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Ethernia - Capitolo 2, Vinminkal
Scritto da Jared Johnny Marcas
Categoria narrativa, genere
Scritto il 29/04/2017, pubblicato il 29/04/2017, ultima modifica il 29/04/2017
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Dopo aver viaggiato un paio d’ore nella desolazione più totale, la carovana che trasportava Medd ed un carico di frutta e verdura giunse alla capitale Vinminkal. L’entrata della città deluse molto le aspettative del giovane: al posto dei vasti campi ricchi dei fiori più belli di tutta Ethernia, delle case-torri ornate con i mosaici tipici della capitale e degli artisti di strada abili nelle giocoleria con le spade, Medd si trovò di fronte dei campi privi di vitalità, ricchi di erbacce e piante secche. Al posto delle case-torri si trovavano ruderi fatiscenti, alcuni sprovvisti di tetto e di numerose pareti. Invece degli artisti di strada, la carovana trovò dei mendicanti sporchi e malnutriti. Alcuni di questi si avvicinarono per supplicare qualche cosa da mangiare, altri invece mandarono delle piccole bambine a rubare tutta la frutta che riuscivano a sgraffignare. Il conducente non si accorse di nulla, o almeno fece finta di non accorgersene, dato che si sentiva benissimo il baccano che le bambine facevano nel retro del carro.
- Ma non vede che le stanno rubando il carico? - disse Medd, rivolgendosi al vecchio conducente.
- Certo figliolo, ovvio che lo vedo. Per questo porto sempre qualcosa in più quando vengo a Vinminkal – Il vecchio inspirò profondamente e poi continuò.
- La gente in questa parte della città è povera, fa la fame tutti i giorni. Io riesco a sostenere la mia famiglia con quello che vendo anche se parte del carico mi viene rubata: è un onore per me poter aiutare queste persone -
Medd apprezzò le parole del vecchio.
- Ma dove sono i campi fioriti, tutte quelle decorazioni alle case, la gente spensierata che viaggia da una strada all’altra alla ricerca di qualche bottega di prodotti tipici? Dove sono le locande di cibo raffinato che i libri decantano? E gli artisti di strada? -
Il vecchio fece una piccola risata.
- Dimmi un po’, ragazzo, tu da dove vieni? - chiese di rimando il vecchio.
- Cosa c’entra questo con la domanda? -
- Tu rispondimi, lo scoprirai -
Medd tirò un profondo sospiro, seguito da un sonoro e rumoroso sbuffare.
- Vengo da Alidorum - rispose infine, dando un’occhiata agli ultimi mendicanti che si allontanavano dal carro.
- Alidorum? E dove si troverebbe questa Alidorum? - rispose il vecchio, con un’espressione incuriosita sul volto.
- Alidorum, è un piccolo paese del regno dei Suriti. Bisogna attraversare il mare e raggiungere la costa est del regno e farsi altri 762 stetiyam nell’entroterra -
- Accipicchia! Ma sono quasi due giorni di cammino! Due giorni di cammino in terre ricoperte da fitte foreste infestate da predoni, se non ricordo male. Devi averne di fegato, ragazzo! -
Il vecchio guardò Medd come si guarda un guerriero dopo che è tornato da una lunga giornata ricca di battaglie.
- Beh, sì, il regno dei Suriti non è proprio il posto più ospitale di questo mondo...-
Per un attimo, il ragazzo pensò di lasciare che il vecchio lo vedesse come un giovane coraggioso ed intraprendente. Ma non era nella sua indole prendersi gioco della gente, neanche per questioni inette come quella.
-… ma fortunatamente mi sono saltato quella parte del viaggio. Alidorum si trova ad un paio d’ore di cammino da Konarios. Da lì parte uno zeppelin a settimana per Turai. Anche se un biglietto di sola andata è una spesa molto importante per una famiglia, i miei si sono dati da fare risparmiando ogni moneta che riuscivano quando dissi loro che sarei voluto venire all’Accademia -
- Ah, ecco, ecco! Certo, un viaggio come quello che mi avevi descritto sarebbe stato un suicidio, in effetti! Bravo, bravo! -
Compiaciuto, il vecchio fece una goffa risata e si lisciò la folta barba bianca.
