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AYANA & LUKE #4
Scritto da AGOLYCIOUS
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 27/05/2018, Pubblicato il 27/05/2018 13.18.40, Ultima modifica il 28/05/2018 18.53.34
Codice testo: 2752018131840 | Letto 57 volte

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5 anni fa.


- Ventun anni. Incinta. Di uno sconosciuto - lanciò un altro respiro e con vergogna poggiando la mano sul ventre ancora liscio, si voltò verso di me. - Ritorno a Bleu Coeur così... Sono proprio un disastro...- provò a simulare un sorriso, cercava risposta nel mio sguardo.
E la trovò, non potevo che sorriderle.
Eravamo sdraiati proprio lì, in quello stesso punto, di quel giardino, in cui sei anni prima ci siamo detti che non ci saremmo persi mai, che neanche la lontananza avrebbe saputo dividerci. E non lo fece, eravamo adolescenti allora, e adulti dopo, beh, lei forse un po' più di me.
La brezza del vento estivo che accarezzava la nostra pelle, i suoi capelli neri e vaporosi che accennavano qualche movimento, i suoi occhi corvini così profondi e luminosi, ed il suo profumo di fragola e menta, mi impedivano di vederla, diversa.
Sì, era cresciuta, le sue curve, erano molto più... lei, era una donna, il suo corpo, era diverso dall'ultima volta che l'avevo vista, ma ero cambiato anch'io, ero più alto, la mia voce, era più roca, ed avevo i baffi!
Ero un uomo, così mi piaceva credere.
- Puoi restare... - al suono della mia voce smise di mirare il cielo limpido. - Posso badare a te, lavorerò al bar, e mi prenderò cura di te, e del bambino - volevo accarezzarle la pancia, ma non ebbi il coraggio di muovere oltre la mia mano, mi limitai a poggiarla sopra il prato sottostante.
- Sei generoso... - prese la mia mano, e la poggiò sopra il suo ventre... l'abilità di questa ragazza di leggere la mia mente, ah... mi hanno sempre lasciato senza fiato. - Davvero generoso, ma... non lascerò che tu ti incasini la vita per colpa mia - gemette. - Non voglio che tu ti prenda cura di me... -
"Ma posso farlo!" glielo dissi anche ad alta voce, ma i suoi occhi mi guardarono in un modo ambiguo...
- Ho fatto un... - scosse la testa, non poteva dire che è uno sbaglio.
Tutto si può dire di questa ragazza, ma non si può negare che sia una persona coraggiosa.
Decidere di portare avanti una gravidanza indesiderata nonostante fosse ancora in tempo per cessarla, nonostante le pressioni del padre del bambino, che praticamente se l'è data a gambe, per me è stato un forte atto di coraggio.
Per lei abortire, non era neanche un'opzione, non le è mai rimbalzato in testa, lei lo avrebbe tenuto, doveva farlo, non per moralità, ma perché qualcosa era dentro di lei, la vita, era dentro di lei, e lei ha sempre desiderato essere madre, solo che non si aspettava che lo sarebbe diventata così presto.
In un'istante i nostri occhi si rincorsero, l'aria divideva i nostri sguardi. Il suo profumo fresco di fragola mi stava invadendo.
Volevo baciarla, volevo, dirle che l'amavo, che l'ho sempre amata, che, sarei stato disposto a fare di tutto pur di renderla felice, io ero deciso a mettermi a sua disposizione, io...
- Non posso permettermi di perderti - sospirò sfiorandomi la guancia.
Uh! Quei occhi, vivi, e pericolosi, mi ravvivavano il cuore.
Scossi leggermente la testa sorridendo allegramente. - Non succederà, non lo permetteremo - le mie dita navigavano tra le onde danzanti dei suoi capelli. - Ti... - "Amo..." non ebbi il coraggio di dirglielo. Non potevo farlo, non potevo rischiare di perderla. - Ti voglio bene - sospirai baciandole la guancia.
Cercai di resistere, dal scendere a corteggiare le sue labbra, ma la tentazione, era... era...
- Luke... -
Dolce.
Non riuscivo a staccarmi da lei, dalle sue labbra, erano morbide, morbidissime! Infuocate, come le nostre mani che si inoltravano in questo percorso pericoloso, non potevo fermarmi, non ora che finalmente avevo trovato la via per il paradiso, lei, me l'aveva mostrata, quest'angelo, mi ci stava conducendo, finalmente.
Per troppo tempo, avevo sperato che lei si perdesse nei miei occhi, nello stesso modo in cui io per anni mi sono perso nei suoi, bellissimi. Ma non la guardai, non potevo, non volevo sciogliere l'incantesimo. Non volevo tradire, Luke, quel ragazzo, a cui per anni è battuto forte il cuore anche solo sentendo la sua voce.
Non potevo lasciarla andare, no...
- Ayana...-
Fu lei a farlo.
"Perché?" sospiravano i miei occhi.
-Potrebbe essere un errore - farfugliò tirandosi in piedi. - È un errore - ansimò guardandosi dalla testa ai piedi, come per ribadirmi la sua attuale condizione. Ma a me non importava.
Mi porse la mano per aiutarmi ad alzarmi, quella mano che fino a due minuti prima era posata sopra il mio petto.
- Ayana - i miei occhi erano delusi, il mio cuore era affranto, eppure, non potevo avercela con lei. Non potevo. - Okay. Va bene - sospirai con dispiacere posando la sua mano sul mio petto, e portando la mia sulla sua guancia, ora lei era una donna, le sue forme erano esplose, non potevo più fare come quando eravamo bambini.
-Ayana - gemetti sorridendo, accarezzandole con delicatezza le gote con le dita.
- E Luke - replicò lei, incurvando le labbra in un sorriso.
- Amici del cappuccino - sospirammo abbracciandoci forte.
Non potevo averla come donna, ma non potevo perderla come amica, non potevo.

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