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Faccio salti altissimi di Iacopo Melio
Scritto da Giovanna Vannini
Categoria: Recensione
Scritto il 25/03/2018, Pubblicato il 25/03/2018 15.22.55, Ultima modifica il 25/03/2018 15.22.55
Codice testo: 2532018152254 | Letto 280 volte

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Nota dell'autore Giovanna Vannini:
Le mie “impressioni in penna” nascono dal desiderio di far migrare nella scrittura, quello che l’anima ha visto, digerito, rielaborato. Perché a modo mio resti…

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In queste sere di stagione di mezzo, ho passato un po’ di tempo con Iacopo, quello con la I iniziale, che di cognome fa Melio. E’ uno spiccio questo Iacopo con la I, uno diretto, che non te le manda a dire dietro, ma soprattutto è uno che sa raccontarsi senza troppi fronzoli. E lo fa raccontandosi nel bene, nel male, nel brutto e nel bello, decidendo di farlo in un momento preciso, quando si rende conto che ora, proprio ora, lo staremo ad ascoltare, saremo interessati alla sua storia. Ma soprattutto saremo curiosi di sapere dei suoi SALTI, salti, altissimi! Già, perché si può saltare in tanti modi e non solo con le gambe ma…con la testa! Spinti dal desiderio di raggiungere obiettivi, traguardi, o semplicemente spinti dal voler raggiungere i nostri sogni! Salti altissimi dunque, in cui l’ultimo fatto batte sempre il primo. E allora Iacopo, quello col nome che inizia per I, nel suo libro ci racconta dei suoi, messi insieme dal primo vagito ad oggi, complici due genitori fantastici, pazzeschi, unici. Mi piacerebbe conoscerli “ la tu’ mamma e i’ tu’ babbo”, perché questo libro, questa raccolta di vita scritta a bordo di una carrozza, non credo sarebbe stato possibile, se non con dei genitori così, come sono ( emoticon cuore grande).
Signora Melio, da donna, da mamma, vorrei avere meno di un millesimo della sua forza, della sua determinazione, per affrontare il mio giornaliero, che è tutto un gran ...azz...ta in confronto al suo, e se mai potrò incontrala, davanti a una tisana calda, glielo dirò abbracciandola con gli occhi. Magari chissà, si potrebbe anche fare, in fondo Montespertoli e Lazzeretto, non son poi così lontani.

In Faccio salti altissimi, la pietà e la commiserazione, non sono mai tra le pagine. E' la franchezza, a volte anche cruda ma sempre infarcita di ironia, che la fa da padrona. Ironia che, se andate a sbirciare tra le foto pubbliche del nostro Iacopo Melio, la ritrovate nel suo sguardo, nei suoi occhi pungenti, come segno di riconoscimento

Molti sono i quesiti, le domande, le riflessioni, che mi sono posta durante la lettura di questo incontro in scrittura con Iacopo, domande e riflessioni a cui spesso mi sono sottratta, magari anche solo involontariamente, di cui ora ho risposte che non immaginavo. Mi piace quando Iacopo dice di sé di essere uno stronzo quando serve, e uno super, quando con motivato orgoglio, se lo riconosce. Certe letture fanno bene, magari non riescono a far cadere del tutto ostacoli e barriere, a sgretolare muri, ma di certo li fanno dondolare parecchio e ti mettono in circolo una dose di ottimismo che mai, per una negativa come me, avresti creduto possibile.

Grazie Iacopo con la I, passo il tuo libro dal comodino alla libreria in attesa del prossimo...

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