SELECT BANNATO FROM UTENTE WHERE ID = 7147 Alidicarta.it - Testo: Ode a Fonzaso e la leggenda degli uomini rossi
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Ode a Fonzaso e la leggenda degli uomini rossi
Scritto da Louis
Categoria: SELECT NOME FROM CATEGORIA WHERE ID = 8SELECT NODO FROM CATEGORIA WHERE ID = 8Altro
Scritto il 27/10/2015, Pubblicato il 27/10/2015, Ultima modifica il 16/05/2018 19.02.29
Codice testo: 271020151867 | Letto 1150 volte

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Nota dell'autore Louis:
Ode a Fonzaso e la leggenda degli uomini rossi

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Giace Fonzaso, in la terra dove nato i’ fui,
in la valle cinta da cinque superbi monti,
due dalla folta chioma e l’altri da scure rocce e anfratti bui,
là ove Feltre s’adagia con vie e terre confinanti.

Gioiosa dell’aere tuo silvestre veste le nova luna
de luce limpida le verdi chiome e li tui gran giganti,
li vigneti, le case e li campi, che la notte tutto imbruna,
e velando co’ suo lume le vicine stelle brulicanti.

Nasce dai gioghi della lunga valle lo bel torrente,
co’ l’acque chiare ti sfiora lieto, giocoso e prorompente,
fonte de vita che fa prosperar tutta la tua generosa gente
e che tutti l’animal e tutte le fronde disseta copiosamente.

Cismon è il nome suo che dolcemente scorre e, spesso, dirompente,
che dall’Alpe scende e che da rocce e gravi massi è osteggiato,
e a destra e a manca a monte e a valle, pria a ricordar di mente,
tante croste dure e scure, nel tempo, ha modellato.

E ancor lavora e scava in la buia e stretta cava,
e che da Serra s’incunea tra Vallorca e Avena
e che tutta la dura, ghiaiosa e sassosa terra lava.
La dentro mal s’infiltra lo sol, che par si che il ciel nol’ mena.

Prosegue, poi, giù tra Frassenè, Giaroni e Agana infin al Corlo sommerso,
e quivi circondato da frassini, faggi, carpini e larghe foglie,
raggiunge lo gran buco nell’acqua immerso,
ove precipita tra li due monti, finché Brenta non l’accoglie.

Quando arriva lo giorno che brentana mal lo trasforma,
tutto sommerge e spazza via, le dolci oasi verdi tra li bianchi sassi,
e li campi appena arati e li vigneti dell’uom l’orma
e che lavoro e speranza e ogni ben par che scassi.

Anco lo ponte, che congiunge co’ suoi forti legni le due sponde,
percosso vien da le furenti acque turbinose da ogni estremo lato; svelto
s’abbatte fino al piano, che transitar fa la gente sovra le sue onde,
lo piega al suo voler finché un dì, violentemente, l’ha divelto.

Lo rumor de’ rotolar de’ sassi nell’acque bigie e scure,

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