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Il primo amore
Scritto da SeBBio
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 23/03/2018, Pubblicato il 23/03/2018 15.48.23, Ultima modifica il 23/03/2018 15.48.23
Codice testo: 2332018154823 | Letto 189 volte

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Nota dell'autore SeBBio:
Un giovane amore nasce tra due ragazzi, Giovanni e Francesca, ma qualcosa distruggerà il loro rapporto molto intimo.

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Ricordo ancora quella volta che mi innamorai per la prima volta, avevo solo dodici anni, lei si chiamava Francesca, era bellissima: un viso d'angelo occhi blu e capelli ondulati biondi.
Ero follemente innamorato e non facevo altro che pensare a lei, ogni volta che il suo sguardo si incrociava con il mio, il mio cuore iniziava a battere velocemente.
Lei era più piccola di me e andava nella 1B, all'apparenza sembrava molto brava e molto intelligente, aveva una vocina che il mondo se ne sarebbe innamorato, era molto dolce e aveva un profumo di rose molto intenso. Insomma ero molto innamorato, e allora presi coraggio e provai a chiederle il numero.
- "Ehi, piacere Giovanni, mi chiedevo se potresti darmi il tuo numero di cellulare, così magari potremmo uscire insieme qualche volta, ti va?"
- "Stai dicendo a me?"
- "Si proprio a te!
- "Beh, e la prima volta che un ragazzo mi chiede di uscire con lui... e sinceramente mi sento un po' imbarazzata!"
- "Beh se vuoi ti lascio più tempo per riflettere"
- "Quanti anni hai Giovanni?"
- "Io? Dodici! E tu?"
- "Io ne ho undici."
Dopo detto questo Francesca mi diede un foglietto e mi baciò sulla guancia, avevo fatto Bingo. Tornai a casa molto felice e soddisfatto, non vedevo l'ora di contattarla e invitarla ad uscire.
Dopo qualche ora accesi il mio telefono e segnai il suo numero e la contattai.
- " Ehi, sono Giovanni spero che non ti sei già dimenticata di me!"
-" Ehi ciao! Comunque piacere Francesca"
Per la prima volta mi sono sentito realizzato.
-" Mi chiedevo se per caso vorresti uscire con me, magari a vedere qualche film al cinema locale, che ne dici?"
-" Certo che si!"
E così la invitai a vedere un film, in quell'anno andava molto Titanic e quindi acquistai i biglietti e il sabato sera uscimmo a vedere il film.
Mentre percorrevamo il tragitto mi prese la mano e me la strinse, in quel momento non ho resistito, l'ho abbracciata e baciata. È stato il miglior momento della mia vita, era molto caldo e mi sentivo molto a mio agio, lei era imbarazzatissima per quel che era successo. Dopo questo proseguimmo verso il cinema locale e ci sentivamo molto più bene, come quando una persona paga il debito al suo debitore, liberi e senza pensieri, la sera proseguì normalmente e dopo finito il film durato circa 3 ore piene, l'accompagnai a casa sua.
-" È stata la serata più bella della mia vita Gianni!"
Mi diede un bacio sulla guancia e salì quelle scale che portavano alla sua dimora.
Quella serata piansi di gioia e anche per tristezza visto che mio nonno che è scomparso un anno fa mi chiamava Gianni. Lunedì andai a scuola con il pensiero di vederla, ma lei non c'era.
-" Forse oggi non viene" pensavo, passai tutte le ore scolastiche a pensarla e a rimanere con un dubbio molto grande, che poi si rivelò vero.
Stesso nel pomeriggio di quel giorno la contattai, ma non rispose, pensai che mi avesse dato buca e che quello che avevamo creato sabato sera era tutta una falsa e allora mi arresi subito, quando ad un certo punto sul mio cellulare arriva una notifica di Whatsapp da parte di Francesca, il messaggio recitava così.
-"Mi dispiace non averti risposto in tempo ma sono dal medico"
"Medico?" quale medico? Lei stava in perfetta salute, forse la madre non si sarà sentita bene.
Il giorno seguente andai a scuola sperando di vederla, ma come il giorno scorso, non c'era.
Pensai subito ad una presa in giro ma mi stavo letteralmente sbagliando, perché lei stava molto male e non ne sapevo nulla. La sera di quel giorno rimasi nella mia camera a piangere sul letto e mi promisi di non innamorarmi mai più.
I giorni passavano e Francesca non si faceva più sentire e io avevo perso tutte le speranze, ma un giorno la vidi tornare a scuola, ma non era più lei, aveva la testa pelata e aveva occhiaie assurde e sembrava che stesse poco bene. Cammino verso di me è mi rivolse la parola.
- "Come va Gianni?
- "B..B...Bene" Risposi balbettando incredulo a quello che stavo vedendo.
- "Tu c...c....come stai?"
- "Beh dal mio aspetto fisico non sembro che me la passo molto bene."
Iniziai a preoccuparmi su serio, mi avevo promesso di non innamorarmi più, ma non mi sono promesso di non amare più.
- "Cos'hai?" Gli dissi
- "Ho un cancro al pancreas, al 3 stadio, mi rimangono pochi mesi di vita."
In un attimo tutto il mondo intorno a me crollò. Ebbi tante di quelle emozioni che non potreste immaginare.
- "Mi dispiace" Gli dissi. In un secondo momento aggiunsi - "Ti va di fare un giro?".
Ella subito accettò e quindi andammo in giro per il paese, quando ad un certo punto un gruppo di ragazzi iniziarono a prenderci di mira, dentro di me esplose l'ira di Zeus e non sentendo quegli insulti mi buttai nel piccolo gruppo e cercai di picchiarli, ma uno di loro era armato e ad un certo punto sento un corpo estraneo nel mio corpo, tanto di quel calore e ebbi la sensazione di essere bagnato, a quel punto abbassai lo sguardo e un piccolo coltello mi si era conficcato nello stomaco.
I teppistelli scapparono mente Francesca spaventata urlava in cerca di aiuto. I soccorsi arrivarono dopo cinque minuti dall'accaduto e mi portarono subito al pronto soccorso, dove andai in coma per qualche giorno. Pensai di non farcela e avevo molta paura di lasciare sola Francy. I miei genitori una volta uscito dal coma durato ben quattro giorni, mi riferirono che Francy era rimasta tutto il tempo vicino a me stringendomi la mano e pregando il Dio. Dopo quest'accaduto il mio amore nei confronti di lei divenne sempre più intenso. Anche se ci conoscevamo appena 2 mesi io avevo in mente già di sposarla, pensiero che non si avverò, ma le promisi che l'avrei amata anche quando la morte sarà alle porte.

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