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L'uomo Attore
Scritto da Xibalba
Categoria: Narrativa
Scritto il 24/01/2018, Pubblicato il 24/01/2018, Ultima modifica il 24/01/2018
Codice testo: 2412018154127 | Letto 204 volte

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L’uomo attore si muove a scatti, come se si sentisse sempre osservato.
l’Uomo Attore non è mai solo e quando lo è fisicamente, nella sua testa ci sono una platea di sguardi che lo giudicano.
Non sono persone ma giudizi incarnati e l’Uomo Attore vive per loro, la sua volontà dipende dal loro giudizio, si muove a scatti, sempre in ansia, come se si sentisse sempre osservato. Gira per le strade guardingo e cerca di capire come gli altri lo vedono, il suo unico scopo è quello di fare bella figura. L’uomo attore si muove solo sulla base del copione che dio giudizio gli impone.
L’uomo Attore sena giudizio degli altri non può vivere perché essendo abituato ad agire o per ottenere un giudizio positivo o per rifuggirne uno negativo ne ha fatto il suo unico scopo di vita e passa l’intera esistenza a caccia di attenzioni.
Non ha interessi, scopi, valori o per lo meno sembra che lui non li ricerchi, è troppo spaventato dai riflettori per concentrarsi sulla costruzione della propria persona. Il suo Io è morto. E’ rimasto solo un Super Io impazzito che lo costringe a cercare il palcoscenico su cui esibirsi. La realtà non esiste più, è solo un immensa recita, e le persone che lo circondano non sono più tali ma sono solo spettatori che lo giudicano.Questo per l’uomo attore è molto stancante, ha perso il contatto con se stesso, con la propria interiorità e quando i riflettori si spengono lui non sa più chi è poiché troppo impegnato a specchiarsi sugli altri non ha imparato a specchiarsi su se stesso, a fare i conti con la propria identità.
Un giorno lui si stufò, prese un sasso e scagliandolo contro i riflettori li infranse in frantumi di specchio. Gli spettatori fuggirono via sotto la pioggia di frammenti di vetro, il sipario si chiuse.
L’uomo attore si sentì morire, aveva perso il giudizio degli altri e si sentì senza scopo, come una nave che dopo aver perso la bussola andava alla deriva.
Ma chiudendo gli occhi si accorse di una voce interiore che gli sussurrava che il mondo fuori è sempre in tempesta e che finora si era retto su una zattera di false sicurezze che lo aveva reso schiavo degli altri ma privandolo di se stesso, delle sue emozioni profonde ed ora che lo schema si era infranto poteva iniziare a vivere veramente.

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