggeggio di merda si è messo a suonare, “Mi spiace ma la sua tessera mi da errore”, “può pagare in contanti?. Renzo in quel momento è andato in escandescenza e si messo a urlare: “Non ne possibile mi hanno accreditato la pensione solo l’altro ieri!”, la cassiera era anche dispiaciuta e gli ha detto: “No signore non è un problema di credito, da errore di lettura”. Purtroppo Renzo è sempre stato una testa calda e nelle situazioni difficili ha sempre sbrocato, quando lavorava nelle ferrovie si era picchiato con un collega solo perché per scherzo gli aveva nascosto il pacchetto di sigarette. Stava rischiando il licenziamento, che imbecille, fortuna l’ha salvato il sindacato da un calcio in culo dal posto di lavoro. Certo oggi se faceva una cosa del genere sarebbe intervenuta la polizia e l’avrebbero pestato a sangue e messo una settimana in galera. Mia cognata, povera donna, mi ha raccontato che si è messo a urlare alla cassiera “Senti lurida troia! Tu mi vuoi fregare, ripassami subito questa cazzo di tessera e fammi il conto, stronza!”. La cassiera si è messa paura e sotto il registratore di cassa deve aver schiacciato il pulsante dell’allarme, è intervenuta la guardia giurata che ha usato il phaser , una specie di pistola elettrica che da una scarica di corrente, così l’ hanno messo a terra povero Renzo, svenuto. Poi siccome non riveniva hanno chiamato l’ambulanza e portato al pronto soccorso, ma giunto li non potevano visitarlo e ricoverarlo perché anche la sua tessera sanitaria non veniva letta nel lettore magnetico dell’ospedale. Il medico dell’ ambulanza che l’aveva soccorso ha insistito molto per farlo ricoverare ma solo dopo cinque ore è stato assistito d’ufficio e salvato per il colletto dai medici. Dopo dieci giorni è tornato a casa, ha chiamato la ditta certificata dal governo per installare le telecamere e se le fatte mettere. Eccola li (zzzrrhr…) quella della cucina. Marta mi dice di far finta di niente “fai come se non esistessero” ,“io avvolte le saluto, devo dire che mi fanno anche compagnia”. Marta mia moglie è sempre stata una donna bonacciona, ma avvolte mi fa girare proprio i coglioni di come accetta i calci in culo con rassegnazione, “Dai Sergio hai visto che le telecamere hanno salvato la vita a signora Cesira, ti ricordi quando è scivolata nel pavimento bagnato in cucina è ha battuto la testa nella sedia … Sarebbe morta se non fosse intervenuta l’ambulanza”. “Certo che l’ambulanza è stata allertata delle telecamere … se era per il figlio e i parenti che non ci vanno mai a trovarla, l’avrebbero trovata minimo tra un anno mummificata”. E poi mi dice sempre mia moglie:”Sono i nostri angeli custodi”. A me invece mi danno fastidio non le sopporto proprio mi sento male a vederle in casa, sono come dei corpi estrani nella mia casa, mi sembrano dei pipistrelli neri pronti morderti appena possono. “Sergio io vado a fare la spesa perché non vieni con me?”, “No” li dico io “sto a casa a fare qualche lavoretto in garage”. “Ok ciao a dopo allora … ti compro il pesce cosi te lo preparo a pranzo”. “Si grazie Marta a dopo”. Vado in garage ed eccola la (zzzrrhr…), che ronzio fastidioso porca bestia mi segue ogni volta che mi sposto dal bancone da lavoro alle mensole con gli attrezzi e tra gli scafali. Il garage è diventata la mia officina oramai, non ci parcheggio più la macchina da vent’anni. Porca puttana non faccio altro che sentire (zzzrrhr…) . (zzzrrhr…) . (zzzrrhr…) tutto il giorno, “basta mi sono rotto i coglioni”, urlo e senza neanche pensarci un po’ e preso dalla rabbia che ormai ha il soppravvento su di me, intanto la mia vocina interna mi urla “calmati o saranno guai”, prendo la zappa appoggiata all’ingresso e sferro un colpo secco a quella cazzo di telecamera che mi ronza proprio al centro del tetto del garage. Il colpo la stacca dal soffitto e la fa volare fuori dal garage fino in giardino, spaccandosi su delle pietre gialle che fanno da ornamento alle aiuole dove Marta ha piantato delle bellissime rose gialle due anni fa, quando avevamo fatto 40 anni di matrimonio. “Ora sono cazzi amari fratello caro …” mi dice la vocina interna che stranamente assomiglia molto alla voce di Renzo. Stanno già venendo prendermi, spaccare una telecamera è un reato grave, c’è l’arresto e una multa molto molto salata, sicuramente la polizia mi darà anche una bella passata di colpi con il loro sfollagente e alla mia età mia ammazzano di sicuro. Ecco sento la sirena della polizia in fondo alla strada, stanno arrivando sicuramente sono per me. “Porco cazzo! Che faccio scappo?” penso. Si mi prendono in un secondo non sono più un ragazzino. Ecco la macchina della polizia davanti al cancello. “Signor Manca apra il cancello ed esca con le mani in alto altrimenti dobbiamo usare le maniere forti”. Si certo come no, le maniere forti le userebbero comunque, “Adesso esco … aspettate arrivo!” dico io con ben poca convinzione. Dal garage entro in casa e vado nel salone e nel mentre penso che se mi consegno volontariamente mi daranno comunque una passata di colpi in questura, dopo mi metteranno la multa che ci manderà in rovina. Allora decido, prima pero voglio prendermi una soddisfazione, prendo il bastone della scopa appoggiato al frigorifero e spacco la telecamera in cucina, poi del bagno, del salone e della camera da letto. Poi vado in cucina apro il gas aspetto qualche minuto, intanto sento la polizia che con il megafono mi chiama … “Si arrenda sta peggiorando la sua situazione le diamo cinque minuti per uscire poi interveniamo”. “Fatte quello che vi pare stronzi!!!”, urlo, ma tanto loro non mi sentono. L’odore del gas inizia a farsi sentire e inizia a girarmi la testa. Apro un cassetto vicino a un mobiletto affianco al frigorifero dove Marta mette gli stracci puliti, prendo il mio vecchio zippo di quando fumavo i Toscanini, ora non vendono più sigari e sigarette sono illegali, forse l’unica cosa di buona che ha fatto questo governo di merda. Sto per aprire testa del zippo e accenderlo quando sento dal megafono una voce familiare: “Seeergio ... arrenditi per carità … non ti faranno niente ... arrenditi!”. Sto per girare la rotellina per innescare la pietra focaia che darà la scintilla e la fiamma allo zippo e finalmente farà esplodere tutto, la mente però inizia ad annebbiarsi e in quel momento vengo distratto da una figura incappucciata che entra in cucina con una specie di maschera antigas, mi sferra un colpo di manganello nella mano dove avevo l’accendino che cade nel pavimento, poi sferra un altro colpo che mi arriva in testa … Che dolore!! Vedo tutto bianco con tanti puntini neri che ballano intorno a me, mentre cado a terra sento che sto perdendo anche i sensi, ma il mio sguardo va a finire nel soffitto e vedo la telecamera penzoloni attaccata ad un unico filo elettrico ... ha ancora la lucina rossa accesa, mi osserva, “porca puttana pensavo di averla rotta, cazzo!”, il mio ultimo pensiero.

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