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AYANA & LUKE #6
Scritto da AGOLYCIOUS
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 28/05/2018, Pubblicato il 28/05/2018 13.25.05, Ultima modifica il 28/05/2018 18.54.00
Codice testo: 285201813255 | Letto 42 volte

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Non è un sogno, non mi sto immaginando tutto, lei, la mia Ayana, lei, mi sta…
- Luke. -
Mi sta baciando.
Le sue mani frugano fra i miei capelli, le mie circondano le sue curve, e sì, ne ha molte di più rispetto a l'ultima volta che l'ho vista, ma, per me, lei rimane la principessa, anzi, la regina che è sempre stata.
La pelle del suo viso, è così morbida, le sue labbra, sono morbide, oh... quanto tempo ho aspettato questo bacio, per troppo ho fantasticato su questo bacio, e ora, mi lascio catturare dalle sue labbra, scivolo in questa sensazione riscaldante.
"Ayana..."
Perché non scivolo più?
Perché si è allontanata da me?
Si passa le dita sulle labbra, e socchiude gli occhi. - Zia Sam - cerca di recuperare un respiro normale, più equilibrato, io il mio l'ho perso dal momento in cui i miei occhi si sono posati su di lei.
- Cosa ha fatto mia madre? -
- Potrebbe, vederci...- si racchiude nelle spalle, e distoglie lo sguardo. Sembra curiosa, sbalordita.
- Ti vergogni di me? -
- No - risponde distratta. - Non voglio metterti nei casini - fa come per muoversi verso la direzione che ha attirato la sua attenzione, ma la blocco.
- Potrai vedere la roulotte in un altro momento, ora guardami - la supplico con voce lieve. - Quali casini? -
Deglutisce. - È davvero grandicello, non immaginavo... -
- Ayana - la rimprovero.
- Davvero - ridacchia posandomi una mano sulla spalla. Ah, quello sguardo spensierato, quella risata, mi è mancato tutto di lei, tutto. Non è cambiata affatto.
- Mi sei mancata - mormoro coinvolgendola in un abbraccio, non so se sarò capace di lasciarla andare.
- Anche tu - la sento sospirare sul mio petto. - Anche tu. - Le sue mani mi accarezzano la schiena, ed io mi astengo dal non baciarla di nuovo.
Sapevamo che sarebbe successo, era inevitabile, non farlo.
Per quanto abbiamo provato a nasconderli, quei sentimenti giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno, dopo anno, non hanno mai smesso come le radici di un albero, di crescere e prosperare.
Lei sapeva che l'avrei aspettata, ed io sapevo, che un giorno, sarebbe tornata.
Almeno, ci speravo.
- Devo mettere a posto le mie cose, almeno tu - si volta verso di me, rumoreggia una risata al quanto drammatica, come il suo sguardo, sempre bellissimo, ma, strano. - Hai tre valige da caricare, e non dimenticare di richiudere quella che ho aperto, grazie, sei sempre un amore - mi ha incastrato.

- Mi sarebbe piaciuto cenare con Ayana, ma capisco che lei sia stanca, infondo da qui a all'Australia ci sono circa otto ore e mezza di fuso orario, povera figliola - bofonchia mamma affettandosi un pezzo di pollo arrosto, davvero delizioso, come sempre.
- Infatti, avreste dovuto lasciarla riposare subito, invece, l'hai presa come prigioniera, tartassandola di domande, domande, e domande... - borbotta papà sorseggiando il suo bicchiere colmo di coca-cola. Sta sviando lo sguardo della mamma, e fa benissimo, lo sta accoltellando.
- Perché dici avreste? Io, le ho parlato solo quando eravamo fuori, all'inizio, poi mamma ...- mormoro con dolcezza, non voglio che lo stesso sguardo si posi anche su di me, come ha appena fatto?
Cavoli.
- Mamma? - sibila lei leggermente infastidita. - Che cosa avrei fatto? -
- Niente - tartaglio. - Proprio niente. - Mi sta proprio pugnalando con lo sguardo.
Mamma scrolla le spalle, come per sciacquarsi di dosso, la sua ira improvvisa. - Almeno avremo l'opportunità di vederti a casa più spesso... - geme centellinando la sua bibita di fragole, credo.
- Sono sempre qui... sempre. - Le ricordo, ma sembra non importarle. - Con l'unica differenza, che dormo fuori casa. -
- A un passo da noi. - puntualizza papà.
"Ma da che parte stai?" È stato lui che mi ha aiutato a scegliere la roulotte.
- La tua camera è immacolata, sempre disponibile se per caso... -
Faccio di no con la testa. - Sto bene sulla roulotte, ormai mi ci sono abituato. -
- E comunque, Marc non dovrebbe dormire nella camera che vuoi svendere a tuo figlio? -
"Oh, giusto." Mamma, una volta che Ayana è rientrata in casa, non mi ha permesso di avvicinarla, si è impadronita di lei, ed io avevo alcune cose da fare con il bar. Domani, però, potrò dedicarmi a lei, mamma Samantha permettendo.
- Ayana ha detto che starà un po’ con lei, ed un po’con la madre, vuole che il figlio si abitui a stare con Dave, pensa che Marc, possa essere una buona medicina per lui. Ah - sospira allegra. - Non vedo l'ora di vederlo! - dice tutta elettrizzata. - Un bambino che gioca in questa casa, di nuovo, sono così... piena di gioia - batte le mani per la contentezza.
- Ayana non lo sarà più, se continui a fare tutto questo casino - la rimprovera mio padre, poi, mima un sorriso. - È un bimbo bellissimo, ed è così educato - gli occhi di lui brillano. - Chi lo avrebbe mai detto che la piccola Ayana, che aveva sempre quelle treccine lunghe lunghe, che passava sempre qui a giocare con Lucky...- "Papà!" - Avrebbe avuto un bambino così giovane - scuote leggermente la testa per lo stupore. - Assomiglia tanto a lei, ha i suoi stessi occhi, e la sua stessa dolcezza. - Sembra un padre orgoglioso. - E poi anche lei è cresciuta tanto, aiuta Louiselle con le pasticcerie, cioè, ne hanno aperte tre - beve ancora un po' - Con tutta la famiglia sono riusciti a creare una buona impresa famigliare. -

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