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HIKIKOMORI meditate gente, meditate
Scritto da paolo s.
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 23/08/2018, Pubblicato il 23/08/2018 16.13.57, Ultima modifica il 23/08/2018 16.42.09
Codice testo: 2382018161356 | Letto 212 volte

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Nota dell'autore paolo s.:
Il riferimento a fatti e persone reali è puramente ?????

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Espressione giapponese, letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, il termine individua soggetti che vivono al di fuori da qualsiasi contesto sociale, scuola compresa, chiusi nella loro camera, rifiutando qualsiasi contatto con il mondo esterno, familiari compresi.
In Giappone si stima che un milione di persone vivano in quelle condizioni, un numero pari all'uno per cento della popolazione, in maggioranza di età adolescenziale. Indagini recenti svelano un lento ma continuo aumento di persone in età matura e anziani che tendono ad assumere la stessa patologia, isolandosi e rifiutandosi di interagire col mondo esterno e pertanto titolari anch'essi del termine, coniato per l'occasione intorno agli anni ottanta del secolo scorso quando si iniziò, in seguito al moltiplicarsi dei casi fra i giovani, a prendere atto del problema di una nuova emergenza sociale.
Il termine Hikikomori in Giappone indica sia il fenomeno sociale sia il gruppo sociale composto da singoli in preda a tale patologia ed è prevalentemente maschile, calcolando la presenza femminile attestata intorno al 10%. Aspetti in comune sono l'appartenenza a ceto sociale medio alto e intelligenza superiore alla media. Ufficialmente il termine viene attribuito solo nei casi in cui il soggetto si isoli dalla scuola o dal lavoro dentro la sua casa per un periodo non inferiore a sei mesi. Il termine fu coniato da uno psichiatra che fu il primo ad accorgersi della similarità sintomatologica di un numero crescente di adolescenti che mostravano letargia, incomunicabilità e totale isolamento, oltre soffrire di depressione e comportamenti ossessivo-compulsivi
Contrariamente a quanto si crede, non è la dipendenza da internet la causa principale della sindrome, essendosi sviluppata ben prima che il mondo Web si diffondesse in maniera così sistematica. Anzi l'avvento di internet ha permesso loro di uscire dall'isolamento per confrontarsi con una nuova realtà, seppure virtuale, dove riescono ad interagire col mondo esterno protetti dall'anonimato, condizione a cui non rinuncerebbero per nulla al mondo. Quest'ultimo aspetto si configura spesso come una contraddizione in termini: un hikikomori rifiuta rapporti fisici e sociali, mentre con internet trascorre gran parte del suo tempo intrattenendo relazioni sociali di vario tipo, dalle chat ai video giochi.
In tanti concordano sulle cause scatenanti attribuendone la colpa all'eccessivo spirito di competizione della società nipponica dove primeggiare è una condizione essenziale della loro cultura. Altre cause sono da ricercarsi in conflitti sentimentali, sono note le prime traumatiche delusioni amorose dell'età adolescenziale, spesso lasciano segni che condizionano tutta l'esistenza, la scuola, ritenuta non in grado di soddisfare le loro aspettative ed è sintomatico il fatto che le autorità scolastiche non si sono mai fatte carico del problema che interessa una larga parte del corpo studentesco. I conflitti in tale ambito generano continui atti di bullismo ed hanno come conseguenza, in mancanza di capacità reattive, l'isolamento dei soggetti più deboli.
In occidente si è sempre ritenuto il problema di esclusiva competenza giapponese e solo intorno al 2000 sociologi e psicologi hanno iniziato a scoprire anche in occidente patologie simili, inizialmente casi sporadici in continuo aumento, ben lontani comunque dal raggiungere i numeri giapponesi.
In Italia si è tenuto di recente un congresso di psichiatria per approfondire la conoscenza delle cause che inducono giovani, e non solo, ad isolarsi completamente dal mondo esterno. Qui da noi si ritiene sia internet la principale causa, la media nazionale parla di tre ore al giorno di connessione continua, calcolando l'intero della popolazione che dispone di un pc, un tablet o uno smartphone. I picchi però si registrano nel mondo giovanile con oltre sei ore di connessione.
E' stato analizzato il caso insolito di un vecchio professore in pensione ricoverato in una clinica psichiatrica in seguito a turbe mentali di gravità tale da ritenere impossibile un suo completo recupero. Da ricerche approfondite, per avere un quadro d'insieme del suo percorso di vita e individuare i motivi che possano aver causato l'estrema prostrazione, sono state analizzate al microscopio la vita familiare e professionale.
Poche e ininfluenti le indicazioni pervenute dall'ambito familiare. Sposato in giovane età con una donna di qualche anno più vecchia, senza figli per cause forse dipendenti dalla scarsa qualità degli spermatozoi, la vita coniugale è proseguita, dopo i balzi iniziali, in una stanca e abitudinaria relazione fino a tramutarsi in un disinteresse reciproco. Niente di diverso dal percorso analogo di tante coppie.
