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Vita e morte di Gesù 2°/ Comprate una spada.
Scritto da Nulla
Categoria: Opinione
Scritto il 23/08/2010, Pubblicato il 23/08/2010, Ultima modifica il 31/03/2016
Codice testo: 2382010123211 | Letto 3577 volte

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Nota dell'autore Nulla:
Dialoghi di fantasia, episodi tratti dal Vangelo e da Uomo Gesù. di P. Verhoeven

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I Vangeli non falsano e non nascondono mai la verità.
Dove era pericoloso scriverla allora, l'hanno coperta con un leggero sovrastrato facilmente asportabile.

COMPERATEVI UNA SPADA (Segue da: Vita e morte di Gesù / La prima predicazione)

Sbarcato sull'altra sponda, raggiunse Tiro, Sidone, poi con un largo giro attraverso la Perea, scese verso la Giudea. Nelle campagne la gente aveva conosciuto la sua fama, molti accorrevano da lui, Ma Gerusalemme era una città parassita, viveva con le elargizioni del Sinedrio, perciò il clima che vi trovò non fu dei più amichevoli. Molta gente umile credeva in lui, ma i dotti, i Farisei, gli scribi, cominciarono quasi da subito a osteggiarlo, con le accuse di non rispettare i precetti sul Sabato, sui cibi e per molte altre disquisizioni.
Prese alloggio a Betania, presso un suo seguace di nome Eleazar Ben Jair, che viveva con le due sorelle Miriam e Maadimah (1*) che facevano le prostitute.(2*)
Per tre mesi tutti i giorni della fine di Settembre fin verso la fine di Dicembre andava a Gerusalemme a predicare, ma il clima si faceva sempre più ostile.
Finché dal Sinedrio gli giunse un ordine di comparizione. Presentarsi sarebbe stato pericoloso, troppe accuse erano sul tappeto contro di lui. Si ritirò verso le grotte del Mar Morto. Il Sinedrio si riunì con lui contumace, stabilì che rappresentava un grave pericolo di rivolta e ordinò che Eleazar fosse arrestato per interrogarlo sul nascondiglio di Gesù.
Un messaggero di Miriam e Maadimah lo raggiunse portando la grave notizia. Ne fu sconvolto. Consegnarsi avrebbe significato con ogni ragionevole probabilità essere ucciso. Non consegnarsi avrebbe significato lasciare che torturassero il suo amico per scoprire il suo nascondiglio.
Si ritirò in solitaria preghiera. Prono con la fronte a terra, ogni sua fibra si ribellava al destino della morte. Non era solo la naturale ribellione di ogni vivente alla fatale conclusione della propria esistenza, ma anche, anzi soprattutto, l'angoscia dinnanzi al frangersi di un sogno. Aveva visto nel suo destino l'essere re di un regno dove non ci sarebbero state né ingiustizia, né fame, né odio, né schiavità, aveva sognato che Dio avesse affidato a lui il compito di instaurare sulla Terra il Suo regno di Pace e di Amore, non poteva, non voleva credere che questo sogno andasse a spezzarsi su un patibolo.
"Padre, allontana da me questo amaro calice!" Il Cielo pareva lontano e sordo alla sua disperazione.
"Padre: rispondimi!" Urlò, quasi imprecò. Non era possibile che Colui che gli aveva dato la facoltà di mondare i lebbrosi, far camminare i paralitici, ridare la vista ai ciechi, la parola ai muti, la vita i moribondi, gli negasse una parola, un segno, un’ indicazione su cosa doveva fare. Il tempo scorreva in beffardo silenzio, ancora più alte si levavano le sue invocazioni ed ancora più crudele rispondeva il silenzio. Gocciole di sudore, gocciole di sangue, gli scivolavano sulla pelle, sempre più fioche e vane le sue invocazioni.
"Padre: perché mi hai abbandonato? Padre: quale peccato ho commesso per meritare questo?"
"Padre, se ho peccato ai Tuoi occhi, castiga me, ma per il mio peccato non punire tutto questo mondo di animali e uomini, non negare alle Tue creature il Tuo Regno di Pace dove l'agnello potrà pascolare col lupo e il bambino mettere senza pericolo la mano nel nido di aspidi."
Poi ristette in silenziosa preghiera finché gli sovvenne uno sfinimento tale che lo fece cadere addormentato o forse svenuto.
Si ridestò che il sole era alto nel cielo, il suo vestito era madido di sangue e sudore, ma il suo animo era calmo e sereno: "Padre, ho capito. Il Tuo silenzio è il Tuo segno: Tu vuoi che uno solo muoia per riscattare i peccati di tutti, Tu vuoi che il mio sangue santifichi il Tuo Regno. Farò la Tua volontà."