- Si, ma perché me lo hai chiesto? Che c’entra il posto da dove vengo con tutto…questo? - chiese un po’ scocciato Medd, indicando i mendicanti ed il triste paesaggio che li circondava.
- Ah già, è vero! Vedi, tutte quelle belle cose che ti aspettavi di vedere ci sono, esistono, ma sono a tutte le altre entrate della città. Venendo da un piccolo paese lontano, forse vedevi Vinminkal come una città prospera e senza difetti. Ma anche qui esiste la povertà e le zone di degrado. Fortunatamente si trovano solo qui, all’entrata nord della capitale, quella meno conosciuta e meno frequentata. Io passo quasi sempre di qui per aiutare questa povera gente -
Medd si sentì risollevato da quell’affermazione.
- Quindi le altre entrate sono diverse? -
Il ragazzo non vedeva l’ora di poter vedere tutte le bellezze che Vinminkal aveva da offrire. Anche se non fosse riuscito ad entrare nell’Accademia della capitale, aveva a disposizione un paio di giorni per esplorare buona parte della città. Voleva viaggiare tra i vicoli floreali della città, osservare da vicino il quartiere dell’Alto Impero, stendersi al sole sul vasto prato dov’era situato l’oracolo di Melhar e osservare i pittori di Piazza Cutanram fare i ritratti dei passanti. Voleva vivere sulla sua pelle tutte quelle storie che aveva sentito raccontare dai mercanti e dai viaggiatori che approdavano di tanto in tanto ad Alidorum.
- Sì, ovvio. Ma oggi è aperta solo l’entrata sud, c’è la parata dell’Imperatore -

Mancavano poco più di 5 stetiyam al centro della città, ma il brusio indistinto della gente in festa si poteva già udire chiaramente. Medd, che era stato lasciato nei pressi dell’entrata nord, si stava avvicinando a passo svelto verso il luogo delle celebrazioni per assistere alla parata. Avevano cominciato da pochi istanti a suonare Il Mito della Gloria, l’inno dell’isola di Ethernia. Secondo quanto gli aveva detto il vecchio che conduceva la carovana, l’inno sarebbe stato suonato da una banda molto famosa sull’isola, accompagnata da un gruppo di giocolieri e di sbandieratori. Nel cielo invece ci sarebbe stata un’esibizione di draghi, addestrati per l’occasione a compiere evoluzioni di difficoltà sempre crescente.
Medd raggiunse poco dopo il corso principale della capitale. Una moltitudine di persone si estendeva a perdita d’occhio in tutte le direzioni. Nel mezzo del corso invece sfilava la banda che ancora stava intonando il lungo inno di Ethernia. Musicisti, giocolieri, sbandieratori, ed infine anche le milizie della guardia repubblicana, disposte in formazione attorno ad un grande carro trainato da cavalli. Medd riconobbe subito il personaggio raffigurato dall’alta costruzione in legno che viaggiava assieme al carro: l’imperatore Olis.
Sebbene Alidorum fosse un piccolo villaggio, era dotato anch’esso di una biblioteca abbastanza ben fornita, dove Medd aveva studiato e letto la storia dell’unificazione di Ethernia.

La grande isola un tempo era sotto il dominio di due potenze straniere, gli Avali e i Sonari; solo una piccola parte era sotto la giurisdizione della popolazione autoctona locale. Le colonie avaliensi e sonaresi erano in continua lotta fra di loro per il completo dominio dell’isola, e chi ne faceva le spese era per la maggior parte la popolazione nativa. Durante quel susseguirsi interminabile di battaglie, in tanti cercarono rifugio nelle Terre Libere dell’isola, ma i controlli di frontiera erano molto serrati. E spietati.
Dopo anni di soprusi, Olis Solekian, un cavaliere della piccola armata delle Terre Libere di Ethernia, decise di prendere in mano la situazione, stanco di vedere la propria terra e la sua gente devastati e sofferenti a causa dei capricci di chi in quelle terre non era nemmeno nato.
