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Delitto perfetto
Scritto da Simona Antares
Categoria: Altro
Scritto il 28/04/2015, Pubblicato il 28/04/2015, Ultima modifica il 22/05/2018 16.50.11
Codice testo: 2842015111842 | Letto 776 volte

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Nota dell'autore Simona Antares:
Delitto perfetto

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La fredda luce del mattino fece capolino tra le tende socchiuse della stanza. Alice socchiuse delicatamente gli occhi, colpita da quell’improvviso baluginio. Un sorriso dipinse le sue labbra. Si girò e posò dolcemente il palmo della mano sul cuscino accanto a lei, il cuscino impregnato ancora dell’odore di suo marito Enrico.
E’ stata una notte meravigliosa, una notte indimenticabile. Alice fremette ancora nel ricordarla, era ancora viva dentro di sé, la dolce sensazione di aver fatto l’amore con suo marito, l’intensa passione che li colse entrambi, le loro labbra umide e calde che si univano, le loro mani che non smettevano di cercarsi, di toccarsi, di accarezzarsi.
Erano stati un solo corpo e un’unica anima, in una frenetica danza d’amore dove la musica che li accompagnava erano i loro gemiti e le loro grida di piacere. Alice avrebbe voluto che quella notte non finisse mai.
Guardò di nuovo il posto vuoto accanto al suo, passò di nuovo dolcemente la mano sul cuscino, là dove avrebbe voluto di nuovo accarezzare il suo viso, baciare i suoi capelli.
Appoggiò il capo sul suo cuscino. Socchiuse di nuovo gli occhi. Le sembrò di essere sfiorata ancora dalle sue carezze, di sentire ancora le sue labbra sulla sua pelle. Ma Enrico non c’era, si era già alzato, lasciandola lì, sola e fremente di desiderio.
Non riuscì a smettere di sorridere; oggi la loro routine avrebbe subito un piccolo cambiamento, era infatti il loro decimo anniversario di matrimonio e lei aveva invitato alcuni dei loro più intimi amici per condividere la loro gioia.Ripensò alla grande statua di ghiaccio raffigurante una giovane coppia che si scambiava un tenero bacio che troneggiava sui calici già pronti per l’avvenimento.
Non vedeva l’ora che la sera giungesse, ma il giorno era appena iniziato e molte cose stavano per cambiare per lei, in modo definitivo.Si alzò dal letto e scese in cucina.
Si sentiva felice Alice, aveva un delizioso bambino di cinque anni che dormiva nella camera affianco alla sua, aveva una bella e accogliente casa e un marito che adorava. Ma la sua felicità stava per svanire per sempre.
Suo marito Enrico era seduto al tavolo della cucina con le mani sul capo. Sembrava sofferente e in preda a una terribile indecisione. Non sentiva nemmeno sua moglie che gli sfiorava il collo con un bacio.“
Buongiorno, amore” disse con tono malizioso, sfiorandogli delicatamente i capelli con le dita delle mani “Che cosa fai qui tutto solo, soletto?” disse, sedendoglisi sulle ginocchia.
“Alice…io…” provò a dire l’uomo, ma lei lo zittì subito con un appassionato bacio“Mi sei mancato questa mattina, sai? Mi sono svegliata e tu non c’eri già più!” disse, tempestandogli il collo di lievi baci “Sei proprio un cattivone, lo sai?” disse tra i baci.
"Alice, ti prego, smettila!” disse l’uomo, cercando di frenare l’impeto amoroso della moglie. Lei ne rimase sorpresa.
"Che cosa c’è, amore?” disse in tono preoccupato “Qualcosa non va?”
"Ti prego, siediti su questa sedia” disse in tono freddo l’uomo.
Alice senti' improvvisamente il suo corpo pervaso da un brivido gelido.
"Che cosa c’è, tesoro? Mi stai facendo preoccupare così” disse lei in preda all’ansia. Non aveva idea che la sua vita sarebbe radicalmente cambiata nei prossimi minuti.“
Mi dispiace” disse lui lentamente, come scandendo le parole “E oggi è anche il nostro anniversario, lo so” disse con un sospiro “ma non ce la faccio più a sostenere questa situazione”Fece una pausa, poi disse a sua moglie, guardandola negli occhi “Io amo un’altra donna, Alice”.
Quella rivelazione arrivò improvvisa come un fulmine a ciel sereno. Alice non riusciva a credere alle sue orecchie, si sentiva come in un sogno.
“E’ quasi tutto pronto per la festa di questa sera”. Si alzò in stato di shock dalla sedia e iniziò a camminare nervosamente per il salotto. Enrico la guardava con aria preoccupata.
"Alice, mi dispiace, non era mia intenzione farti soffrire”
"Sta’ zitto!” gridò la giovane donna “Non voglio sentire altro provenire da quella tua bocca!” gridò furiosa.
Ora doveva soltanto riflettere, doveva sfogarsi.Quando ritornò in cucina, suo marito era in piedi davanti a lei, girato di spalle. Osservava pensieroso il paesaggio ameno fuori dalla finestra.Alice si avvicinò lentamente a lui. Enrico si voltò di scatto.
"Ma cosa?”
Fu un attimo. Quelle furono le sue ultime parole. Sua moglie lo colpì con qualcosa di molto pesante. L’uomo stramazzò di colpo in terra.
Alice agì velocemente, ripose la statua di ghiaccio sul tavolo in salotto e contattò la polizia. Dopo di che, alzò il volume del riscaldamento al massimo e salì in camera per truccarsi e vestirsi come faceva ogni mattina.
La polizia giunse rapidamente.“
Oh, meno male che siete qui!” disse Alice piangendo “E’ accaduto qualcosa a mio marito! Venite, presto, è in cucina!”L’ispettore si avvicinò all’uomo che giaceva esanime a terra.“Che cosa gli è accaduto?” chiese Alice con finta disinvoltura
“E’ morto” rispose freddamente il poliziotto.
Alice diede allora vita alla sua preparata recita.
“No!No!Non il mio Enrico!” disse piangendo la donna.
"Dove si trovava lei?” chiese l’ispettore.
"Ero di sopra, a controllare nostro figlio Mirko, poi sono andata in camera a vestirmi, quindi sono scesa giù e…e…l’ho visto!” disse tra le lacrime.
"Ladri, probabilmente” disse l’ispettore.
Entrarono nel salotto.
“Si sieda, signora Moretti. Sergente, porti alla signora un drink, del brandy con molto ghiaccio. Uff” sbuffò l'uomo“C’è un caldo bestiale in questa stanza!”
Alice lo guardava di sottecchi.
“Lei capirà, signora” disse l’ispettore “che dobbiamo perquisire immediatamente la casa, dobbiamo trovare immediatamente l’arma del delitto, altrimenti l’assassinio di suo marito rischia per sempre di rimanere irrisolto”.
La stanza era bollente. A un tratto un braccio della statua di ghiaccio cadde sul tavolo. Era completamente fuso. Il sergente si avvicinò alla statua, spezzò l’altro braccio e lo mise nel brandy di Alice.
“Uff! Potrei avere un bicchiere d’acqua, signora Moretti? Fa davvero molto caldo qui dentro!”
"Uno anche per me, grazie!” disse l’ispettore “E con ghiaccio!”
Erano entrambi molto accaldati e assetati.

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