Rifiutò l'offerta di Toma's (3*) di accompagnarlo, bastava che fosse uno a morire, si avviò verso Gerusalemme, verso la sicura morte. Entrare in Betania poteva comportare il rischio di essere arrestato, o magari ucciso prima di aver saputo dove avevano portato Eleazar. Trovò il modo di avvisare le sorelle e Maadimah gli venne incontro. Disperata e piangente gli gridò: "Adonai: se tu fossi stato qui non sarebbe successo, nostro fratello non sarebbe morto." All'improvvisa notizia il corpo di Gesù comincio a sussultare scosso da disperati singhiozzi, ogni sua fibra fu pervasa da incontenibile angoscia. Con voce impercettibile, ripeteva e si ripeteva la domanda: - Perché. Perché se Dio aveva deciso che il suo sangue doveva riscattare tutti, non gli aveva consentito di fare in tempo a salvare un innocente? Perché aveva permesso che il suo più caro amico si sacrificasse per lui? - Poi, improvvisa, la Luce: Dio non voleva sangue per il Suo Regno, lo aveva solo messo alla prova. Con voce tornata improvvisamente calma, le disse: "Non temere sorella." E si allontanò in direzione di Gerusalemme.
Quella sera stessa tornò con Eleazar.
I Farisei ed i seguaci del tempio, in seguito dissero che la notizia che Eleazar era morto, era solo una falsa voce girata per sbaglio, che era semplicemente stato rilasciato ed aveva incontrato Gesù mentre tornava a casa.
Ma, come un fulmine, la notizia che Gesù resuscitava i morti attraversò Israele.
Il Sinedrio si riunì d'urgenza: i sacerdoti minori, i Leviti, i maggiorenti del partito dei Farisei e della corporazione degli scribi, aspettavano con ansia la voce dei Sommi Sacerdoti.
Dopo un ultimo sguardo d'intesa col suocero Hanah, Caifa prese la parola:
“Corre voce per tutto il paese che costui resusciti anche i morti, il popolo della terra (4*) sta convincendosi che questo impostore sia il Messia, il liberatore, l'uomo delle scritture unto da Dio come re di Israele. Ormai neppure la nostra autorità potrà impedire che quei pazzi lo incoronino re - sospese un attimo il discorso, quasi ad ascoltare gli angosciati bisbigli che aveva suscitato, poi con tono drammatico riprese - ma appena i Romani sapranno che è stato incoronato un re, verranno con le loro legioni, stermineranno tutto il popolo, e distruggeranno questo luogo sacro all'Altissimo." Appena ebbe finito, voci concitate cominciarono ad intrecciarsi per la sala del tempio:
"Questo pazzo ci porterà alla rovina!"
" Non possiamo più far niente per fermarlo, il popolo è con lui!"
"L'Altissimo chiederà conto a noi per la distruzione del suo popolo e del suo tempio!"
Tonante, la voce di Caifa si levò sopra le loro voci e le loro paure:
"Pazzi! Non capite che è necessario che uno solo muoia anziché sia un’ intera Nazione a perire!?" (5*)
Le sue parole parvero avere un effetto magico: tutti concordarono che era necessario far morire Gesù, e dato che Eleazar era la causa della sua fama, decisero di far morire pure lui.
Frattanto, anche Gesù si era convinto che per scuotere Israele dal giogo fosse necessario un rumor di spade. La folla ondeggiava sotto la rupe su cui era erto. Forse sarebbe stata l'ultima volta, o forse si trattava della prima adunanza del Regno di Dio.
Grida di rabbia e speranza salivano a lui:
"Morte a Roma!"
"Morte al Sinedrio servo di Roma!"
"Viva il Regno di Adonai!"
"Viva il Figlio del Padre!"
"Viva Gesù re di Israele!"
La voce di Gesù era forte ma pacata, modulata da un vento che a tratti irrompeva in quella valle scavata da un riarso Wadi:
"I miei discepoli certo ricorderanno quando gli dissi di andare a predicare la parola per tutto Israele, senza portare né una bisaccia, né una tunica di ricambio. (6*) Ma adesso a voi tutti dico: Riempitevi la bisaccia, e vi dico: Chi di voi non ha una spada, venda il mantello per comprarsi una spada!" (7*) Tutti compresero che il giorno Armaghedon, della battaglia di Dio, era prossimo.
1* Maadaniah (o Tamar) Marta.
2* Affermazione che, se può essere dubbia per Marta, è certa per Miryam. Si vedano Mc 14, 1 e seguenti Mt 26, 2 e seguenti Gv 12, 1 e seguenti E si compari con Lc 7, 36 e seguenti che ci dice che costei era una prostituta.

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