La vita professionale ha offerto invece spunti di notevole interesse. Laureato a pieni voti, in possesso di grande cultura letteraria e di una notevole capacità d'apprendimento, sconta queste doti con l'assoluta incapacità di relazionarsi con gli altri, ciò è stato un pesante handicap che ha condizionato in negativo il suo percorso di insegnante, non riuscendo mai a entrare in sintonia con i propri allievi, né con i colleghi, per l'incapacità , causata forse da una leggera balbuzie, di affrontare un argomento di studio e illustrarne i contenuti. Per questi difetti, in aggiunta a un aspetto trasandato, lenti spesse da miope, dentatura irregolare e mal curata, capelli lunghi e unti che reclamavano a gran voce doccia e shampoo a volontà, non riuscì mai ad imporre la sua autorità in una classe di giovani esagitati da cui fu costantemente deriso e vilipeso. Gli allievi presero regolarmente il sopravvento riuscendo persino a condizionarne i giudizi. Da una ricerca meticolosa sui registri di classe di tutti gli anni che ha esercitato, non è stata riscontrata nessuna insufficienza, contribuendo col suo giudizio a promuovere cretini patentati le cui braccia sarebbero state più utili in agricoltura.
Andato in pensione si ritrovò a vivere quotidianamente con una persona con la quale non esisteva più niente che unisse le due solitudini, a parte una reciproca e malmostosa sopportazione. Privo di relazioni amicali, dedicò gran parte del suo tempo a navigare in internet facendo la scorsa di tutti i siti porno e prendere atto di una sessualità ormai ridotta al lumicino.
La chiave di volta fu quando scoprì l'esistenza di siti di scrittura utilizzati da tante persone come mezzo per esercitare la passione dello scrivere sottoponendosi al giudizio dei lettori. Si convinse a partecipare, ne scelse uno a caso e iniziò la sua carriera di scrittore.
Gli argomenti più facili da trattare inizialmente furono quelli autobiografici. Fu preso dal panico quando si rese conto che gli avvenimenti e gli episodi scelti per la pubblicazione non contenevano niente di cui andare fiero, anzi evidenziavano aspetti che testimoniavano la sua completa inadeguatezza. Decise allora di raccontare distorcendo i fatti a suo vantaggio, pubblicò col suo vero nome e avvenne il miracolo.
La sua incapacità oratoria fu soppiantata da una scrittura agile e lineare, senza refusi e imperfezioni. Gli argomenti trattati con un linguaggio forbito, facilmente comprensibile, privi di metafore che in altri mascheravano difficoltà espressive, lasciavano intuire di un autore in possesso di ottima cultura e perfetta conoscenza della lingua italiana. I commenti positivi non si fecero attendere e proseguire nella strada intrapresa avrebbe significato per lui ricevere le gratificazioni, sempre assenti nella vita professionale, necessarie per una significativa rivalsa.
Esauriti gli argomenti da pubblicare non si perse d'animo. Si iscrisse in altri siti utilizzando nomignoli di copertura e pubblicò gli stessi racconti in ciascuno di essi, i commenti positivi si moltiplicarono. Ci fu qualcuno in seguito, notando analogie presenti in altri siti, che mise in dubbio la sua identità, si limitò a rispondere rimanendo nel vago, pregando i lettori di attenersi alla forma e al contenuto dei testi.
Capì in seguito di aver raggiunto un punto da cui sarebbe stato impossibile proseguire nelle stesse modalità senza provocare risentimento in quei lettori che mal sopportavano mistificazioni e false identità. Non volle che il percorso da scrittore naufragasse così miseramente, si concesse un periodo di riflessione cercando soluzioni che gli permettessero di aggirare l'ostacolo senza perdere credibilità.
Nel delirio di una notte insonne intravide la formula della pietra filosofale che avrebbe tramutato in oro qualsiasi scritto. Mise a frutto la capacità d'apprendimento leggendo libri, opuscoli informativi e pagine di internet su tutti gli argomenti che sarebbero stati oggetto delle future pubblicazioni. Creò un mondo parallelo di personaggi nei quali identificarsi, ciascuno con qualità diverse che rispecchiasse le doti e le capacità che aveva sempre desiderato possedere.
Volle iniziare immedesimandosi in un fascinoso e brillante professore, anticonformista quel tanto che fosse bastato ad entusiasmare e affascinare tutti gli allievi per ottenere un controllo ferreo su di loro. L'essere in pensione non gli impedì di ricevere in continuazione attestati di stima dai genitori e lettere dagli ex-allievi colme di affettuosi ringraziamenti per avere inculcato loro i valori e gli insegnamenti per primeggiare nella vita.
