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Tre barzellette genovesi
Scritto da Giacomo C.
Categoria: Epistolare
Scritto il 26/09/2018, Pubblicato il 26/09/2018 20.24.49, Ultima modifica il 26/09/2018 20.25.23
Codice testo: 2692018202448 | Letto 133 volte

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Nota dell'autore Giacomo C.:
Ironia sottile...

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I genovesi sono tirchi, lo sanno tutti, e loro questa caratteristica la ammettono, anzi la considerano una virtù. Quando vado a Lavagna a trovare un collega con il quale ho collaborato nell'attività di sicurezza sul lavoro, faccio una capatina al porto.
Lì, su una vecchia scialuppa attrezzata con camere e cucina, ci vive un amico sub, Bruno, con il quale ho fatto alcune importanti immersioni all'isola d'Elba.
Bruno è un genovese doc, e quindi quando vado a trovarlo mi porto una bottiglia di vino bianco. Lo porto già fresco perché so che gli scoccia dover accendere il frigo per una bottiglia di vino. Anche perché, quando lo richiude, teme sempre che la lucina interna non si spenga.
Lui è orgoglioso della sua tirchieria, e tra un bicchiere e l'altro mi racconta barzellette genovesi sull'argomento.
Le tre che mi piacciono maggiormente sono queste:

*********************************

Sapete quanti cucchiaini di zucchero mette nel caffè un genovese? Dipende: a casa uno, al bar tre, ma a lui piace solo con due.

****************************

A Milano, nell'ufficio di un'agenzia di pompe funebri, si presenta un signore per un annuncio mortuario.
« Buongiorno; vorrei fare un annuncio funebre » , dice all'impiegato
L'impiegato prende il modulo e si appresta a scrivere il testo.
« Dica pure... »
« Morta Marta » , mormora con un fil di voce il signore.
L'impiegato lo guarda, sorride, si volta per controllare che nessuno senta, e dice:
« Senta, ho capito dall'accento che lei è genovese come me...allora le do una dritta: guardi che fino a cinque parole la tariffa è fissa. »
Nel mentre l'impiegato si appresta a stracciare l'annuncio, il genovese fa:
« Non no, lasci pure. Non serve stracciarlo. »
« Dica, allora... »
E l'uomo:
« Morta Marta. Vendo panda blu. »

**************************

Sull'autostrada da Milano, nei pressi di Genova, un uomo sceso dalla macchina per recuperare un portafoglio abbandonato nel mezzo della carreggiata, viene investito da un Tir.
Il decesso è immediato, quindi viene chiamata la Polizia Stradale che arriva col medico legale. Costui, constatato il decesso, si fa consegnare i documenti dalla polizia per redigere il verbale.
Quando si rende conto che il morto, Luigi Parodi, è genovese, nelle cause del decesso scrive:
“ Deceduto per morte naturale “

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