Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


AYANA & LUKE #5
Scritto da AGOLYCIOUS
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 28/05/2018, Pubblicato il 28/05/2018 13.24.05, Ultima modifica il 28/05/2018 18.53.47
Codice testo: 285201813245 | Letto 42 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Torna alla prima pagina 1/2 Pagina seguente


- Devono essere arrivati - canticchia la mamma dirigendosi velocemente verso la porta.
Sto cercando di controllare il mio cuore, mi sento come un bambino a cui è stato promesso di mangiare tutte le caramelle del mondo!
"Lei è qui!"
- Donne - borbotta papà entrando con alle mani due valigie immense... "Per quanto tempo resterà?" spero per sempre, anche se è poco probabile.
- Ci credi che sua madre se ne è portate dietro il doppio?! E le ho dovute portare su, io, tutte, a casa di Dave! - sbuffa incredulo. - Dopo oggi, Dio sa quanto voglio bene a quest'uomo - lancia un'occhiataccia alla porta, e poi con un fastidioso ghigno riposa lo sguardo sul sottoscritto. - E non credere, ce ne sono altre in macchina... ed io ho smesso di fare il facchino per oggi... - sibila portando le valige in camera di Matt. Credo che ora sia il mio momento.

- Perché non lo hai portato? Mi sarebbe piaciuto vederlo. -
- Lo so, ma, zio Dave, lo ha praticamente preso in ostaggio, e Marc sembrava ancora scosso dal volo. Ci abbiamo messo più di sedici ore, siamo un po' tutti stanchi, e dobbiamo riprenderci ancora un po' - ridacchia. - Ma sono sicura che domani... -
- Sì. - ansa - Domani mattina correrò a casa di Dave, perché ho bisogno di rivedere la mia migliore amica, ed il mio nipotino... posso chiamarlo così? -
- Certo zia Sam... lui, è tuo nipote - mormora abbracciandola forte.
- Non ci posso credere che sono passati cinque anni! - La testolina di Samantha tentenna per i singhiozzi - Ora, tu, invece di rimanere lì sulla porta, ad osservarci, renditi utile, e carica le altre valige che sono rimaste in macchina. Sei sicura di esserti portata abbastanza cose tesoro? Non si sa mai - ridacchia.
Qualcuno penserebbe che sia ironia, ma non lo è, mamma, è una campionessa in queste cose, viaggiare con lei, significa sacrificare le nostre valige per le sue, è la regola, per noi maschietti di casa, deve bastare una valigia sola, quella a mano.
- Oh... sarai davvero molto stanca... vado a vedere che cosa il vecchio George, avrà fatto delle tue valige c'è il rischio che te le abbia buttate tutte sul pavimento alla Je m'en fous - ride rientrando in casa.
"Respira... è a un passo da te, devi solo avvicinarti Luke" non è difficile.
"Il colore verde ti è sempre stato bene" potrei iniziare la conversazione così.
Indossa un... come lo aveva chiamato sua madre? Kava qualcosa... no, Kaba... Kaba... ah, sì, trovato!
"Kaba Ngondo."
È un tipico vestito africano, o meglio, camerunense, fatto con molta stoffa; è molto lungo ed ampio, ma, per quello che ricordo che disse zia Louiselle, è molto comodo d'estate. Ricordo che lei se lo metteva spesso, ne aveva così tanti e colorati, avvolte anche Ayana ne metteva, e ne rimanevo sempre affascinato, come ora.
- A... Ayana - riesco a sospirare, ma non si volta, ha praticamente la testa ficcata nel bagagliaio, credo che mi stia evitando, o, forse non mi ha sentito, probabilmente non mi ha sentito, sì, deve essere così.
Mi avvicino verso di lei, ricordo che papà ha detto che si era portata altre valige, oltre a quelle due che ora sono già in camera di Matt.
- Serve una mano? - "Certo che le serve una mano, che domanda idiota è questa?"
Ma perché non si volta, perché mi ignora? - Ayana - sospiro ancora, ma niente, mi evita.
Ha aperto una delle tre, sì... tre grandi valige che si è portata dietro, e non fa che frugarci dentro, ignorandomi.
Ha i capelli raccolti in una lunghissima coda fatta di molte, davvero, molte e medio-grandi treccine, box braids, credo che si chiamino... mi chiedo ancora come faccio a ricordarmi tutte queste cose.
Mi stringo nelle spalle, è forse arrabbiata con me?
Che cosa sta trafficando, nella valigia? La sta scompigliando tutta, e, non mi degna neanche di uno sguardo, non mi dà l'opportunità di ammirare i suoi occhi, che mi sono mancati, tanto, troppo.
- Ayana. - sbuffo, ma nulla, non demorde, sbircia nella valigia, ed io mi sento così idiota.
- Trovato! - esclama esaltata tirando fuori una busta di cartone bianca. Poi...
- Ayana... - mi toglie il fiato. Quei occhi, che ora mi stanno sorridendo, mi... ah, è così bella!
- Caffè di Byron Bay - sospira porgendomi la busta. - Come promesso, te ne ho portato un po’. Fingi di essere lusingato, ti prego - sorride, si passa un dito sul sopracciglio.
- Grazie! - esclamo. - Non vedo l'ora di provarlo! -
Il sole, illumina quella pelle meravigliosa, così scura, luccicante, bella, e nera.
- A... Ayana... - balbetto.
- Sei più bello di quello che ricordavo, cioè, anche in video sei bello, ma sei davvero bello - si stringe nelle spalle. - Sbaglio o ti sei alzato ancora di più dall'ultima volta che ti ho visto e.… i tuoi capelli si sono scuriti?
Annuisco. - Mi preferivi biondo biondo e bassino? - non sono mai stato basso, forse devo ringraziare i geni di mio padre per questo, da parte della sua famiglia, nessuno è sotto un metro e ottantasei, ed io sono stato benedetto con i miei centonovantadue centimetri di altezza.
Lentamente scuote la testa. - Stai bene, stavi bene anche prima, ma ora... - si passa la punta del pollice e dell'indice ai lati della bocca, e poi mi lancia un sorriso scherzoso. - Anche con quella, stai, davvero bene. -
- Ah... la barba? -
Annuisce.
- È da un po' che ce l'ho, non sembro più un bambino. - farfuglio ravvivandomi i capelli. "Oh, forse avrei dovuto tagliarli, lei non è abituata a vedermi con i capelli così lunghi, da l'ultima volta che ci siamo visti in video, mi sono cresciuti molto. Avrei dovuto ascoltare la mamma, e tagliarli, ma, ho paura che mi vengano più ricci, o che mi cambi la texture, non so niente di capelli, so solo che non voglio complicazioni.
Spalanca gli occhi. - È da quando hai fatto i ventuno, che non sembri più un bambino. - Il suo sguardo è così ambiguo. - I capelli lunghi ti donano - si passa velocemente la lingua sulle labbra, e socchiude gli occhi - Sei un uomo... Luke. -
"Ayana..."

Torna alla prima pagina 1/2 Pagina seguente



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it