Di volta in volta divenne un provetto nuotatore, un abile velista, un pescatore capace di insegnare a chi di mestiere, un esperto subacqueo, un suonatore di jazz chiamato spesso a confrontarsi con i grandi del genere, un eccezionale scacchista capace di dare del filo da torcere ai grandi maestri, un enigmista invitato a collaborare con le migliori riviste del settore, senza dimenticare la prestanza sessuale, messa in opera fin dall'età di tredici anni.
In preda a un feroce eretismo da tastiera scrisse ininterrottamente un infinità di racconti, perfetti nello stile e nella forma, dal contenuto basato sull'identità scelta per l'occasione, argomentando con indiscussa padronanza per controbattere con arguzia e dovizia di particolari qualsiasi dubbio fosse sorto nei lettori.
Non uscì più dallo studio, si attrezzò con una brandina da campo per non interrompere neanche di notte l'ininterrotto flusso di parole che continuava a sgorgare dalla mente in subbuglio. La consorte depositava generi di conforto davanti alla porta evitando di essere accolta a male parole, pregando in cuor suo l'intervento di qualcosa o qualcuno che ponesse fine a una situazione divenuta insostenibile.
Iniziò a pubblicare con parsimonia utilizzando nomignoli diversi per ogni sito di scrittura. I riscontri furono sempre positivi e lentamente creò una rete di fedeli lettori affascinati dalla sua scrittura e dalla padronanza degli argomenti trattati. Ci furono, come successe inizialmente, alcuni che si convinsero delle mistificazioni celate dietro una pletora di false identità riconducibili ad un unico individuo. Non misero in dubbio la qualità degli scritti, contestarono l'eccessiva esposizione di doti e superbe qualità in una persona poco incline alla moderazione.
Si scatenarono feroci diatribe causate dalle sue risposte esacerbate, dal tono violento con uso di termini volgari, rivolte contro chi osava mettere in dubbio il contenuto delle pubblicazioni. Segnalato più volte alla direzione dei siti frequentati, fu bannato da molti di essi con risultati ininfluenti, riappariva dopo qualche giorno con nuovo nick. Identificato nuovamente da lettori più attenti, fu un continuo rincorrersi a rimpiattino in siti che apparivano più campi di battaglia che luoghi di condivisione letteraria.
La conclusione non sarebbe potuta essere diversa di quanto accadde quella notte. La moglie fu svegliata da urla e strepiti provenienti dallo studio. Non ebbe il coraggio di entrare, si limitò ad ascoltare una lunga sequela di insulti, bestemmie e volgarità varie pronunciate dal marito palesemente fuori controllo, in preda a una crisi isterica che non lasciava presagire niente di buono. Lui, nel bel mezzo di una lite furiosa con qualcuno dei suoi detrattori, digitava irosamente sulla tastiera le parole che pronunciava.
La moglie, preoccupata della reazione dei vicini e conscia della gravità di una situazione giunta oltre il limite di umana sopportazione, telefonò a un centro di soccorso chiedendo l'aiuto necessario prima che avvenisse l'irreparabile. Arrivò un auto medica con ambulanza al seguito. Costretti a sfondare la porta dello studio, i sanitari tentarono inutilmente di riportarlo alla ragione, lo immobilizzarono e il medico gli iniettò una dose abbondante di sedativo. Constatato l'aspetto lercio e maleodorante del soggetto e il letamaio nel quale si era ridotto a vivere, impose il TSO e venne ricoverato presso la clinica psichiatrica dell'ospedale.
Gli specialisti che lo hanno in cura disperano di un ,seppur parziale, recupero. Lo imbottiscono regolarmente di psicofarmaci per evitare gesti autolesionistici e aggressività verso altri. Monitorato in continuazione nel vano tentativo di trovare uno spiraglio nelle sue alterazioni e iniziare un percorso di recupero che lo distolga dal mondo parallelo in cui costantemente vive. Infermieri e altri pazienti sono diventati il suo pubblico ai quali racconta senza soluzione di continuità quando, da solo, tenne testa a un manipolo di naziskin sudtirolesi costringendoli alla ritirata. Quando, in una immersione subacquea, ebbe un incontro ravvicinato con l'unico esemplare di foca monaca rimasta nel Mediterraneo e con cui intrattenne per anni una relazione amichevole. Quando tredicenne fece godere allo spasimo una ragazza ventenne. Quando insieme a Paolo Fresu ed Enrico Rava diede vita a una jam session estemporanea, deliziando un pubblico in visibilio. Quando circumnavigò a nuoto l'isola d'Elba in meno di quattro ore. Raccontò, con dovizia di particolari tecnici, le imprese da velista che lo videro sempre primeggiare e quando Bobby Fisher e Gerry Kasparov si contesero a suon di milioni la sua preziosa consulenza.
Analizzando le registrazioni di queste e di tante altre fantasiose imprese, gli psichiatri non possono non convenire sull'irreversibilità dello stato mentale di un soggetto che ha scelto di vivere nelle fantasticherie di un mondo parallelo al cospetto di un pubblico che mai l'avrebbe contestato.





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