I primi a lasciare l’isola furono gli Avali. Da soli gli abitanti e le forze armate delle Terre Libere di Ethernia non avrebbero potuto reggere un confronto contro di loro, ma in aiuto agli etherniensi venne il regno dei Suriti, il cui stato era da lungo tempo in rapporti bellicosi con la repubblica avaliense. Sapendo che la perdita delle colonie sull’isola avrebbe creato ingenti danni agli Avali, il monarca surita accolse molto volentieri l’idea di aiutare Olis Solekian ed il suo piccolo esercito di liberazione: se la repubblica avaliense avesse perso le colonie di Ethernia si sarebbe indebolita, rendendo più facile la sua conquista da parte del regno dei Suriti. Una volta sconfitti gli Avali e riconquistata gran parte dell’isola, compresa la zona ovest e la capitale Vinminkal, liberarsi anche dei Sonari non fu così arduo come poteva sembrare in prima battuta. Anche senza più l’aiuto dei Suriti, l’esercito delle Terre Libere di Ethernia aveva ormai assunto dimensioni gigantesche. Man a mano che Olis Solekian e le sue truppe liberavano le varie regioni di Ethernia, dai più piccoli villaggi sino alle grandi città accorrevano un grande numero di uomini con il desiderio di unirsi alle truppe del futuro imperatore, mossi da uno spirito patriottico di unione, fratellanza e libertà. Sgominato il dominio straniero su tutta l’isola di Ethernia, gran parte della popolazione si riversò nelle strade di Vinminkal a festeggiare, celebrare ed elogiare l’esercito delle Terre Libere ed Olis Solekian, acclamato a furor di popolo imperatore dell’isola. Nonostante fra le idee del neo imperatore non ci fosse un ordinamento monarchico per Ethernia, egli accolse la decisione del popolo, rimanendo il primo ed unico imperatore dell’isola sino alla sua morte, momento in cui venne instaurata la repubblica per volere dello monarca stesso.

La parata era ormai quasi giunta al termine quando il cielo cominciò ad imbrunire. La sfilata degli artisti ed il grande carro avevano fatto il giro di Piazza Cutanram diverse volte, il presidente in carica aveva tenuto il suo discorso annuale elogiando le imprese dell’imperatore e di chi lo aveva aiutato a rendere Ethernia un luogo libero ed indipendente, i draghi avevano ammaliato le miriadi di persone che affollavano la piazza ed il corso principale con evoluzioni aeree e ricreando con il loro alito infuocato immagini e figure tipiche della tradizione etherniense.
La folla si sfoltì appena un poco dopo la fine della parata, ma in molti restarono per le strade a ballare, bere birra, saltare da un lato all’altro del corso principale per vedere cosa avevano da offrire le piccole bancarelle che stavano spuntando poco a poco. In breve tempo si venne a creare lungo tutto il Corso Solekian un mercatino affascinante e variopinto.
Medd era stanco per il viaggio, ma decise comunque di trattenersi: avendo sempre amato gli oggetti d’epoca e di antiquariato, non poteva non visitare il piccolo mercato. Su di lui il passato aveva sempre un gran fascino, un misto di favola e magia.
Una vecchietta che gestiva una bancarella di liquori tipici delle coste orientali dell’isola gli offrì senza motivo un corno traboccante di idromele. Un uomo vestito da pirata lo sfidò a centrare un piccolo bersaglio con la palla in modo tale da far cadere una bella ragazza in abiti succinti in una vasca piena d’acqua gelida. Sfogliò vecchi libri sulla storia antica del mondo. Mezzo brillo, venne coinvolto anche in un ballo in mezzo al mercato. Giovani, ragazze, vecchi, famiglie con bambini: tutti si stavano godendo quel momento di pura gioia e follia che pervadeva tutte le strade di Vinminkal. Non era ancora mezzanotte e la festa non accennava a finire, quando Medd si sentì sussurrare: - Domani hai un incontro importante all’Accademia, non è il caso che tu vada a dormire? -
Voltandosi, il giovane vide l’Iravu Bref alle sue spalle.

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