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Melodramma Licantropo
Scritto da Domenico De Ferraro
Categoria: Altro
Scritto il 23/08/2015, Pubblicato il 23/08/2015, Ultima modifica il 23/08/2015
Codice testo: 2382015224543 | Letto 1492 volte

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MELODRAMMA LICANTROPO

IL LUPO CHE È IN NOI




Una piccola piazza sporca , con un monumento imbrattato al centro ,gironzolano in lungo e in largo spazzini che si danno da fare a pulire , ogni tanto si riposano, cercando refrigerio all'ombra, bevendo qualche birra, fumando uno , due sigarette di contrabbando, pomeriggio caldo in cui i piccioni si rifuggono sotto i tetti spioventi , sudati, con le scolle in fronte , pigolando tra loro.
un cane in un angolo guarda il mondo russando , sognando una cagnetta intravista giorni addietro. Un via vai di ragazzi sui i motorini sfrecciano a folle velocità cantando canzoni in voga di un estate che volge al termine.

Un vecchio fuori il suo basso con il cappello di paglia in testa rammenta la buonanima di sua moglie sorseggiando un caffè con un impellente bisogno di scappare in bagno. Tavolini semivuoti , sedie sparse . Il monumento al centro della piazza raffigura i caduti dell'ultima guerra.


Forse ,la nostra coscienza avvezza ormai al male cerca nella propria storia un senso critico , la faccia più bella di questa medaglia in cui vengono raffigurati martiri, gente illustra . La follia di un epoca la sua ignominia ,l'incapacità di realizzare grandi opere , di descrivere un tempo che ha generato una civiltà sostanzialmente, incapace di amare di essere ciò che si era prefissato.

Il cane russa, pensa tutto ciò , sogna , rammenta .Un cane che è stato a lungo preso a calci. Uno spelacchiato bastardo . Buono solo ad abbaiare contro le motorette, non ha mai avuto un vero padrone e neppure un collare dove mostrare il suo nome. Lo hanno chiamato fido, bob, zecca, afferra l'osso, carminuccio, di tutti questi nomi il più simpatico per lui era sacco di pulci.

Il mondo degli umani è un mondo strano fatto di grandi cattiverie , d'incomprensioni linguistiche , errori matematici che si protraggono nel tempo che non generano nulla di buono. S'ammazzano , per nulla per due parole dette di troppo, ho assistito a cose che vanno aldilà di ogni comprensione che rasentano l'incredibile.E questa volontà che mi sorregge questo voler volare essere libero , andarsene in giro dove si desidera senza dover dar conto a nessuno. Questa vita da cani è la mia vita .

Il sole picchia duro spacca le pietre rende ogni cosa arida un sole che brucia sterpaglia , acceca, un sole che illumina ogni cosa di luce propria.

Forse più tardi proverò a volare forse mi trasformerò in un supereroe , ma cosa è questa morte che m'accompagna questo atavico dolore che non conosce sosta , fa capolino dentro di me. Mi conduce per strade sconosciute.

Chi Sa cosa diventerà questo mondo domani , se mai riuscirò a sopravvivere a diventare un cane degno della mia razza. Un grande cane. A cui un giorno verrà eretto una monumento in suo onore. Tra tanti ossi rosicchiati , tra tante avventure passate, mi sono perso per vicoli oscuri alla ricerca di un piacere solitario di un rifugio sicuro.

Che vita di merda , essere preso ogni giorno a calci . Senza alcuna pietà , senza cuore questi uomini grandi e grossi che sanno abbaiare solo più forte di noi cani.

Attendo la nave volante con quei strani omini che ho conosciuti ultimante . Mi hanno promesso mi porteranno con loro. Chi sa dove , qualsiasi posto a me va buono , meglio di qui , sarà certamente. Il più grande di tutti mi ha promosso cibo a quantità, mi ha promesso un mondo felice dove potrò vivere alla pari di tutti gli altri esseri viventi. E se gli riesce mi hanno promesso che mi faranno camminare su due zampe invece su quattro.

Che vita m'attende , un mondo magnifico lo spero .
Non dovrò più faticare a cercare nei sacchi d'immondizia, azzuffarmi con altri miei simili per un scarpa vecchia da rosicchiare , afferrarmi per un rifugio dalla pioggia. Attendo , vorrei portare con me quella simpatica cagnetta che ho incontrato l'altro ieri .

Chi sa che fine ha fatto, dove si sarà cacciata?

Il vecchio pensa a sua moglie morta anni addietro.
Gli ritornano alla mente i tanti anni trascorsi insieme.

La morte non guarda faccia a nisciuno non tene culore non tenne pacienza ,si piglia o meglio all'intrasatte senza chiederti come e quando , s'appresenta elegante ben vestita con quella faccia di schiaffi si piglia o meglio chiano ,chiano ,transenne ed uscendo da incertezze, utopie momenti felici di una vita passata in un attimo , una vita che non se fermata mai neanche a fare la pipì.

Chesta la sciorta da povera gente , chesta la morte una faccia gialla ,fetente , votte cavece ,nun te fa dicerie se è giusto o è sbagliato t'afferra te porte via . Te porte addò nisciuno sapè , addò tutto quello che hai cercato di capire si distrugge in un motivo in una frase sconcia. È la speranza questa forza senza limiti che ti conduce a credere che dall'altra parte ci sta un munno meglio di questo. Chi sa quando la rivedrò a ch'ella mugliera mia chi sa ,che gli hanno fatto.

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